Er più - Storia d'amore e di coltello (film)

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Er più - Storia d'amore e di coltello
Er più - Storia d'amore e di coltello.png
Il duello tra Nino e Bartolo
Paese di produzione Italia
Anno 1971
Durata 108 min
Colore colori
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Sergio Corbucci
Soggetto Mario Amendola
Sceneggiatura Mario Amendola, Sabatino Ciuffini, Sergio Corbucci
Produttore Salvatore Argento
Fotografia Pasqualino De Santis
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Carlo Rustichelli, Adriano Celentano (Una storia d'amore e di coltello)
Scenografia Giantito Burchiellaro
Interpreti e personaggi

Er più - Storia d'amore e di coltello è un film del 1971 diretto da Sergio Corbucci.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nino Patroni ovvero "Er Più"[modifica | modifica wikitesto]

Roma 1900: Nino Patroni (Adriano Celentano) è un pescivendolo chiamato dagli amici "Er Fanello", per via delle sue doti canore. Sebbene abbia questo soprannome, Nino è anche "Er Più de Borgo" (Santo Spirito): questa qualifica indicava all'epoca uomo d'onore, la personalità più in vista del rione, colui che s'incaricava di difendere i deboli, provvedere per quanto possibile ai loro bisogni, vendicare offese, sistemare questioni e così via. Il film si apre con la notizia della sua scarcerazione e del suo ritorno, dopo un anno, nel proprio quartiere di Roma. Le persone da lui ripudiate sono due: il rigattiere soprannominato "Er Cinese" ed Augustarello Di Lorenzo. Il primo è un confidente della polizia e Nino non lo considera altro che un vigliacco spione. Augustarello è invece un tipo farfallone e codardo, fratello di Bartolo il macellaio, a sua volta "Er Più" del rivale rione di San Giovanni. Fra Nino e Augustarello non corre buon sangue a causa di Rosa Turbine, una bella tintora che ama Nino e ripudia l'altro. Appena uscito di prigione, assolto per insufficienza di prove, Nino si reca all'osteria di Ignazio (detto "Frascatano") e subito ha una lite con Augustarello. I due stanno per accoltellarsi, quando l'improvviso arrivo di Rosa interrompe tutto. Il maresciallo del corpo delle guardie di città decide di prendere provvedimenti e fa un patto col "Cinese" per tenere d'occhio Nino e Augustarello ed evitare guai.

Il matrimonio di "Totarello"[modifica | modifica wikitesto]

La vita nel "borgo" riprende tranquilla, un giorno però a Nino viene rivelato che un amico, Antonio Cerino (Davoli) chiamato da tutti "Totarello", non ha mai dimostrato di essere affettuoso con Velia, la sorella del pescivendolo: i due sono fidanzati e promessi al matrimonio. Nino discute con lui e alla fine Antonio accetterà di sposare la donna; ma il giorno del matrimonio il giovane inizialmente non si presenta e Nino scopre che invece è all'osteria ad ubriacarsi. Iniziato a discutere, Totarello gli rivela che in realtà Velia non lo attrae ed è quindi preoccupato riguardo l'aspetto puramente fisico del rapporto. Nino gli ribatte che avrebbe dovuto rifletterci prima e gli suggerisce, prima dell'intimità, di pensare mentalmente ad una donna avvenente. Quando Totarello gli risponde, chiedendogli se avesse potuto pensare a Rosa, Er Più reagisce facendogli un occhio nero e successivamente costringendo l'uomo a recarsi in chiesa per assumersi le proprie responsabilità.

La punizione di Augustarello[modifica | modifica wikitesto]

Mentre Antonio e la sposa sono in viaggio di nozze, Nino e Rosa riprendono i loro lavori quotidiani; ma un giorno Augustarello comincia a sedurre Rosa per fare dispetto al nemico. Il Cinese li spia come sempre di nascosto e rivela tutto a Nino che subito trascina Augustarello in una stanza della pescheria e lo massacra brutalmente a colpi di pesci in faccia.

