Ercole Dembowski
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ercole Dembowski (Milano, 12 gennaio 1812 – Albizzate, 19 gennaio 1881) è stato un matematico e astronomo italiano.
Indice |
[modifica] La vita
Il padre era generale napoleonico, Giovanni Dembowski, di origine polacca, che era entrato al servizio come militare nell’esercito del Regno d'Italia. La madre di Dembowski, Matilde Viscontini, era apprezzata negli ambienti letterari e patriotici milanesi. Ebbe una tormentata relazione col poeta Ugo Foscolo e successivamente con l’autore della “Certosa di Parma”, il famoso letterato Stendhal, che per anni tentò invano di conquistarla. Ercole Dembowski aveva un fratello di nome Carlo. Nel 1819 i due ragazzi si trovarono in un collegio a Volterra; rimasero ben presto orfani del padre (1823) e a breve distanza di tempo anche della mamma (1825). Ercole giovanissimo entrò nel collegio austriaco di Marina in Venezia. Durante il ritorno da Smirne a Venezia, a bordo del vascello “Bravo”, ebbe l’occasione di mostrare il suo valore nell’attacco dei pirati in difesa della piccola nave presso San Giorgio, nell’isola di Sciro. Nel 1833 fu promosso al grado di “Alfiere di Marina”; in questo periodo fece vari viaggi in America e in Oriente. Sotto gli ordini dell’ammiraglio Bandiera prese parte alla spedizione di Siria. In questa spedizione Dembowski ebbe l’occasione di distinguersi affrontando e occupando le fortificazioni di San Giorgio d'Acri. Nel 1842 fece un viaggio in Inghilterra a bordo della fregata Bellona. Nel 1843 diede le dimissioni volontarie della marina nel 1844 si trasferì a Napoli ove si sposò con la baronessa Enrichetta Bellelli dalla quale avrà tre figli. A Napoli costruì una piccola specola (cioè un osservatorio astronomico) ove iniziò le sue osservazioni. Nel 1860 prese in affitto una villa a Cassano Magnago, presso Gallarate, ove costruì un osservatorio. Nel 1872 Dembowski publicò i suoi studì che erano le “Misurazione delle distanze reciproche delle stelle doppie”; riprese alcune misure eseguite 40 anni prima e notò che la posizione di alcune stelle era diversa. L’insieme delle osservazioni da lui effettuate nel 1863-1870 si basavano sulle stelle del catalogo di Pulkova. Dembowski nel 1878 vinse la medaglia d’oro della Società Astronomica Reale Londinese. Nel 1879 si trasferì a Monte di Albizzate ove trascorse l’ultimo periodo della sua vita. Fu sepolto nell’antico cimitero di Solbiate Arno e successivamente traslato nell’attuale cimitero, ove possiamo ancora vedere il suo monumento funebre che è il basamento del suo telescopio. Quando morì i suoi strumenti furono in parte acquistate dal Governo italiano e destinati all’Osservatorio del Collegio Romano e all’Università di Padova. Il suo nome è stato dato a un cratere lunare del diametro di 26 km e ad un asteroide, 349 Dembowska.
[modifica] L'opera
L’opera di dembowski ha tre pregi:
- Si trattava di un argomento a cui fino al quel momento si erano dedicati solo tre astronomi(Dawes, Secchi, Struve);
- La grande quantità di osservazioni e dati;
- La precisione delle misurazioni e il controllo comparato dei risultati ottenuti.
[modifica] Le stelle doppie
Ercole Dembowski era un osservatore instancabile. Egli misurò la distanza di molte stelle doppie, riprendendo le misure già effettuate in precedenza nel catalogo di Dorpat di Friederich Struve. Si accorse così che alcune avevano cambiato posizione nel corso degli anni e ciò era dovuto alla loro orbita reciproca come stelle binarie. Per i suoi studi vinse la medaglia d’oro della Società Astronomica Reale Londinese nel 1878. Certamente già ai tempi di Dembowski, con il buon clima italiano fu facile osservare le stelle, grazie al cielo sereno e alla trasparenza dell’aria. Dembowski voleva fare almeno tre misure di tutte le stelle doppie. Il numero totale delle stelle da lui misurate in Gallarate è di 3800 triple e multiple stelle. Egli realizzò delle misurazioni per qualità superiori a qualsiasi ragionevole aspettativa, straordinariamente esatte e complete anche con gli strumenti odierni.
[modifica] Gli strumenti
Nel 1881 Giuseppe Lorenzoni poté acquistare un grande riflettore a montatura equatoriale. Il cannocchiale era stato messo in vendita dagli eredi del barone Ercole Dembowski (1812-1881), astronomo milanese, osservatore delle stelle doppie. Nel 1882 Lorenzoni fece costruire un padiglione per osservare il cielo stellato sopra il bastione trecentesco che funge da divisorio del fiume Bacchiglione a Padova. Tale padiglione era formato da una struttura cilindrica di mattoni per il sostegno e da una piccola cupola di zinco apribile e ruotante. Con gli anni sia il padiglione sia il cannocchiale furono chiamati Dembowski. Attualmente il grande cannocchiale, smembrato in tutte le sue parti, giace nei depositi del museo; sarà possibile ricomporlo e ricollocarlo nel suo luogo originario, non appena tutto il padiglione verrà ristrutturato. Gli strumenti per osservare il cielo
Gli strumenti:
Il telescopio: è il più importante strumento astronomico. È in grado di raccogliere e focalizzare le radiazioni elettromagnetiche emanate dall'oggetto che si vuole osservare. I telescopi aumentano la grandezza apparente degli oggetti e la loro luminosità.
