Erik Pevernagie
Erik Pevernagie (27 aprile 1939) è un pittore belga.
Figlio del pittore Luis Pevernagie (1904-1970). Laureato in filologia germanica all'Università Libera di Bruxelles (1961). Specializzazione all'Università di Cambridge. Professore di economia (insegnamento superiore). Presidente del Centro Internazionale ricreativo culturale RIC (1973). Membro Associato e accademico dell 'Accademia Internazionale del Verbano di Lettere, Arti, Scienze. Ha fatto mostre personali a Bruxelles, Anversa, Parigi, Berlino, Dusseldorf,[ Amsterdam], Lucca e mostre di gruppo a New York.
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[modifica] Opere
Forma e contenuto
Nelle opere di Pevernagie è più la forma del contenuto, a colpire, stupire e sconvolgere. L'artista prende sempre volutamente spunto dalla vita quotidiana. Ma è la forma, lo stile espressivo che interviene ad inquietarci. Il quadri è quasi vuoto, spoglio. Non ci sono fronzoli Non c'è la ricerca di virtuosismi. Ci si rende conto che è proprio il vuoto che ci turba e ci inquieta.
I dettagli e il mondo.
Sono i dettagli, i particolari della vita che ci circondano e formano il contesto attraverso cui percepiamo il mondo, a suscitare e stimolare le nostre riflessioni. Spesso questi oggetti sostituiscono, si sovrappongono al mondo interiore di molte persone.
La struttura del quadro e le vetrate delle cattedrali.
L'approccio artistico di Erik Pevernagie, le sue esigenze creative, la struttura del quadro a linee trasversali e diagonali ricordano le vetrate delle cattedrali. Le grandi guglie di queste cattedrali che squarciano il blu del cielo nella loro ricerca di Dio Le vetrate abbaglianti che riversano luce all'interno delle navate che accolgono la fede e l'identificazione nell'aldilà. La bellezza di una vetrata libera e purifica l'uomo da tutti i pensieri del mondo fisico che lo appesantiscono.
[modifica] Citazioni
- «Erik Pevernagie è soprattutto conosciuto per la sua capacità di coniugare nelle sue opere tratti astratti e figurativi. Partendo da un semplice schizzo o da un graffito, costruisce il quadro con materiali come cenere, sabbia, trucioli metallici" (William Doyle, New York).
- “L'uomo è al centro della sua opera, nel contempo integrato ed assorbito dal suo ambiente, anche se talvolta sembra rinnegarlo, in modo particolare quando Pevernagie introduce nei suoi quadri dei graffiti, che simboleggiano la solitudine dell'uomo nel mondo, la sua alienazione dal tessuto urbano” (Bénézit, Parigi, Dictionnaire de référence ).
- «Artista belga, che nei suoi quadri coniuga figure geometriche colorate a personaggi e spazi architettonici. Mediante l'utilizzo di materiali come la sabbia e il metallo conferisce alle immagini una sostanza speciale che, in virtu dei loro riflessi luminosi acquisiscono una pigmentazione raffinata e sfumata» (Ketterer Kunst, Amburgo).
- "Bridging the gaps between generations, social strata and nationalities is a tricky business. However Erik Pevernagie may have hit upon a workable formula to ease the alienation. " (International Herald Tribune)
- "By denying any physical presence of the character and leaving simply dress evidence, the artist gives us a reproduction of the ground zero of the mind. His anti-hero has decided to make tabula rasa and get rid of all acquired alleged qualities." (Christie's, New York,Catalogue)
- “Fin dai suoi esordi è stato attratto dall'essenzialità stilistica, dalla rigidità espressiva. Inoltre ci induce a decifrare e completare la sua rappresentazione: già l'accenno di qualche angolo acuto suggerisce la sagoma di un uomo che legge. Queste figure spariscono e si confondono in un insieme che le nasconde fino ad un annullamento del linguaggio figurativo in un intreccio di angoli acuti che riempie l'insieme del quadro. Ci suggeriscono il volo di un uccello, la carlinga di un aereo, o geometrie pure, disegnate da un sottile tratto nero" (Jean-Pierre Delarge, critico d'arte, Parigi).