L'attentato al negozio di Nino[modifica | modifica wikitesto]

Tornato presso la macelleria di famiglia, i fratelli di Augustarello decidono di vendicarlo; anch'egli vuol essere della partita, ma Bartolo gli intima di restare a bottega in quanto il coraggio non è roba per lui, congedandosi con la frase: "Sei solo bono a disonoracce tutti!" Così Bartolo, Alfredo e Pietro Di Lorenzo raggiungono il negozio di Nino e lo mettono a soqquadro, riversando anche tutta la merce per la strada. Nino viene avvertito dell'accaduto dal suo garzone "Gnappetta" e si precipita sul luogo, dove però è appena arrivato anche il Maresciallo. Questi eleva una consistente ammenda, ma Nino pur accollandosi la responsabilità degli eventi si rifiuta di pagare i danni, costringendo il Cinese a versare i soldi al posto suo.

L'incontro all'Osteria dei Cornuti[modifica | modifica wikitesto]

Passa del tempo. Pochi giorni prima di Carnevale, Nino, Antonio e Verdicchio (il suo braccio destro e "Vice Più") si recano a pranzo presso un'osteria fuori porta, ma lo fanno solo perché desiderosi di saldare il conto coi macellai di San Giovanni. Gnappetta comunica ai fratelli Di Lorenzo che Nino li aspetta dietro le rovine dell'Osteria dei Cornuti.
Quando Bartolo, Alfredo e Pietro li raggiungono, comincia una battaglia a sassate che si concluderà con la sconfitta dei macellai. Nel parapiglia tuttavia i nostri incappano in un gruppo di nobil'uomini intenti a partecipare ad una caccia alla volpe. Disturbati, essi gli sguinzagliano contro i cani: Antonio e Verdicchio si mettono in salvo, mentre Nino arrampicatosi sopra un muro alto, perde l'equilibrio e subito dopo cade e sviene. Rosa lo soccorre avvalendosi di una carriola e durante il tragitto Nino la chiede ufficialmente in sposa. Lei accetta entusiasta e Nino fissa la data di matrimonio: 29 luglio. Er Più sceglie proprio questo giorno perché gli fu rivelato da una zingara come il più importante della sua vita.

L'attacco di Augustarello[modifica | modifica wikitesto]

È Carnevale ed all'osteria del Frascatano c'è un ballo al quale partecipano Nino e Rosa. Augustarello tenta puntualmente di provocare Nino, il quale per non rovinare l'atmosfera di festa, decide con Rosa di andare ad assistere ad una corsa di cavalli berberi; alla fine però Nino, convinto da Augustarello, resterà con Antonio, Verdicchio, Ignazio ed altri amici a giocare alla passatella, un'usanza che secondo il codice d'onore andava rispettata in occasione di ogni festività. Rosa, preoccupata per il proprio uomo, ne osserva dalla finestra. Nino ed i suoi amici si accordano per "far reggere l'olmo" ad Augustarello, ovvero non farlo bere onde umiliarlo. Spinto dalla rabbia, Augustarello accoltella Nino tra la quarta e la quinta costola, ma maldestramente inciampa e cade riverso in terra, trafiggendosi con la sua stessa lama e morendo sul colpo. Nino, nel frattempo portato a casa esanime, supplica di voler arrivare vivo al fatidico 29 luglio. I fratelli Di Lorenzo si prendono cura di lui pagandogli le spese mediche: una morte naturale, secondo il solito codice d'onore, non sarebbe stata valida a lavare la presunta offesa arrecata dal pescivendolo, ritenuto erroneamente responsabile della morte di Augustarello. Trascorrono tre mesi ed alla fine Nino si ristabilisce. Una volta in piedi, ha un primo colloquio con Bartolo, che gli precisa la situazione sfidandolo a un duello. Rosa intuisce tutto e dopo aver tentato invano di dissuadere il macellaio, ricorre all'ultima risorsa imponendo a Nino una scelta: o Bartolo o lei.

