Epsilon Aurigae
| Epsilon Aurigae | |
|---|---|
| Rappresentazione artistica del sistema (la stella in primo piano è la compagna secondaria) | |
| Classificazione | Supergigante gialla |
| Classe spettrale | A8Iab: |
| Tipo di variabile | Binaria ad eclisse |
| Distanza dal Sole | 2.000 anni luce |
| Costellazione | Auriga |
| Coordinate | |
| Ascensione retta | 5h 01m 58,1s |
| Declinazione | + 43° 49' 24" |
| Dati fisici | |
| Diametro medio | 139 000 000 km |
| Raggio medio | 100 R⊙ |
| Massa |
15–19 M⊙
|
| Periodo di rotazione | ? e 0,6 giorni |
| Velocità di rotazione | 20 km/s |
| Temperatura superficiale |
7.800 K (media)
|
| Luminosità |
47.000 L⊙
|
| Indice di colore (B-V) | 0,54 |
| Età stimata | ? |
| Dati osservativi | |
| Magnitudine apparente da Terra |
3,04 |
| Magnitudine ass. | -5,95 |
| Parallasse | 1,60 ± 1,16 mas |
| Moto proprio | AR: 0,18 mas/anno Dec: -2,31 mas/anno |
| Velocità radiale | 2,5 km/s |
| Nomenclature alternative | |
| Haldus, Almaaz, Al Anz, 7 Aurigae, HR 1605, BD +43°1166, HD 31964, SAO 39955, FK5 183, GC 6123, ADS 3605, CCDM 05020+4350, HIP 23416 | |
Epsilon Aurigae (ε Aur / ε Aurigae) è una stella della costellazione dell'Auriga. È chiamata anche Almaaz, Haldus, o Al Anz.
Epsilon Aurigae è una famosa binaria ad eclisse, la cui luminosità varia tra la magnitudine +3,0 +3,8 in un periodo di 9.890 giorni (~27,1 anni). È situata a 2.000 anni luce dalla Terra.
La componente visibile del sistema è una supergigante gialla di classe spettrale A8Iab ed è una delle stelle più luminose nel raggio di 1000 parsec dal Sole. Ha un diametro 100 volte quello solare. La seconda componente ci risulta invisibile. Vi sono tre ipotesi sul motivo di tale invisibilità:
- La prima e più accreditata è che consista di una o due piccole stelle circondate da un anello di polveri opache proprio nei pressi del bordo stellare, producendo le eclissi osservate della durata di 2 anni.
- La seconda è che questa stella sia ugualmente grande, ma di bassa densità, e pertanto semi-trasparente.
- La terza e più affascinante è che questo sistema contenga un buco nero, ma prevalgono le due ipotesi precedenti. Vedi [1] e [2].
Indice |
[modifica] Osservazioni recenti
L'ultima eclisse si è verificata tra il 2009 e il 2011, ed è stata oggetto di una campagna di osservazioni che ha permesso al team guidato da Brian Kloppenborg, dell'Università di Denver, di osservare la stella con l'interferometro CHARA Array, all'osservatorio di Monte Wilson, che ha permesso di rilevare un disco di polveri del diametro di 3,8 U.A., arrivando alla conclusione che la stella centrale al disco sia una stella blu di tipo spettrale B di massa 3,85 volte quella del Sole, dunque minore della stima precedente risultante da uno studio del 2010 pubblicato da Hoard e soci[1]. Nella pubblicazione di Hoard, che aveva osservato la stella con il telescopio spaziale Spitzer dal California Institute of Technology la stima della massa della principale, che fa parte del ramo asintotico delle giganti, è compresa tra le 2,2 e 3,3 masse solari, mentre il raggio sarebbe 135 volte quello solare e il tipo spettrale F0[2].
Viene comunque confermata l'ipotesi più plausibile, cioè che la stella sia una binaria atipica.
[modifica] Posizione della stella
Trovare la stella non è difficile: è il vertice del triangolo isoscele noto come il naso dell'Auriga, ed è visibile durante tutta la durata della stagione invernale in tutto l'emisfero boreale, a poca distanza dalla brillante gigante gialla Capella. Nel mondo anglosassone le stelle ai vertici del triangolo isoscele sono dette i tre capretti, "the three kids".
[modifica] Note
- ^ Prof. Stencel. A primary node in the Epsilon Aurigae Eclipse Campaign. URL consultato il 26 febbraio 2012.
- ^ Hoard et al.. "System Properties Table (Citizen Sky)"
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Articolo di Le Scienze
- V* eps Aur -- Eclipsing binary of Algol type
- David Darling's encyclopedia
- Epsilon Aurigae article by Dr. Jim Kaler.
- The coming eclipse of epsilon Aurigae by Professor Stencel.
- Epsilon Aurigae Web site by Hopkins Phoenix Observatory (HPO)
|
|