Eremo di Santa Maria della Stella

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Coordinate: 38°28′04.8″N 16°26′56.04″E / 38.468°N 16.4489°E38.468; 16.4489

Eremo di Santa Maria della Stella
Grotta di Monte Stella
Grotta di Monte Stella
Stato Italia Italia
Regione Calabria
Località Pazzano
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Locri-Gerace
Storia e leggenda dell'eremo di Elia Fiorenza
Madonna della Stella, in dialetto pazzanese: A Madonna da Stida
« Accui nci cerca grazzia nci nda duna
cu avi u cori offisu nci lu sana
E io, Madonna mia nda ciercu una
nchianati 'n paradisu st'arma sana[1]»
(Tratto da un canto popolare)

L'eremo di Santa Maria della Stella o santuario di Monte Stella, situato sul monte omonimo nel territorio del comune di Pazzano, in provincia di Reggio Calabria, è un santuario creato all'interno di una grotta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Convento
Eremo di Montestella al suolo.jpg

Il primo documento sulle l'eremo è il Codice greco 598 di Parigi, contenente le opere di Sant'Efrem diacono, e composto dal monaco Michele[2].

Successivamente, con le incursioni saracene, Cristodulo, che era l'egumeno dell'eremo, fuggì a Patmos. Con la fine dell'invasione saracena, Paolo, successore di Cristodulo, tornò a Stilo riportando molti manoscritti che costituirono parte della biblioteca di Santa Maria. Dal 1096, durante il periodo normanno, l'eremo di Santa Maria diventa un monastero minore, come si evince da un documento del conte Ruggero I, che cedette al vescovo di Squillace, Giovanni Niceforo, l'abbazia di San Giovanni Theresti di Stilo, l'abbazia di San Leonte, la chiesa di San Nicola e Santa Maria della Stella[2].

Nel 1522 il monastero diventa santuario e vi fu collocata per la prima volta la statua della Madonna della Stella o Madonna della Scala. Si pensò fosse origine gaginesca, ma nuovi studi riferiscono con certezza che sia stata scolpita dal siciliano Rinaldo Bonanno per la somiglianza con altre sue opere.

Da eremo di Chiesa bizantina diventa così col passare degli anni santuario della Chiesa cattolica, e le vecchie icone bizantine vengono abbandonate, e mai più recuperate ancora ai giorni nostri, in favore della statua della Madonna della Stella.

Nel secolo XV il Santuario diventa indipendente da San Giovanni Theresti e i basiliani (Grancia dell'ordine di San Basilio) abbandonarono l'eremo (1670) anche se rimane all'ordine di San Basilio fino al 1946. Il primo parroco si suppone sia stato Marcello Jhodarelli nel 1670.

Nel 1965 don Mario Squillace, parroco di Pazzano, scrive un libro interamente dedicato all'eremo: L' eremo di S. Maria della Stella e nel 1998 nella raccolta di poesia A terra mia Giuseppe Coniglio gli dedica la poesia A stida.

L'eremo[modifica | modifica wikitesto]

Raffigurazione della comunione di santa Maria Egiziaca

Vi si accede scendendo una lunga scalinata (62 scalini) scavata nella pietra. Nel santuario si trovano, oltre alla statua della Madonna, i dipinti con l'Immacolata Concezione, la Santissima Trinità, l'adorazione dei pastori. Di particolare interesse il frammento di un affresco di arte bizantina, raffigurante santa Maria Egiziaca che riceve l'eucarestia dal monaco Zosimo. L'affresco si ritiene sia del X-XI secolo, per la particolare caratteristica delle ciocche disordinate della capigliatura della santa; il raffigurare poi una santa anziché un santo, fa pensare che vi sia stato per un certo periodo un eremitismo femminile. All'interno della grotta vi sono rappresentazioni della Trinità, di Cristo, dell'Arcangelo Michele e la pietà[1].

Festa[modifica | modifica wikitesto]

Processione del quadro della Madonna il 15 agosto 2010
Madonna dell'Apocalisse, Autore serrese ignoto

Il 15 agosto di ogni anno si effettua un pellegrinaggio alla grotta santuario della Madonna della stella.

Si sale per una strada di montagna (per sole persone) con una forte pendenza a partire dalla "Fontana vecchia" del comune di Pazzano e vi si arriva quasi in cima nei pressi della grotta.

La festa celebra l'Assunzione della Madonna che ricorda la Dormitio Virginis bizantina.