Una storia d'amore e di coltello[modifica | modifica wikitesto]

Nino apparentemente opta per la seconda ipotesi, ma dopo essere andato a letto con lei, si sveglia di buon'ora al richiamo di Antonio e Verdicchio che lo aspettano. Dopo essersi vestito, sale sulla carrozza del cognato e si dirige presso il luogo del duello (col commento musicale del brano Storia d'amore e di coltello). Rosa si sveglia e vede che Nino è assente. Capisce che l'uomo s'è recato all'appuntamento e così va a svegliare il Cinese allo scopo di avvertire il Maresciallo del Corpo delle Guardie di Città, ma lo strozzino cerca di ricattarla con una proposta indecente.

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Al cortile dell'Arenella intanto tutto è pronto per il duello. La lotta con il coltello si dimostra un vero scontro. Nino sembra prevalere, ma improvvisamente arriva sulla scena il Maresciallo del Corpo delle Guardie di Città, non più sotto le vesti di tutore dell'ordine ma semplicemente come riconciliatore. Rivela di aver rassegnato le dimissioni tre giorni prima e spiega a Bartolo come è avvenuta realmente la morte di Augustarello, affermando che la verità era ben conosciuta da tutti, ma che nessuno s'era azzardato a parlarne per via delle solite questioni sul codice d'onore. Nino, tornato a casa dopo la riappacificazione coi fratelli Di Lorenzo (che ha sancito tra l'altro finalmente la fine delle ostilità tra i due rioni di Borgo e San Giovanni) incontra Rosa che gli racconta tutto quello che le ha fatto il Cinese. Così Nino e i suoi amici decidono di punirlo davanti a tutta la gente del quartiere. Il rigattiere, preso dal panico e dal terrore, finisce per urinarsi addosso: Nino, tra le risate dei popolani, lo immerge in una fontana e poi lo invita al proprio matrimonio. Le nozze vengono celebrate e tutti si mettono in posa davanti alla scalinata della chiesa per la fotografia. Er Più invita anche il Cinese ad unirsi al gruppo, ma questi rifiuta mellifluamente. Proprio nel momento in cui il fotografo scatta, l'usuraio prende una pistola e fa fuoco verso Nino Patroni.

Nota[modifica | modifica wikitesto]

  • La storia sembrerebbe ambientata nell'anno 1900, come si deduce dal dialogo tra Nino e la sua fidanzata Rosa, i quali fissano il 29 luglio come data delle loro nozze. Nino le spiega che durante il suo servizio di leva, ebbe un consulto da una zingara, secondo cui tale giorno sarebbe stato il più importante nella sua vita ed in quella di un altro, che potrebbe essere stato l'allora Re d'Italia Umberto I di Savoia, assassinato a Monza la sera del 29 luglio 1900.
  • Nel film tuttavia si vede benissimo un calendario di un anno non specificato ma il cui primo di aprile cade di sabato, come avvenuto negli anni 1893, 1899 e 1905. Da una battuta del gendarme piemontese - il quale si chiede se i protagonisti si stiano preparando "per le olimpiadi di Atene", che invece si tennero nel 1896 - si è congetturata una datazione anteriore: il 1893, anacronistica però per il tipo di autovettura che appare nella scena del dottore (il luminare chiamato a consulto dai macellai per curare Nino). Con il calendario dunque si dedurrebbe un piccolo errore od una licenza di regia.
  • Durante la scena della sassata, Rosa Turbine chiama Velia, urlando ad alta voce: "Velia! Ah Velia!", quest'ultima è uguale a quella del film Disney Il libro della giungla, in cui Baloo chiamò Bagheera gridando: "Bagheera! Bagheera!".
  • In questo film ci fu l'ultima apparizione di Mario Castellani

Parodie[modifica | modifica wikitesto]

Storia di fifa e di coltello - Er seguito d'er più, film del 1972 diretto dal regista Mario Amendola e che vede protagonisti la coppia comica Franco e Ciccio, è un seguito e al tempo stesso una parodia di Er più - Storia d'amore e di coltello, del quale mantiene non solo l'ambientazione ma anche buona parte del cast di comprimari.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il film si ispira alla figura di Romeo Ottaviani, detto er Tinèa, un famoso bullo romano, Er più de Trastevere.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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