Equazione personale

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L'equazione personale, nella scienza del XIX e dell'inizio del XX secolo, è la correzione sistematica a cui devono essere sottoposte le osservazioni e le misure ottenute da un singolo osservatore, derivanti dalle distorsioni sistematiche caratteristiche di questi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Friedrich Wilhelm Bessel

L'equazione personale fu teorizzata dall'astronomo tedesco Friedrich Wilhelm Bessel (1784-1846) il quale notò notevoli discordanze fra le relazioni degli astronomi nelle osservazioni meridiane, allorché si trattava di bisecare l'immagine di una stella con il filo di un micrometro: alcuni osservatori tendevano a riportare sistematicamente la bisecazione prima di quando non lo fosse stata effettivamente, altri dopo[1].

Il rilievo di Bessel rese gli astronomi sempre più diffidenti sull'affidabilità dei dati ottenuti dagli altri astronomi e dai loro assistenti, e si dette inizio allo studio di procedimenti sistematici per tentare la rimozione, o quanto meno la riduzione, degli effetti della distorsione. Fra le proposte: il ricorso all'automazione, in accordo alla presunta oggettività delle macchine; la formazione professionale degli osservatori per cercare di evitare alcune note cause di errore (per esempio, la mancanza di sonno); il ricorso a strumenti che consentivano a più osservatori di fare la stessa osservazione nello stesso tempo; la registrazione di dati ridondanti; il ricorso a tecniche quali il metodo dei minimi quadrati per estrapolare i valori più probabili; la quantificazione delle equazioni personali dei singoli osservatori allo scopo di sottrarre gli scostamenti sistematici dal valore atteso[2].

Questi problemi vennero infine rilevati in Psicologia[3], in Medicina[4] e nelle Scienze sociali. Nel caso della Sociologia, afferma Ferrarotti:

« L'equazione personale tocca e può influenzare il processo vivo della ricerca e le sue risultanze. Il fatto è che, quando il sociologo studia la società, egli studia in realtà se stesso perché è parte della società. »
(Franco Ferrarotti, Guida alla nuova sociologia, Roma, Newton & Compton editori, 2003, ISBN 88-8289-715-X, p. 10)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edward S. Holde, The personal equation. The Popular Science Monthly, 1875 feb: 385-398 (on-line)
  2. ^ Simon Schaffer, "Astronomers Mark Time: Discipline and the Personal Equation," Science in Context, 2 (1988), 101-131
  3. ^ Safford TH., The Psicology of the personal equation. Science. 1897 Nov 26;6(152):784-788. PMID 17814151
  4. ^ Coomer OB., The personal equation in practice management. Dent Clin North Am. 1967 Jul:461-74. PMID 5229549

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Richards RJ. The personal equation in science: William James's psychological and moral uses of Darwinian theory. Harv Libr Bull. 1982 Oct;30(4):387-425. PMID 11615894.
  • Menninger R. Stress: defining the personal equation. British Medical Journal. 2003 Mar 29;326(7391):S107. PubMed PMID 12663432.
  • Dunlap K. The Personal Equation of the Astronomers. Science. 1923 Mar 9;57(1471):301-302. PMID 17840086.
  • Harris JA. Personal Equation and Steadiness of Judgment in the Estimation of the Number of Objects in Moderately Large Samples. Proc Natl Acad Sci U S A 1916 Feb;2(2):65-9. PMID 16576112, PMCID PMC1090944 (full-text gratuito)