Leggenda sulla statua della Madonna[modifica | modifica wikitesto]

Attorno alla Madonna di Monte Stella secondo Edoardo Pisani, giornalista di Pazzano, si narra una leggenda. Si racconta che la nave nella quale era imbarcata la statua della Madonna, inspiegabilmente si fermò a Monasterace. Da essa partì una luce rivolta verso la grotta di Monte Stella. Dei pastori videro lo strano fenomeno, e la stessa Madonna che sopra un vitello si dirigeva verso la grotta. Quando arrivò, iniziò a sgorgare acqua dalla grotta, e vennero portate due giare per raccoglierla. Esse, però miracolosamente non si riempivano mai. All'acqua, come alla Madonna, furono attribuiti poteri taumaturgici[3].

« E sopra il monte scese rilucente
l'astro di fiamma nella notte chiara
di un immortale tremito di stelle.
Quando tra i cerri e i frassini del monte
la solitaria porpora del sole
tinse le rocce pendule dell'antro,
s'effuse un inno di commosso amore
che lungo i freschi rivolti correnti
discese a valle, dilagò da monte
a monte, diventò battito insonne
da mare a mare: sul dolore umano
ora la dolce Vergine Maria
nella quiete del profondo speco
le bianchi mani alla preghiera giunge
soavemente: e l'odono i mortali,
curvi nell'ombra della fosca sera »
(Luigi Cunsolo, La Leggenda di Monte Stella[4])

Canzoni dedicate alla Madonna della Stella[modifica | modifica wikitesto]

Canzone della leggenda di Maria di Montestella cantata da Maria Bombardiere
canzone per la Madonna di Monte Stella

Nel libro di Giovanni Fiore da Cropani, Della Calabria illustrata si trova il testo di questa canzone, cantata dai devoti di Stilo che andavano all'eremo di Santa Maria della Stella.

Di seguito la canzone in dialetto calabrese dei pellegrini di Brognaturo (VV) che si dirigono a Riace alla festa dei santi Cosma e Damiano che intonano un canto anche alla Madonna di Monte Stella:

« Simu li pellegrini di Brignaturi jamu a Riaci pemmu mi trovamu i santi Cuoscimu e Domianu

pe grazia ricevuta li veneramu
la strada faciendu nce na muntagnella a li suoi piedi nce na grotticella
da dintra li pellegrini di brignanturi si misaru a prigari e a cantari d'amuri
ca da nce na madonna tantu bedda, è la Madonna di Monte Stella
io na grazia ti cercu Madonna mia
qua non c'è odiu ne
qua nc'esta sempri gioia e amuri
e ogni annu vi viegnu a trovari
u 24 settembri nui ni vidimu
a menzanotta la missa ti cantamu
quandu all'arba nui mi ndi jamu
dintra lu curi nui ti portamu
pecchì tu si la mamma tantu bella
si la Madonna di Monte Stella
e tu si la mamma di lu Divinu
e si la mamma di lu pellegrinu
e si la mamma di stru pellegrinu
 »

(Canzone popolare dei pellegridi di Broganturo ai Santi Cosma e Damiano e alla Madonna di Monte Stella[5])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Santi eremiti italogreci: grotte e chiese rupestri in Calabria Di Giovanni Musolino. URL consultato il 14 marzo 2009.
  2. ^ a b Luigi Cunsolo, La storia di Stilo e del suo regio demanio, Roma, Gangemi Editore, 1987, p250-251.
  3. ^ Madonna De la Stella , articolo redatto da uno studioso stilese e pubblicato nel settembre 1901 su LA CALABRIA: rivista di letteratura popolare
  4. ^ Don Mario Squillace, Eremo di S. Maria della Stella, Edizione Grottaferrata, 1965, p26-27.
  5. ^ http://www.youtube.com/watch?v=bC2PjwEpZf8 Santi medici Cosma e Damiano Riace, Youtube

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Convento di Monte Stella a Pazzano
  • Giovanni Fiore, Della Calabria illustrata Volume II pagina 266, 1743.
  • Don Mario Squillace, L'eremo di S. Maria della Stella, 1965.
  • E. Barillaro, Calabria. Guida artistica e archeologica, 1972.
  • Don Enzo Chiodo, La stella sulla vetta - L'eremo di S.Maria della Stella tra storia e spiritualità, 1996.
  • L'eremo di Santa Maria della Stella nell'area bizantina dello Stilaro. Storia arte e spiritualità, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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