I radiotelescopi: sono antenne radio che focalizzano la radiazione amplificandola nel fuoco geometrico dall'antenna dove è posto il detector, che raccoglie il segnale radio. i telescopi per raggi x e raggi gamma hanno altri problemi perché questi raggi possono attraversare il metallo e il vetro.
Il planetario: è uno strumento ottico meccanico utilizzato per riprodurre in modo realistico la volta celeste. Il planetario è un particolare tipo di proiettore che utilizza come schermo una cupola semi serica con dimensioni che possono variare dai tre ai venticinque metri di diametro. Tra il 1919 e il 1923, l'industriale tedesco Zeiss progetta e costruisce il primo planetario in grado di simulare anche i movimenti principali degli astri.
L'astrolabio: è uno strumento con cui si misurano gli angoli celesti. Esso è costituito da diverse parti: - un cerchio graduato chiamato "madre". - una lamina alloggiata all'interno della madre. - un braccio rotante fissato al centro. - una rete che si sovrappone alla lamina.
L'autoguida: è uno strumento utilizzato per fare fotografie in campo astronomico. Si sceglie una stella col computer si punta il telescopio e si osserva. Lo scopo dell'autoguida è quello di garantire una perfetta correzione degli eventuali spostamenti dell'immagine astronomica che si fotografa.
Il cronografo: è uno strumento astronomico utilizzato per osservare la corona solare. Si tratta di un telescopio il cui percorso della sorgente luminosa (sole) è ostruito da un piccolo cono (in ottone o in bronzo). È possibile in questo modo generare delle eclissi artificiali per osservare le protuberanze.
Radiointerferometro: strumento derivato da più radiotelescopi che serve a determinare la posizione e la struttura geometrica e fisica dalle radiosorgenti.
Sestante: strumento utilizzato per misurare l'angolo di elevazione di un oggetto celeste sopra l'orizzonte.
Sfera Armillare: ha uno scheletro formato da cerchi metallici graduati che collegano i poli e rappresentano l'equatore,l'eclittica, i meridiani e i paralleli. È stato utilizzato per dimostrare il movimento delle stelle attorno alla Terra.
L'astronomia, che etimologicamente significa "leggi dalle stelle", è la scienza il cui oggetto è l'osservazione e la spiegazione degli eventi celesti. Studia le origini e l'evoluzione, le proprietà fisiche, chimiche e temporali degli oggetti che formano l'Universo e che possono essere osservati. L'astronomia non va confusa con l'astrologia, una pseudoscienza la quale sostiene che i fenomeni celesti hanno un'influenza sugli eventi che accadono sulla Terra ed in particolare sull'uomo. Anche se le due discipline hanno un'origine comune, esse sono totalmente differenti: solo gli astronomi hanno abbracciato il metodo scientifico. All'inizio della sua storia, l'astronomia si occupò unicamente della osservazione e della previsione dei movimenti degli oggetti celesti che potevano essere osservati ad occhio nudo dall'uomo. I primi astronomi erano i sacerdoti in grado di svolgere una funzione utile alla società, creando i primi calendari indispensabili per l'organizzazione della vita sociale ed agricolo-pastorale. Successivamente i Greci diedero importanti contributi all'astronomia. Tra loro, il contributo più significativo fu di Claudio Tolomeo che formulò una sua teoria sull'Universo. Durante il Medioevo, nel mondo occidentale l'astronomia faceva parte del corso ordinario di studi, anche nella divina commedia ci sono riferimenti astronomici che attestano le conseguenze dell' epoca. Presso gli Arabi se ne proseguì lo studio. Durante il Rinascimento, Nicolò Copernico teorizzò il sistema eliocentrico (non fu il primo a proporre l'ipotesi con al centro il sole ma il primo ad argomentare in maniera scientifica la sua teoria). Il suo lavoro fu difeso,sviluppato e corretto da Galileo Galilei e da Keplero. Fu proprio questo ultimo il primo astronomo a formare leggi che descrivessero correttamente i dettagli del movimento dei pianteti intorno al Sole. In seguito, per merito di Isaac Newton furono elaborati i "principi della meccanica celeste"e la "legge di gravitazione universale". solo molto dopo si scoprì che la stelle sono oggetti molto lontani, simili al Sole, ma differenti quanto a massa, temperatura e dimensioni. Con l'avvento della spettrosonda fu infatti possibile studiare la natura fisica degli astri che portò all'astrofisica, ovvero alla fisica applicata allo studio dei corpi celesti. L'esistenza della nostra galassia, la via Lattea e la comprensione che essa fosse un ammasso isolato di stelle rispetto al resto dell'Universo, fu provata solamente nel XX secolo colla scoperta dell'esistenza di altre galassie. Venne formulata allora la teoria del Big-Bang.
[modifica] Collegamenti esterni
- Breve biografia nel sito Pristem (Un. Bocconi)

