Ergino

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Nella mitologia greca, Ergino era uno degli Argonauti, figlio della principessa beota Budea o Buzige.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

L'incidente[modifica | modifica sorgente]

Durante una festa ci fu un lieve incidente che fece però scaturire la collera dei Tebani, quindi l'auriga Meneceo prese un sasso e lo lanciò contro il re Climeno, colpendolo a morte, ed egli prima di morire chiese vendetta.

Ergino subito con il suo esercitò marciò e sconfisse gli avversari, chiedendo pesanti tributi per vent'anni come risarcimento della morte del re.

Il viaggio di Eracle[modifica | modifica sorgente]

Eracle durante uno dei suoi viaggi incontrò degli araldi che stavano recandosi per riscuotere il tributo. Alle domande dell'eroe, circa il motivo della loro venuta, loro risposero il vero aggiungendo che era una fortuna che non avesse chiesto invece del tributo parti del loro corpo, come orecchie e nasi. Eracle per tutta risposta tolse agli araldi le parti del corpo pronunciate e le spedì al loro re.

La rivolta[modifica | modifica sorgente]

Ergino pretendeva di conoscere il colpevole e il re Creonte stava per obbedire agli ordini quando Eracle convinse ogni cittadino in età adulta a combattere per la libertà. Prese le armi e le armature offerte agli dei, ma prima di combattere un oracolo gli profetizzò vittoria certa se chi avesse la discendenza più nobile si fosse tolto la vita.

Tale persona era evidentemente Antipeno ma lui indugiava nell'uccidersi, al posto suo si sacrificarono le di lui figlie, Androclea e Alcide.

Ergino sopravvisse a stento a tale attacco, perdendo tutti i suoi averi, ed in seguito diventò uno degli Argonauti. Egli volle ricostruire la sua vecchia fortuna riuscendoci alla fine, ma ormai vecchio e senza prole, ma grazie al consiglio di un oracolo si sposò e generò tre figli.

Pareri secondari[modifica | modifica sorgente]

Altri autori affermano che Eracle avesse ucciso Ergino nella rivolta, non diventando quindi, in seguito un argonauta.

Progenie[modifica | modifica sorgente]

Ergino ebbe due figli, Agamede e Trofonio, ma entrambi morirono per colpa di un oracolo, ed un terzo Azeo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Letteratura secondaria[modifica | modifica sorgente]

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