Equazione di Dirac
L'equazione di Dirac, che descrive in modo relativisticamente invariante il moto delle particelle a spin semi-intero (fermioni), nasce come tentativo di ovviare agli inconvenienti generati dall'equazione di Klein-Gordon. Tale equazione, infatti, non solo aveva soluzioni ad energia negativa, ma soprattutto presentava una difficoltà nell'interpretazione della funzione d'onda: tale difficoltà portava a densità di probabilità che potevano anche essere negative o nulle.
Indice |
[modifica] Formulazione matematica dell'equazione di Dirac
Utilizziamo la notazione
.
Dirac partendo proprio dall'equazione di Klein-Gordon:

propone una sorta di radice quadrata di quest'ultima, che risulterà anch'essa scritta in unità naturali.
Si supponga, infatti, di poter scrivere:

(nel secondo membro abbiamo utilizzato la notazione di Einstein e la convenzione che con le lettere i,j,k indicano sommatorie da 1 a 3 per le componenti spaziali)
il cui quadrato dà:

svolgendo i calcoli otteniamo

,
e m sono numeri, quindi commutano con tutte le quantità nell'equazione, otteniamo

![={1 \over 2} \left( \{ \alpha_i, \alpha_j \} + \left[ \alpha_i,\alpha_j \right] \right) p_i \cdot p_j + m^2 \cdot \beta^2 + \{ \beta, \alpha_i \} m \cdot p_i](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/d/e/2/de2665c019d2f9d61bef7cd32481c21c.png)
( Nell'ultimo passaggio abbiamo usato la definizione di anticommutatore ed il fatto che il prodotto di due tensori può esser scritto come la metà della somma commutatore anticommutatore)
Il tensore
è simmetrico, per questo annulla il commutatore
quindi rimane

Questa uguaglianza porta ad alcune condizioni sui coefficienti:



Appare evidente, pertanto, che questi coefficienti sono in realtà matrici e non numeri. La prima scelta potrebbero essere le matrici di Pauli, che però sono tre, mentre le matrici da determinare sono 4. Si può suggerire, allora, di creare una base matriciale composta dalle tre matrici di Pauli con l'aggiunta dell'identità: questa è una base completa dello spazio di matrici 2×2, ma se si pone ad esempio β=I, si può verificare che, ad esempio, αxβ + βαx = 2αx=0, ma ciò non è possibile, perché la matrice αx è sicuramente non nulla. Per ovviare a questo inconveniente fu allora necessario passare ad una dimensione maggiore, costruendo delle matrici 4×4. Quelle che Dirac scelse furono (rappresentazione chirale delle matrici γ):
dove
Ponendo poi:
l'equazione viene scritta con le gamma o matrici di Dirac:
dove
mentre i è l'unità immaginaria.
In questo modo le soluzioni dell'equazione del moto sono dei vettori a quattro componenti: una soluzione particolare prende il nome di spinore di Dirac. Inoltre la densità di probabilità, in questo modo, risulta positiva sempre:
Non si riescono, però, ad eliminare le energie negative, che restano quindi come possibili autovalori dell'equazione. Per interpretare questo risultato dell'equazione, Dirac propose un'interpretazione secondo cui esiste un mare di fermioni alcuni dei quali sono in un livello eccitato, e dunque hanno un'energia positiva, ma in tale mare esistono delle lacune che dunque sono ad energia negativa; quando una particella in uno stato eccitato incontra una lacuna, ecco che cade in uno stato non eccitato emettendo della radiazione elettromagnetica (un fenomeno simile alla diseccitazione di atomo in cui un elettrone cade in un livello energetico a meno energia emettendo un fotone, sempre che nella nuvola elettronica dell'atomo esista una lacuna). Tale fenomeno è molto simile all'annichilazione di una particella con un'antiparticella come per esempio l'annichilazione di un elettrone con un positrone, con conseguente emissione di due fotoni, che può essere descritto dall'equazione di Dirac, là dove l'antiparticella viene descritta dalla soluzione dell'equazione di Dirac con energia negativa. Per cui, in un certo senso, si può affermare che Dirac predisse l'esistenza dell'antimateria e il fenomeno dell'annichilazione con la materia, sebbene le sue idee sull'esistenza del mare di fermioni siano state rigettate dalla comunità scientifica perché portavano a delle incongruenze interne alla teoria.
[modifica] Commutazione con il momento angolare orbitale
L'hamiltoniana di Dirac non commuta con il momento angolare orbitale.
Vediamo perché: Scriviamo il momento angolare orbitale: 
Possiamo riscrivere la componente i-esima del momento come
, in questa espressione vale la notazione di Einstein e
è il tensore completamente antisimmetrico (o tensore di levi-civita) a tre indici (i,j,k) definito da
, ogni permutazione dispari di indice cambierà segno
(es.
).
Se prendiamo l'hamiltoniana di Dirac 
Calcoliamo il commutatore con una componente del momento angolare:
![[H,L_i]=[\alpha_n p_n + m \beta,\epsilon_{i,j,k} r_j p_k]=[\alpha_n p_n,\epsilon_{i,j,k} r_j p_k]+[m \beta,\epsilon_{i,j,k} r_j p_k]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/d/6/6/d66400931cd70168787a1d435c9d2e56.png)
Nell'ultimo passaggio abbiamo usato la seguente proprietà del commutatore
.
Tutte le quantità nelle equazioni sono operatori, quindi la commutazione non è immediata.
Consideriamo l'ultimo termine
