Era di Vendel

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Spada dell'Era di Vendel proveniente da Valsgärde

Nella storia della Svezia, l'Era di Vendel (550-793) è una parte del periodo storico in cui si collocano le invasioni barbariche.

Le migrazioni e gli sconvolgimenti in Europa centrale erano diminuiti, e due centri di potere erano apparsi nel continente: il regno dei Merovingi e i principati slavi in Europa orientale e nei Balcani; un terzo potere, la Chiesa cattolica, aveva cominciato ad espandere la sua influenza.

In Scandinavia, la società germanica organizzata in clan era ancora molto attiva. In Uppland, quella che oggi è la Svezia centro-orientale, Gamla Uppsala era probabilmente il centro della vita religiosa e politica; aveva sia un bosco sacro che grandi tumuli reali.

C'erano frequenti contatti con l'Europa centrale, e gli Scandinavi continuarono ad esportare ferro, pellicce e schiavi; in cambio acquisirono abilità e innovazioni, come la staffa.

I ritrovamenti a Vendel e Valsgärde mostrano che l'Uppland era un'area importante e potente, fatto confermato dalle saghe che parlano di un regno svedese. Alcune delle ricchezze furono probabilmente acquisite tramite il controllo di aree minerarie e l'estrazione di ferro. I capi avevano truppe di cavalieri d'élite con costose armature; sono stati ritrovati tumuli di cavalieri con staffe e selle ornate con motivi di rapaci in bronzo dorato incastonato di pietre.

Questi cavalieri d'élite sono menzionati nell'opera dello storico goto del VI secolo Giordane, che scrisse che gli Svedesi avevano i migliori cavalli dopo i Turingi. Ve ne sono tracce anche nelle più tarde saghe norrene, in cui re Adils è sempre descritto mentre combatte a cavallo (sia contro Áli che contro Hrólfr Kraki); Snorri Sturluson scrisse che Adils aveva i migliori cavalli del suo tempo.

I giochi erano popolari, come dimostrano i ritrovamenti di tavole da hnefatafl, pedoni e dadi.

Questo è il periodo in cui spedizioni svedesi cominciarono ad esplorare le vie d'acqua di quella che sarebbe diventata la Russia.

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