Eroe per caso

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Eroe per caso
Eroe per caso.png
Dustin Hoffman, l'eroe per caso
Titolo originale Hero
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1992
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Stephen Frears
Soggetto David Webb Peoples, Alvin Sargent, Laura Ziskin
Sceneggiatura David Webb Peoples
Produttore Laura Ziskin
Fotografia Oliver Stapleton
Montaggio Mick Audsley
Musiche George Fenton Luther Vandross
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Volare basso »
(Lo slogan di Bernie LaPlante)

Eroe per caso (Hero) è un film del 1992 diretto dal regista Stephen Frears.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il protagonista, Bernie Laplante, è un ladruncolo che sta vivendo un periodo molto difficile della sua vita. Separato dalla moglie che lo ha lasciato, ha un lavoro precario, che nel seguito della storia perderà e sta subendo un processo dove si prevede una futura e sicura condanna per furto.

È molto affezionato al figlio a cui ha ripetuto spesso la sua filosofia di vita: si vive come in una giungla, ognuno deve cercare di sopravvivere come può senza interessarsi agli altri, pensando solo a sé stessi.

Una sera ha promesso al figlio di portarlo al cinema e si avvia verso la casa della ex moglie per andarlo a prendere. Ha un'auto malridotta e in aggiunta sta piovendo a dirotto. L'auto esala l'ultimo respiro e si ferma in mezzo alla strada dove a poca distanza precipita un aereo dinanzi agli occhi stupefatti del protagonista che sente provenire dalla carlinga invocazioni di aiuto.

Il malandato e disgraziato Bernie impulsivamente s'incarica, tra imprecazioni e urla, di salvare i passeggeri tra i quali una celebre reporter. Anche lei viene salvata da Bernie che, coerente con la sua filosofia, approfitta della situazione per rubarle le carte di credito e un premio giornalistico ricevuto prima del disastro aereo. Durante il salvataggio il protagonista perde una delle sue scarpe a cui teneva molto.

Sopraggiungono i pompieri e gli operatori televisivi mentre Bernie si allontana a piedi fino a quando riceve un passaggio in una vecchia auto carica di lattine da riciclare alla cui guida è un giovane barbone, John Bubber, a cui il nostro racconta la sua incredibile storia e a cui lascia, come ringraziamento, la sua unica scarpa.

La giornalista salvata vuole rintracciare l'eroico ed anonimo salvatore e lancia una campagna televisiva in cui si offre un premio di un milione di dollari a chi si farà riconoscere portando la scarpa uguale a quella perduta che è stata ritrovata.

John Bubber approfitterà dell'occasione e, mentre il nostro Bernie è andato a finire in galera, diventerà agli occhi dell'intera America un ricco osannato eroe, "l'angelo del volo 104", che dimostra con il suo altruistico comportamento che tutti, anche i più reietti, possono diventare eroi.

Uscito di galera Bernie, che la giornalista sopravvissuta sospetta essere il vero eroe, riuscirà a incontrare Bubber, che non sopportando più la finzione, si vuole suicidare lasciando un messaggio dove rivela tutta la verità. Sul cornicione di un palazzo da cui Bubber si vuol gettare, il vero e il falso eroe giungono a un accordo: a Bernie, a cui interessa solo il denaro, una parte del premio, a John Bubber la gloria e il ruolo, che sa sostenere così bene, di fulgido eroe.[1]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film apparentemente ispirato a una comicità leggera si rifà invece a un significato molto più intenso offrendo spunti di amara riflessione.[2]
Ormai non vi sono più valori certi e tutto avviene sotto l'insegna dell'apparire televisivo che costruisce falsi personaggi, che non importa siano veri "eroi" ma che sappiano bene interpretare la loro parte.[3]

Non c'è più una morale sicura a cui fare riferimento ma solo una morale di "eroi per caso". Una morale derivata dalla completa assenza di sicurezze, dove anche quelli che sembrano essere i più alti comportamenti altruistici, non sono in realtà che l'azione resa necessaria dal contesto e dalle circostanze. Un comportamento morale che richiama quello della "morale della situazione" elaborata nell'ambito dell'antico relativismo etico sofistico.

«In fondo siamo tutti eroi se sappiamo corrispondere alle difficoltà della vita» come lo è Bernie «...a causa del suo coraggio "necessario" (necessario per stare al mondo)» [4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (cfr.M.Morandini, Dizionario dei film ed.2007, Zanichelli)
  2. ^ «... lo spirito di fondo del film sia per questo meno amarognolo e pessimista sulla umana natura. Frank Capra è la vera vittima di questa storia. L’ha ucciso non tanto la brillante sceneggiatura di Peoples quanto la cultura della mediocrazia, l’arroganza della società del consenso e del sentimento pilotato.» (Irene Bignardi, Il declino dell’impero americano, Feltrinelli, Milano, 1996)
  3. ^ »Ecco perché Bernie LaPlante si preoccupa di volare basso: non vuole restar preso nella rete dell’ideologia “televisiva” dominante, della stupida antropologia i cui uomini e le cui donne somigliano tutti a modelli fatti di nulla, ma con la pretesa di essere veri» (Da Il Sole-24 ore).
  4. ^ Da Roberto Escobar ne Il Sole-24 Ore

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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