![[ m \beta, \epsilon_{i,j,k} r_j p_k ] = m [ \beta, \epsilon_{i,j,k} r_j p_k ] = m \epsilon^*_{i,j,k} [ \beta, r_j p_k - r_k p_j ] =
m \epsilon^*_{i,j,k} \left( [ \beta, r_j p_k] - [ \beta, r_k p_j ] \right) = 0](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/a/b/d/abd65971e1b3636cec3f2604c060b79e.png)
L'ultimo termine è nullo poiché
non è nello stesso spazio di r e p, per essere più rigorosi, il termine con r e p è moltiplicato per una matrice identità nello spazio di
e quindi commuta con
stesso.
Riprendiamo quindi il calcolo:
![[H,L_i]=[\alpha_n p_n,\epsilon_{i,j,k} r_j p_k]=\alpha_n [p_n,\epsilon_{i,j,k} r_j p_k]+[\alpha_n,\epsilon_{i,j,k} r_j p_k]p_n](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/c/4/c/c4c268827bb5b827e22cf1b572a1d59f.png)
con la stessa argomentazione usata per
possiamo elidere l'ultimo commutatore dell'ultimo termine.
Rimane:
![[H,L_i]=\alpha_n [p_n,\epsilon_{i,j,k} r_j p_k]=\alpha_n \epsilon^*_{i,j,k} [p_n, r_j p_k-r_k p_j]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/0/d/2/0d204ef5f2508e8b9f1e29ec80880c66.png)
abbiamo esplicitato la scrittura del momento angolare.
Con l'asterisco sulla
indichiamo che non utilizzeremo più la notazione di Einstein per questo simbolo e i suoi indici, ma vale ancora per tutti gli altri simboli e relativi indici.
Il segno meno in
viene dal fatto che il tensore antisimmetrico in un caso sarebbe positivo e nell'altro negativo, non ci interessa quale dei due, dato che una scelta opportuna del tensore a fattor comune correggerebbe il segno.
Utilizzando l'antisimmetria del commutatore
possiamo scrivere: ![[H,L_i]=-\alpha_n \epsilon^*_{i,j,k} [r_j p_k-r_k p_j,p_n]=-\alpha_n \epsilon^*_{i,j,k} ([r_j p_k,p_n]-[r_k p_j,p_n])](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/0/6/3/0634c05dba6d6e9e9a4580201c19fae4.png)
Adesso scomponiamo i commutatori come abbiamo fatto in precedenza: ![[H,L_i]=-\alpha_n \epsilon^*_{i,j,k} ([r_j p_k,p_n]-[r_k p_j,p_n])=-\alpha_n \epsilon^*_{i,j,k} (r_j [p_k,p_n]+[r_j,p_n]p_k -r_k[p_j,p_n]-[r_k,p_n]p_j)](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/c/7/6/c761c7350792458ea8e8729a3890c714.png)
Utilizziamo adesso il principio di indeterminazione
e ricordando che
Svolgendo i calcoli ![[H,L_i]=-\alpha_n \epsilon^*_{i,j,k} ([r_j,p_n]p_k-[r_k,p_n]p_j)=-\alpha_n \epsilon^*_{i,j,k} i (\delta_{j,n} p_k-\delta_{k,n} p_j)= \epsilon^*_{i,j,k} i (\alpha_k p_j-\alpha_j p_k)](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/c/0/7/c07cd2fc8cfc7bac0784d1dae68d2143.png)
Ora notiamo che nell'ultimo termine abbiamo una sottrazione che inverte gli indici, questo è equivalente a sommare gli indici ripetuti sul tensore di Levi-Civita.
Il commutatore cercato è quindi:
![[H,L_i]=i \epsilon_{i,j,k} \alpha_k p_j](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/8/f/4/8f43b79cbb401ac0cd382e725cf4d0af.png)
Ad esempio calcoliamo:![[H,L_3]=[H,L_z]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/c/6/3/c636798ac3e47af9ff37a9d04a0ecbc3.png)
Questo sarà: ![[H,L_3]=[H,L_z]=i \epsilon_{3,j,k} \alpha_k p_j=i (\epsilon{3,1,2} \alpha_2 p_1 +\epsilon{3,2,1} \alpha_1 p_2)=i (\alpha_2 p_1-\alpha_1 p_2)](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/6/9/9/6991c88b4f577c1ad997b5791307daa9.png)
[modifica] Commutazione con il momento angolare di spin
L'hamiltoniana di Dirac non commuta con il momento angolare di spin.
La k-esima componente del momento angolare di spin può essere scritto come una matrice a blocchi

