Ermolao Barbaro (il vecchio)

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Ermolao Barbaro detto il vecchio (Venezia1410 – Venezia 1471) è stato un umanista e vescovo cattolico italiano.

Sendo stato uomo degnissimo, m' é paruto farne alcuna menzione nel numero di tanti singulari uomini, acciocché la fama di si' degno uomo non perisca[1].

Indice

[modifica] Biografia

Ancora bambino comincio' a studiare lettere greche con Guarino Veronese, e il successo di questa accoppiata allievo-maestro fu tale che a soli 12 anni tradusse in latino 33 favole di Esopo. Fece poi i suoi studi universitari a Padova dove si laureo' nel 1425[2].

Successivamente si sposto' a Roma dove entrò al servizio della cancelleria papale. La sua carriera nella curia romana fu cosi' fulminea che nel 1435[3] Eugenio IV lo nomino' protonotario apostolico e, nel 1443, gli concesse il vescovato di Treviso. Il rapporto con il pontefice, pero', si interruppe bruscamente nel 1447 quando, dopo che gli era stata promessa la nomina a vescovo di Bergamo, il papa assegno' il posto a Polidoro Foscari.

Lascio' Roma e viaggio' per l' Italia ma, dopo un po' di giri, torno' a lavorare in curia e ci rimase fino al 1453. Si trasferi' poi a Verona dove Niccolò V lo aveva designato vescovo e dove si sistemo' in pianta stabile tranne una breve parentesi a Perugia, dal 1460 al 1462, come governatore[4].

Messer Ermolao Barbaro, gentiluomo viniziano, fu fatto vescovo di Verona da papa Eugenio [sic], per le sue virtù. Ebbe notizia di ragione canonica e civile, ed ebbe universale perizia di teologia, e di questi istudi d' umanità; ed ebbe nello scrivere ottimo stile. Fu di buonissimi costumi, e nel tempo di papa Eugenio [sic] si ritornò a Verona al suo vescovado, e attese con ogni diligenza alla cura, e vi accrebbe assai e onorò e multiplicò il culto divino. Era umanissimo con ognuno. Ridusse nel suo tempo il vescovado in buonissimo ordine, cosi' nello spirituale come nel temporale. Aveva in casa sua alcuni dotti uomini, in modo che sempre vi si disputava o ragionava di lettere; ed era la sua casa governata, come si richiede una casa d' uno degno prelato. S' egli compose (che credo di si') non ho notizia alcuna[5].

Compose. Nulla se ne ha alle stampe trattane qualche lettera, ma piu' opuscoli manoscritti se ne hanno in alcune biblioteche, e fra essi la traduzione della Vita di S. Anastasio scritta da Eusebio di Cesarea[6].

[modifica] Note

  1. ^ Vespasiano da Bisticci, Vite di uomini illustri del secolo XV, ed. Barbera-Bianchi, Firenze, 1859, pag. 195
  2. ^ Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, ed. Firenze, 1819, Vol. VI, pag. 808
  3. ^ Società storica lombarda, Archivio storico lombardo, ser.4:v.7, 1907, pag. 323
  4. ^ L'Umanesimo umbro: Atti del IX Convegno di studi umbri. Gubbio, 22-23 setembre, 1974, Perugia, 1977, pag. 199
  5. ^ Vespasiano da Bisticci, cit. pag. 195
  6. ^ Girolamo Tiraboschi, cit. pag. 808

[modifica] Bibliografia

  • Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, Vol. VI, ed. Firenze, 1819
  • Vespasiano da Bisticci, Vite di uomini illustri del secolo XV, ed. Barbera-Bianchi, Firenze, 1859
  • Pio Paschini, Tre illustri prelati del Rinascimento : Ermolao Barbaro, Adriano Castellesi, Giovanni Grimani, Roma, Facultas Theologica Pontificii Athenaei Lateranensis, 1957

[modifica] Voci correlate

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