Erica scoparia
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Plantae | ||
| Divisione | Magnoliophyta | ||
| Classe | Magnoliopsida | ||
| Ordine | Ericales | ||
| Famiglia | Ericaceae | ||
| Genere | Erica | ||
| Specie | E. scoparia | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Erica scoparia | |||
L'erica scoparia, comunemente detta scopa, è una delle otto specie di Erica presenti in Italia, è presente lungo i litorali occidentali italiani e sui rilievi prossimi alle coste, dalla Liguria al Lazio, se ne conoscono due piccoli subareali disgiunti in Emilia-Romagna (nella fascia collinare a Sud di Imola) e in Abruzzo. In Toscana e Liguria, dove è abbastanza frequente e talvolta assai abbondante, forma spesso fitte e impenetrabili macchie assieme ad Erica arborea.
L'Erica scoparia viene anche comunemente chiamata scopa femmina, mentre l'arborea è detta scopa maschio.
È da tempi remotissimo usata per la costruzione di ramazze e per i tetti di capanne. Ha una facile infiammabilità ma è anche fra le prime specie che ricolonizzano i terreni arsi dagli incendi.
Fiorisce verso maggio.
I terreni preferiti sono quelli acidi.
[modifica] Morfologia
La scopa è un alto arbusto sempreverde con foglie aghiformi glabre e di colore verde scuro lunghe 0,4 - 0,7 cm. I fiori minuscoli e non profumati sono bianco verdastri, lunghi solo 0,15-0,30 cm con corolla globulosa a 4 lobi e caratteristici stimmi rossi.
[modifica] Note
- ^ Erica scoparia. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
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