Eros e Priapo

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Eros e Priapo: da furore a cenere
Autore Carlo Emilio Gadda
1ª ed. originale 1967
Genere saggio
Lingua originale italiano

Eros e Priapo: da furore a cenere è un saggio dello scrittore italiano Carlo Emilio Gadda, scritto nel 1945 e pubblicato con censure nel 1967. La versione non edulcorata verrà pubblicata nel 2015 da Adelphi.

Il libro è estremamente complesso, sia per il contenuto che per lo stile elaborato dallo scrittore lombardo. Si può affermare che in queste pagine Gadda intendesse fare i conti con il fascismo, cui aveva inizialmente aderito, ma dal quale aveva lentamente preso le distanze già prima della seconda guerra mondiale e della caduta del regime.

Genesi e pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, con alcuni brani apparsi sulla rivista Officina già nel 1955, venne pubblicata in volume nel 1967. In quest'edizione venne apposto il sottotitolo Da furore a cenere.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Il saggio è anche un laboratorio linguistico nel quale Gadda scatena tutta la sua capacità mimetica e parodica, adottando frequentemente le cadenze e il vocabolario di uno scrittore del Dugento fiorentino, il De Madrigal, maschera dello stesso Gadda (Alì Oco De Madrigal è l'anagramma del nome dell'autore), che con la propria furia linguistica e sintattica incendia la polemica portandola a vette d'intensità letteraria e intellettuale tra le più elevate toccate dalla scrittura gaddiana.

Non viene mai menzionato il termine "fascismo", né il nome di Mussolini, al quale Gadda fa riferimento con numerosi e differenti nomignoli come, ad esempio, «furioso babbeo»; lo stesso autore si cita come «De Madrigal».

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Una psicanalisi del fascismo[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di altri scrittori italiani, il distacco dal fascismo di Gadda non si configura come semplice rimozione dei valori mussoliniani e adozione di nuovi o diversi ideali. Gadda sente il bisogno di capire cosa il fascismo sia stato, al di là della retorica, al di là di facili semplificazioni, e di penetrarne la natura più intima. Questo lo porta a praticare una vera e propria psicanalisi del fascismo, animata da un vero e proprio furore distruttivo, ma anche da una sbalorditiva capacità di penetrazione.

Fin dal primo paragrafo Gadda lancia la sua accusa al regime, quella di aver avuto come programma la cancellazione della vita, l'Eros filosofico appunto, in nome dell'imperio e della repressione:

«Li associati per cui per più d'un ventennio è venuto fatto di poter taglieggiare a lor posta e coprir d'onta la Italia, e precipitarla finalmente a quella ruina e in quell'abisso ove Dio medesimo ha paura guatare, pervennero a dipingere come attività politica la distruzione e la cancellazione della vita, la obliterazione totale dei segni della vita. Ogni fatto o atto della vita e della conoscenza è reato per chi fonda il suo imperio sul proibire tutto a tutti, coltello alla cintola.»[1].

Fascismo e fallocentrismo[modifica | modifica wikitesto]

Al centro di tutto la figura di Priapo, divinità fallica che per Gadda simboleggia lo sfoggio maschilista, fallocratico, esibizionistico e in ultima analisi nevrotico del fascismo. La fallocrazia fascista viene da Gadda esaminata nei minimi dettagli, dall'abbigliamento delle camicie nere ai rituali collettivi, dalle grandi adunate romane alla vita quotidiana sotto il Fascio. Ne risulta non solo un'analisi minuziosa dei simboli e delle parole d'ordine del regime, ma anche una ricostruzione attenta delle radici profonde che il fascismo ha nella storia italiana.

L'altra divinità del titolo del saggio, Eros, riconduce alle fasi dello sviluppo del bambino secondo la teoria della psicoanalisi. Gadda mette in parallelo la psicologia legata all'erotismo e il fascino che hanno subito gli italiani (ed in particolare le donne) per la figura di Mussolini.

Gadda infatti ha l'enorme merito, rispetto ad altri critici del regime, di non considerare il fascismo una dittattura caduta dal cielo sull'innocente popolo italiano, ma di leggerlo come manifestazione di tendenze di lunga durata della cultura (o mancanza di cultura) nazionale, come epifania di alcune fondamentali manchevolezze del popolo italiano nel suo insieme. In questo Gadda rientra in una lunga tradizione di critici "anti-italiani" della cultura nazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eros e Priapo, Milano, Garzanti, 1990, a pag. 19. ISBN 8811667046

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Incipit, adattamenti teatrali, traduzioni e altro ancora di "Eros e Priapo"


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