Ricordando le regole di commutazione delle matrici di Pauli possiamo scrivere
![\sigma_k=- {i\over 2} \epsilon^*_{i,j,k} [\sigma_i,\sigma_j]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/e/f/8/ef8ec887da2e4a58b1ca2b91691bd441.png)
(per portare
a primo membro abbiamo moltiplicato da ambo le parti per il tensore di Levi-Civita,inoltre specifichiamo che non deve essere applicata la notazione di Einstein)
Sostituendo nella matrice
troviamo
![\Sigma_k =-{i\over 2} \epsilon^*_{i,j,k} \left( \begin{matrix} [\sigma_i,\sigma_j] & 0 \\ 0 & [\sigma_i,\sigma_j] \end{matrix} \right)](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/6/7/1/671aa87adddfc541bcb994612d7353f2.png)
Lasciamo in sospeso il calcolo e ricaviamo il commutatore ![[\alpha_i,\alpha_j]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/b/5/d/b5d7f4e0d603f202ebca26bc800e12d8.png)
![[\alpha_i,\alpha_j]=
\left[ \left( \begin{matrix}0 & \sigma_i \\ \sigma_i & 0 \end{matrix} \right),
\left( \begin{matrix} 0 & \sigma_j \\ \sigma_j & 0 \end{matrix} \right) \right]=
\left( \begin{matrix} [\sigma_i,\sigma_j] & 0 \\ 0 & [\sigma_i,\sigma_j] \end{matrix} \right)](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/0/a/3/0a35db1d3a1bb5318173fa39685edf31.png)
troviamo che ci restituisce proprio la matrice precedente
Quindi troviamo la definizione del momento angolare di spin scritto tramite le matrici 
![\Sigma_k= - {i\over 2} \epsilon^*_{i,j,k} [\alpha_i,\alpha_j]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/3/9/7/3973c80842f8204a5ddac445a4ea25a0.png)
Adesso calcoliamo il commutatore
![[H,\Sigma_k]=-{i \over 2} \epsilon^*_{i,j,k} [H,\alpha_i \alpha_j-\alpha_j \alpha_i]=-{i \over 2} \epsilon^*_{i,j,k} \left(
[H,\alpha_i \alpha_j]-[H,\alpha_j \alpha_i] \right) =](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/0/c/e/0ceaed6f0f938997b9c624404dc514a0.png)
![= -{i \over 2} \epsilon^*_{i,j,k} \left( \alpha_i [H,\alpha_j]+[H,\alpha_i] \alpha_j-[H,\alpha_j]\alpha_i-\alpha_j [H,\alpha_i] \right)](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/5/4/c/54c50304af6ff4de1fd16bfe10c6733e.png)
Per svolgere questi calcoli abbiamo utilizzato le regole di commutazione. Nello svolgimento successivo ci serviremo di queste uguaglianze che discendono direttamente dagli anticommutatori delle matrici 
![\begin{matrix}
{\alpha_i,\alpha_j}=2 \delta_{i,j} & [\alpha_i,\alpha_j]=2(\alpha_i \alpha_j-\delta_{i,j})\\
{\beta,\alpha_i}=0 & [\beta,\alpha_i]=2\beta\alpha_i
\end{matrix}](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/e/8/4/e84a9a657fa3de295c71a11ed537d01a.png)
Scriviamo esplicitamente l'hamiltoniana di Dirac
![[H,\Sigma_k]=](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/0/1/2/0129af1f05bdd7c687bb22628ef6b0ff.png)
![= -{i \over 2} \epsilon^*_{i,j,k} \left(
\alpha_i [\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_j]
+[\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_i] \alpha_j
-[\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_j]\alpha_i
-\alpha_j [\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_i]
\right)](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/0/7/2/072e553140f0a772a4593d3bd3632797.png)
Per chiarezza dobbiamo dividere l'ultimo termine in quattro membri e procedere separatamente. Calcoliamo il primo termine
![\alpha_i [\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_j]=\alpha_i [\alpha_n p_n,\alpha_j]+\alpha_i [ m \beta,\alpha_j]=\alpha_i \alpha_n [p_n,\alpha_j]
+\alpha_i[\alpha_n,\alpha_j]p_n+m \alpha_i [\beta, \alpha_j]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/9/a/9/9a9d92f6f0f4836dad80d86d8898db1e.png)
Ricordiamo che
è un numero poiché è la n-esima componente dell'impulso, quindi il suo commutatore con una matrice è zero. Per gli altri commutatori utilizziamo le regole di commutazione elencate in precedenza
![\alpha_i [\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_j] =
2 \alpha_i (\alpha_n \alpha_j+\delta_{n,j}) p_n+2 m \alpha_i \beta \alpha_j](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/e/2/4/e24f40007dc60483529e8d858ee0c717.png)
Calcoliamo il secondo termine
![[\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_i] \alpha_j=
[\alpha_n p_n,\alpha_i] \alpha_j+[m \beta,\alpha_i] \alpha_j=
\alpha_n [p_n,\alpha_i] \alpha_j+[\alpha_n,\alpha_i] p_n \alpha_j+m [ \beta,\alpha_i] \alpha_j=
0+2 (\alpha_n \alpha_i - \delta_{n,i}) p_n \alpha_j+2 m \beta \alpha_i \alpha_j](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/c/a/c/cacf8906cc994d8682825408db6489ab.png)
Calcoliamo il terzo termine
![-[\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_j]\alpha_i=
-[\alpha_n p_n,\alpha_j]\alpha_i-[m \beta,\alpha_j]\alpha_i=
-[\alpha_n,\alpha_j] p_n \alpha_i-\alpha_n [p_n,\alpha_j]\alpha_i-m[\beta,\alpha_j]\alpha_i=
-2(\alpha_n \alpha_j-\delta_{n,j})p_n \alpha_i - 0 -2 m \beta \alpha_j \alpha_i](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/4/3/d/43d1741a449cc6ab347362ec34b88cf5.png)
Calcoliamo il quarto termine
![-\alpha_j [\alpha_n p_n + m \beta,\alpha_i]=
-\alpha_j [\alpha_n p_n,\alpha_i]-\alpha_j [m \beta,\alpha_i]=
-\alpha_j [\alpha_n ,\alpha_i]p_n -\alpha_j \alpha_n [p_n,\alpha_i]-\alpha_j m [\beta,\alpha_i]=
-2 \alpha_j (\alpha_n \alpha_i - \delta_{n,i}) p_n -\alpha_j \alpha_n 0 - 2 \alpha_j m \beta \alpha_i =
-2 \alpha_j (\alpha_n \alpha_i - \delta_{n,i}) p_n - 2 \alpha_j m \beta \alpha_i](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/4/5/8/45863811c4d214fcee9f6a661112a45c.png)
Adesso sommiamo di nuovo tutti i termini

