Eritrea (nave appoggio)
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| Eritrea | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | nave coloniale |
| Classe | Eritrea |
| Cantiere | Castellammare di Stabia |
| Ordine | 1935 |
| Impostazione | 1935 |
| Varo | 1936 |
| Completamento | 1937 |
| Proprietario | Regia Marina - Marine Nationale |
| Radiazione | 1948 |
| Destino finale | Ceduta alla Francia in conto riparazione danni di guerra |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | normale 2.969t - pieno carico 3.117 t |
| Lunghezza | sulla linea di galleggiamento: 96,9 m |
| Larghezza | 13,3 m |
| Pescaggio | 4,7 m |
| Propulsione | 2 motori diesel Fiat per 9.100 HP |
| Velocità | crociera: 20 nodi |
| Autonomia | 6.950 miglia a 12 nodi |
| Equipaggio | 234 |
| Equipaggiamento | |
| Armamento | artiglieria:
|
La Eritrea fu una nave della Regia Marina attrezzata per l'appoggio ai sommergibili e adatta per la posa delle mine.
Venne destinata al porto di Massaua, nel Mar Rosso, rimanendovi fino all'8 febbraio 1941 quando Supermarina diede l'ordine di raggiungere l' Estremo Oriente forzando il blocco inglese.
L'unità, al comando del capitano di fregata Marino Jannucci, lasciò Massaua il successivo 18 febbraio, riuscendo ad arrivare indenne in Giappone.
Poi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, sempre al comando di Marino Jannucci riuscì a fuggire dal Giappone rifugiandosi in India dove venne internata dalle autorità marittime britanniche.
Rientrata poi in Italia al termine della guerra, nel 1948, in ottemperanza alle clausole del trattato di pace fu ceduta alla Francia, dove venne ribattezzata Francis Garnier ed affondata in seguito durante un'esercitazione.

