Erwin Stricker

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Erwin Stricker
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 172 cm
Peso 74 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Discesa libera, slalom gigante, slalom speciale, combinata
Squadra Carabinieri Carabinieri
Ritirato 1978
Palmarès
Campionati italiani 2 1 1
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Erwin Stricker (Mattighofen, 15 agosto 1950Bolzano, 28 settembre 2010) è stato uno sciatore alpino italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Carriera sciistica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1967 partecipò alla sua prima gara juniores a Colle Isarco, dove ottenne un secondo posto[1]; l'anno seguente vinse la "Stadtlerrennen", annuale gara di sci cittadina che si tiene sulla Plose, la montagna di casa di Bressanone, ottenendo il miglior tempo di tutte le categorie. Successivamente subì il suo primo infortunio sulle nevi dello Stelvio[2].

Debutta in coppa del mondo nel 1969, nel 1972 conquista il suo primo piazzamento di rilievo classificandosi al 10º posto nello slalom di Coppa del Mondo a Kitzbühel. Il 24 marzo 1973 si aggiudica il primo podio in Coppa del Mondo, un secondo posto nello slalom gigante di Heavenly Valley (Stati Uniti). Il suo secondo e ultimo podio in Coppa risale allo storico 7 gennaio 1974. Quel giorno sulle nevi tedesche occidentali di Berchtesgaden nacque la Valanga azzurra, con cinque italiani nelle prime cinque posizioni del gigante; Stricker si piazzò terzo alle spalle di Piero Gros e Gustav Thöni e davanti a Helmuth Schmalzl e Tino Pietrogiovanna.

Nel 1974 subì nuovamente una grave caduta, e fu operato all'ospedale di Bressanone; nel 1976 si ritirò quindi dalla vita di sciatore attivo. Fece un tentativo nel 1977 di tornare, ma nel 1978 decise di lasciare definitivamente[2]. In carriera prese parte a due edizioni dei Giochi olimpici invernali (in slalom a Sapporo 1972 e in discesa a Innsbruck 1976, in entrambe le occasioni senza concludere le gare); ai Campionati italiani ha conquistato quattro medaglie: due in discesa libera[3], una in slalom gigante[4] e una in combinata[5].

Durante gli anni della nazionale Stricker si fece notare per diverse sue invenzioni applicate allo sci alpino; fu infatti il primo atleta a utilizzare le ginocchiere e il bastone aquilineo per la discesa, ad applicare agli sci da slalom il puntale a uncino per prevenire le inforcate ("Geierschnäbel")[6], il casco aerodinamico e quello da slalom[7]. Nel corso degli anni gli venne assegnato il soprannome "Cavallo pazzo": pur non possedendo il talento di alcuni suoi compagni della Valanga azzurra come Gros e Thöni, si mise in mostra per uno stile personale, molto irruente, che lo portava ad "aggredire" i tracciati[2][7].

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Dopo il ritiro dalle competizioni si dedicò alla promozione dello sci alpino, anche nelle vesti di "ambasciatore" della FIS; tale attività lo portò a diffondere la cultura alpina anche in Paesi a essa tradizionalmente estranei, come la Cina[7].

Sposato con Linda da cui ha avuto due figli (Nina e Tim)[8], è morto nel 2010 a causa di un tumore cerebrale, a 60 anni[8][9].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Coppa del Mondo[modifica | modifica sorgente]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 6º nel 1974
  • 2 podi (entrambi in slalom gigante):
    • 1 secondo posto
    • 1 terzo posto

Campionati italiani[modifica | modifica sorgente]

  • Campione italiano di discesa libera nel 1976
  • Campione italiano di combinata nel 1977

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Immagine del resoconto giornalistico della gara sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  2. ^ a b c Sito personale. URL consultato il 9 agosto 2010.
  3. ^ "Albo d'oro" su Losportitaliano.it (1931-2006). URL consultato il 9 gennaio 2011.
  4. ^ "Albo d'oro" su Losportitaliano.it (1950-2006). URL consultato il 9 gennaio 2011.
  5. ^ "Albo d'oro" sul sito della FISI (1931-2004). URL consultato il 9 gennaio 2011.
  6. ^ Pietro Maragoni, Morto a Bolzano Erwin Stricker, il Cavallo pazzo dello sci in Alto Adige, 29 settembre 2010. URL consultato il 30 settembre 2010.
  7. ^ a b c Flavio Vanetti, La Valanga azzurra perde Stricker, il Cavallo pazzo che infiammò le nevi in Corriere della Sera, 29 settembre 2010, p. 59. URL consultato il 29 settembre 2010.
  8. ^ a b Pierangelo Molinaro, Addio a Erwin Stricker, "Cavallo pazzo" delle nevi in La Gazzetta dello Sport, 28 settembre 2010. URL consultato il 28 settembre 2010.
  9. ^ Sci: è morto Erwin Stricker, il "Cavallo pazzo" della neve in ANSA, 28 settembre 2010. URL consultato il 28 settembre 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]