Apro le parentesi e riordino i termini


I termini con la delta si semplificano tra loro perché uguali e opposti, quel che rimane può essere riscritto come


Adesso rimettiamo il risultato del calcolo fatto finora nel commutatore da cui eravamo partiti, otteniamo
![[H,\Sigma_k]=
-{i \over 2} \epsilon^*_{i,j,k} \left[ 4 ( \delta_{i,n} p_n \alpha_j - \delta_{n,j} p_n \alpha_i ) \right]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/7/4/b/74b7d51955e41f11016362717a51ddf7.png)
Ovvero applicando la delta otteniamo il commutatore cercato
![[H,\Sigma_k]= - 2 i \epsilon^*_{i,j,k} \left( p_i \alpha_j - p_j \alpha_i \right)](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/a/4/5/a455cfdc2adab34dde43e185e06a23b6.png)
Utilizzando la notazione di Einstein può essere riscritta come
![[H,\Sigma_k]= - 2 \cdot i \cdot \epsilon_{i,j,k} \cdot p_i \cdot \alpha_j](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/f/6/7/f6766823a7fa6fdebf46498298afbaee.png)
In conclusione il momento angolare di spin non commuta con l'hamiltoniana di Dirac.
[modifica] Commutazione con il momento angolare totale
L'hamiltoniana di Dirac commuta con il momento angolare totale.
Dai calcoli svolti nei paragrafi precedenti si vede che abbiamo per il momento angolare orbitale
![[H,L_i]=i \epsilon_{i,j,k} \alpha_k p_j](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/8/f/4/8f43b79cbb401ac0cd382e725cf4d0af.png)
mentre per quello di spin
![[H,\Sigma_k]= - 2 i \epsilon_{i,j,k} p_i \alpha_j](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/6/0/e/60ea0186d6e9d54ef9b1fb58e9e1210d.png)
Dobbiamo prima di tutto riportare lo stesso indice per entrambe le notazioni. Cambiamo quello di spin, per farlo conviene spostare l'indice k, per ogni permutazione il tensore cambia segno ma poiché lo fa due volte il segno resta lo stesso.
![[H,\Sigma_k]= - 2 i \epsilon_{i,j,k} \alpha_j p_i= - 2 i \epsilon_{k,i,j} p_i \alpha_j](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/1/d/3/1d36ff29e1a63d358de0d9144d7a86a9.png)
Notiamo che adesso, anche se le lettere non corrispondono (ma non importa poiché sono indici muti), occupano le stesse posizioni, quindi le due scritture sono identiche, ovvero
![[H,\Sigma_i]= - 2 i \epsilon_{i,j,k} \alpha_k p_j](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/a/d/e/aded2ace63e354e3de2e403130e95d3a.png)
Il nostro momento angolare, per essere conservato deve essere

In questo modo il commutatore con H sarà
![[H,J]=\left[H,L_i+{1\over 2}\Sigma_i \right]=\left[H,L_i\right]+{1\over 2}\left[H,\Sigma_i \right]
= i \epsilon_{i,j,k} \alpha_k p_j+ {1\over 2}( - 2 i \epsilon_{i,j,k} \alpha_k p_j )=0](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/8/5/1/851e0b862dd915fb90731acbaabef350.png)
che è identicamente nullo per ogni componente.
[modifica] Bibliografia
- Feynman, R.P., QED: La strana teoria della luce e della materia, Adelphi, ISBN 88-459-0719-8
- Claude Cohen-Tannoudji, Jacques Dupont-Roc, Gilbert Grynberg, Photons and Atoms: Introduction to Quantum Electrodynamics (John Wiley & Sons 1997) ISBN 0-471-18433-0
- Jauch, J. M., F. Rohrlich, F., The Theory of Photons and Electrons (Springer-Verlag, 1980)
- Feynman, R. P. Quantum Electrodynamics. Perseus Publishing, 1998. ISBN 0-201-36075-6
- Luciano Maiani Omar Benhar Meccanica Quantistica Relativistica
[modifica] Collegamenti esterni
- Marcello CiafaloniComplementi di Fisica Teorica: Introduzione alla teoria dei campi (Università di Firenze)
- Roberto Casalbuoni Elettrodinamica Quantistica (Università di Firenze)
- Roberto Casalbuoni Teoria dei campi: Storia e Introduzione (Università di Firenze, 2001)
- The Dirac Equation at MathPages
- The Nature of the Dirac Equation, its solutions and Spin
- Dirac equation for a spin ½ particle
- Pedagogic Aids to Quantum Field Theory click on Chap. 4 for a step-by-small-step introduction to the Dirac equation, spinors, and relativistic spin/helicity operators.
[modifica] Voci correlate
- Algebra di Clifford
- Bosoni
- Bosoni vettore
- Bosoni vettori assiali
- Diagramma di Feynman
- Elettrodinamica quantistica
- Fotoni
- Lista delle particelle
- Matrici di Dirac
- Modello Standard
- Notazione slash di Feynman
- Propagatore
- Scattering