- “Sempre attento al mondo che lo circonda, Pevernagie pone l'uomo al centro dei suoi quadri. Immerso nel suo ambiente, che talvolta l'artista evoca con dei graffiti, l'individuo sembra assorbito, diluito in cio' che lo circonda. I colori tenui, le forme, al contempo semi-astratte e semi-figurative, e la particolarità dell'insieme concorrono a dissolvere il soggetto che sembra esistere solo in apparenza. Pevernagie ci invita ad andare oltre queste apparenze, per esplorare il mistero che si cela dietro i suoi personaggi in perenne tensione, quasi in attesa di qualcos'altro, di un'altra vita” (Le Vif / L'Express).
- «Erik Pevernagie crea immagini astratte, coperte con veemenza da colori caldi e graffiti nervosi prima di essere lentamente dominate dall'emergere della forma. La sua arte, indubbiamente materialista e sensuale, non è per questo priva di una carica umanistica, che suscita una presa di coscienza senza compromessi” (L'Événement).
- «La sua arte è incentrata sull'uomo e sulle sue interrelazioni con i propri simili. Nei suoi quadri appaiono delle domande, degli interrogativi, col pretesto di graffiti che si nascondono fra i colori. Vuole provocare emozione e tensione. Il contesto del quadro spesso destabilizza, senza per questo far ricorso a provocazioni formali gratuite." (L'Echo).
- «Partendo sempre da un tema radicato nella memoria collettiva, Pevernagie ritrae, col suo stile inconfondibile, un mondo dominato dall'incertezza. Semi-figurativa, semi-astratta, la tecnica di Pevernagie mescola terra, sabbia, schegge di metallo in toni sobri beige, grigi, bordeaux. All'inizio, un semplice graffito, l'abbozzo di un personaggio o un dettaglio della vita quotidiana servono da pretesto per una rete di linee geometriche pure e ben costruite che si estendono sull'insieme della tela per suscitare l'emozione. I titoli sono altrettante allusioni, strizzate d'occhio, da tradurre non letteralmente, ma come metafore. Ciò che stupisce in queste opere dall'aspetto rude, è il messaggio che lasciano trasparire. L'artista pone degli interrogativi. Pevernagie vede la vita in modi differenti e la pittura è il suo modo di esprimerli. Il pennello gli serve per scappare, il colore per riflettere.» (Stephane Rey, Colette Bertot, critici d'arte, Bruxelles).
- "Nel suo immaginario, Erik Pevernagie ci presenta simultaneamente la visione di un mondo elementare, spoglio, disarticolato, destrutturato, che 'fugge in tutti gli angoli', di cui le linee trasversali sembrano indicare il vuoto, ed -al contempo- la ricerca di una ricomposizione, di una ricostruzione del puzzle, di un messaggio che trascende la solitudine, la vacuità e l'incomunicabilità. Le parole e la scelta dei titoli sottolineano i riferimenti a questa modernità disincarnata, simbolica, onnipresente, sospesa fra l'astrazione e la concretezza, il simbolico e il figurativo, l'immaginario ed il reale, l'apparenza e la percezione. Conciso, spoglio, stilizzato, ma al tempo stesso attraverso un dettaglio carico di significato svela la ricerca di un senso, il desiderio di andare "oltre", il grido di un "silenzio assordante" (Roger Vancampenhout, Président Europe Maintenant, Commission européenne).
- "Le immagini di Erik Pevernagie sono assorbite, integrate dal colore, dalla linea, e - ciò che più conta nella sua opera - dall'idea. Parte da un'idea e la dipinge. Nei suoi quadri si trovano i problemi che lo angosciano, che ci tormentano, e che lui sa rappresentare. Ci raffigura l'alienazione, la solitudine, l'inquietudine, l'incertezza, il 'non so cosa sta succedendo'. Dalle sue opere emergono delle domande, e anche una certa visione del mondo e dell'uomo. Ci spinge a cambiare il nostro modo di guardare il mondo. L'artista è appassionante per i temi che tratta e per come li raffigura, facendoci accedere al mondo della sua pittura. Ciò che colpisce, inoltre, è un senso di coerenza totale delle sue opere, nel colore, nella fantasia e nell'ispirazione. (Prof. Wim Toebosch, Association Internationale des Critiques d'Art, AICA)
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