Ermenegildo Castiglioni

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Ermenegildo Castiglioni (Milano, 12 aprile 1812Milano, 25 dicembre 1896) è stato un mercante italiano, mazziniano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Da giovane venne messo dai parenti in seminario ma lo abbandonò dopo poco e si diede al commercio. Iniziò con pochi mezzi a diciassette anni come aiutante del suo padrino Borghi a cui successe nel 1831 ma con gli anni grazie alla sua abilità negli affari divenne padrone di due stabilimenti coloniali a Milano in Porta Garibaldi e a Barletta. Era al primo posto in Italia tra i commercianti e industriali di spiriti.[1]

Costruì due grandi isolati di case nel sobborgo di Porta Garibaldi tra gli attuali corso Como e via Massimo d’Azeglio, demoliti intorno al 1960.

Si occupò anche di politica aderendo alla Giovine Italia e aiutando molti liberali. Fu molto amico di Giuseppe Mazzini, Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari. Volle intitolare al loro nome le vie del suo isolato di case a Milano, l’attuale via Quadrio si chiamava via Mazzini. Fondò un asilo dedicato a Maurizio Quadrio, tuttora esistente in via Quadrio.[2]

Finanziò la propaganda repubblicana in Italia. Lavorò fino all’ultimo giorno prima di morire a 81 anni.

Acquistò a Induno Olona una villa costruita all'inizio del XIX secolo dalla famiglia Mannati, una famiglia nobile milanese e la fece arredare dall'ebanista parigino Charles Jeanselme. Gli arredi furono venduti all'asta nel 1961 prima della trasformazione della Villa Castiglioni in albergo. [3]

Fu fervidamente credente in Dio e lasciò un milione di lire di allora (circa 3 milioni di euro di oggi) agli istituti di beneficenza milanesi, tra cui l’Ospedale Maggiore di Milano. L'ospedale fece dipingere il suo ritratto dal pittore Giovanni Battista Todeschini (1856-1938) per la quadreria dei benefattori.[4]

La sua fortuna, quando morì, era stimata in 10 milioni di lire di allora, pari a circa 32 milioni di euro di oggi.

Fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano e volle una tomba con l’iscrizione “credente in Dio”, un detto di Mazzini.

L’erede della sua fortuna fu il nipote ing. Ermenegildo Castiglioni che utilizzò parte dell’eredità per costruire tra il 1901 ed il 1904 il Palazzo Castiglioni in Corso Venezia a Milano, progettato in stile Art Nouveau dall’architetto Giuseppe Sommaruga.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Necrologio del Corriere della Sera, 27/28 dicembre 1896
  2. ^ Ermenegildo Castiglioni, Dizionario del Risorgimento Nazionale, le Persone, voce scritta da G. Badii, Francesco Vallardi editore, 1930, pag. 600
  3. ^ Villa Castiglioni sul sito del Comune di Induno Olona
  4. ^ Ritratto di Ermenegildo Castiglioni, Giovanni Battista Todeschini

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ermenegildo Castiglioni, Dizionario del Risorgimento Nazionale, le Persone, voce scritta da G. Badii, Francesco Vallardi editore, 1930, pag. 600
  • Necrologio di Ermenegildo Castiglioni, Corriere della Sera, 27/28 dicembre 1896

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]