Ervige

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Ervige
32-ERVIGIO.JPG
Re dei visigoti
In carica 680 - 687
Predecessore Vamba
Successore Egica
Nascita ca. 643
Morte Toledo, 687
Padre Ardabasto
Madre una nipote di Chindasvindo
Consorte Liuvigoto
Figli Cixilona

Ervige[1], Erwig in gotico, Flavius Ervigius in latino, Ervigio in spagnolo, Ervigi in catalano e Ervigio in portoghese (643 circa – Toledo, 687), fu re dei visigoti dal 680 al 687.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Ervige era figlio di Ardabasto[2] (nipote del duca di Siviglia Ermenegildo, figlio del re dei visigoti Leovigildo) e di una nipote del re dei visigoti Chindasvindo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 680 probabilmente Ervige capeggiò la congiura che, con l'inganno, portò alla deposizione di Vamba, il quale fu tonsurato, così che per legge non poté più essere re, e chiuso in un monastero. Nella congiura fu appoggiato dal vescovo di Toledo Giuliano II (680-690), che lo unse come nuovo re.

Per ingraziarsi la nobiltà e il clero, che l'avevano appoggiato nella congiura, Ervige cominciò a distribuire possedimenti e benefici; ma soprattutto concesse il perdono non solo a coloro che avevano appoggiato il duca Paolo, ma anche a coloro che, durante il regno di Chintila, erano stati accusati di tradimento, restituendo loro i beni, i titoli nobiliari e i diritti civili di cui erano stati privati.

Siccome Vamba lamentava d'essere stato tonsurato con l'inganno e contro la sua volontà, Ervige, con l'appoggio del vescovo di Toledo, nel 681 convocò il XII concilio toletano, che, respingendo le proteste di Vamba, legittimò l'usurpazione del trono.

Un tremisse coniato a Mérida durante il regno di Ervige. Il volto di Cristo ha una forma simile a quella che ebbe nella monetazione bizantina, a cominciare dall'imperatore Giustiniano II (vedi qui).

Durante il suo regno Ervige diminuì alcune imposte e ne abolì altre. In particolare, egli revocò le severe imposte della legge militare di Vamba, che obbligava nobiltà e clero a prestare il servizio militare.

Egli continuò con la politica di persecuzione degli ebrei. A partire dal 1º febbraio 681 i non convertiti ebbero dodici mesi di tempo per farsi battezzare.

Nel 682 Ervige modificò diverse norme del Liber iudiciorum o Codice di Reccesvindo, che d'allora in poi fu chiamato Codice di Ervige.

Sembra che durante il suo regno continuassero anche i tentativi di sbarco di berberi islamizzati.

Nel novembre del 683 il re convocò il XIII concilio di Toledo, per ufficializzare il perdono concesso a tutti i nobili coinvolti nella ribellione del duca Paolo, e anche a quelli dichiarati traditori ai tempi del re Chintila.

Un anno dopo, nel novembre del 684, Ervige convocò il XIV concilio di Toledo, per ottemperare alla richiesta di papa Leone II e pronunciarsi contro il monotelismo, o eresia di Sergio.

Con l'obiettivo di assicurare il trono ai suoi discendenti, sposò la figlia Cixilona con Egica, un parente di Vamba, cercando così di unire le due famiglie.

Nel 687 Ervige, ammalatosi gravemente, designò come successore il genero Egica, e abdicò.

Morì il 15 novembre dello stesso anno.

Matrimonio e figli[3][modifica | modifica sorgente]

Nel 662 Ervige sposò la figlia di Suintila, un precedente re dei visigoti, Liuvigoto o Liuvigotona. La moglie, che era più vecchia di lui, gli diede almeno tre figli:

  • Cixilona (ca.663-?), che tra il 683 e il 687 sposò Egica, il quale fu nominato erede di Ervige, dopo aver assunto l'impegno di proteggere la sua famiglia.
  • Degli altri figli non si conosce né il numero né il nome, e neppure il sesso.
  • Tra loro fu però, probabilmente, Pietro di Cantabria (?-730), duca di Cantabria e capostipite dei re di Castiglia e León e poi di Spagna.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pronunciato con l'accento sull'i: cfr. la voce Ervige del Dizionario d'ortografia e di pronunzia: http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=60424&r=543131.
  2. ^ Ardabasto era il figlio di Atanagildo, figlio a sua volta del duca di Siviglia Ermenegildo (il quale era figlio del re dei visigoti Leovigildo), e della principessa franca Ingunda, figlia di Sigeberto I re dei franchi dell'Austrasia e di Brunechilde, che era figlia del re dei visigoti Atanagildo e di Gosvinda. Ardabasto, durante l'anno 641, che vide succedersi quattro imperatori (Eraclio I, Costantino III, Eraclio II e Costante II) sul trono di Costantinopoli, molto probabilmente venne cacciato dall'Impero bizantino e rientrò nella penisola iberica, dove fu molto bene accolto dal re dei visigoti Chindasvindo, che gli diede in sposa una sua nipote.
  3. ^ (EN) Dinastie dei visigoti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 743-779.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re dei Visigoti Successore
Vamba 680–687 Egica