Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

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Errare humanum est

La locuzione latina errare humanum est, perseverare autem diabolicum, tradotta letteralmente, significa commettere errori è umano, ma perseverare [nell'errore] è diabolico. La frase, ormai entrata nel linguaggio comune, viene attribuita a Lucio Anneo Seneca [senza fonte].

Assioma filosofico con il quale si cerca d’attenuare una colpa, un errore, una caduta morale. Già nella letteratura classica si possono trovare alcuni precedenti in Livio (Storie, VIII, 35): "Venia dignus est humanus error" ("ogni errore umano merita perdono"), e Cicerone: "Cuiusvis est errare: nullius nisi insipientis, in errore perseverare" ("è cosa comune l’errare; è solo dell’ignorante perseverare nell'errore").

La prima fonte cristiana che sta alla base di questa frase è però Sant'Agostino d'Ippona che nei suoi Sermones (164, 14) afferma: Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere ("cadere nell'errore è stato proprio dell'uomo, ma è diabolico insistere nell'errore per superbia").

Il significato è chiaro: siamo esseri umani, e l'errore capita. Questo, però, non deve essere un'attenuante per giustificare la trascuratezza, ma un invito ad imparare dall'esperienza per ridurre il numero di errori commessi.

[modifica] Bibliografia

  • Meinolf Schumacher: '...ist menschlich'. Mittelalterliche Variationen einer antiken Sentenz: Zeitschrift für deutsches Altertum und deutsche Literatur 119 (1990): 163-170.

[modifica] Voci correlate

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