Epomops franqueti

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Pipistrello della frutta dalle spalline di Franquet
EpomophorusFranquetiFord.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Chiroptera
Sottordine Megachiroptera
Famiglia Pteropodidae
Genere Epomops
Specie E.franqueti
Nomenclatura binomiale
E.franqueti
Tomes, 1860
Sinonimi

E. comptus, E. strepitans

Areale
Distribution of Epomops franqueti.png

Il pipistrello della frutta dalle spalline di Franquet (Epomops franqueti Tomes, 1860) è un pipistrello appartenente alla famiglia degli Pteropodidi, diffuso nell'Africa subsahariana.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Pipistrello di medie dimensioni con la lunghezza della testa e del corpo tra 110 e 180 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 77 e 101 mm, la lunghezza della coda fino a 1 mm, la lunghezza del piede tra 21 e 28 mm, la lunghezza delle orecchie tra 23 e 27 mm, un'apertura alare fino a 60 cm e un peso fino a 172 g.[3]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La pelliccia è corta, soffice e leggermente lanuginosa. Le parti dorsali sono fulve, marroni chiare o bruno-rossastre, le spalle e la nuca sono talvolta bruno-grigiastre, mentre le parti ventrali sono più chiare, biancastre sull'addome e il petto. Sono presenti due ciuffi di lunghi peli bianchi intorno a delle ghiandole situate su ogni spalla. Il muso è lungo e largo, gli occhi sono grandi. Le labbra e le guance sono carnose ed espansibili. Le orecchie sono corte, con l'estremità arrotondata, marroni scure e con due macchie bianche alla base anteriore e posteriore. Le ali sono marroni o marroni scure ed attaccate posteriormente alla base del secondo dito del piede. La coda è rudimentale o assente, mentre l'uropatagio è ridotto ad una sottile membrana lungo la parte interna degli arti inferiori. Sono presenti 3 creste palatali inter-dentali continue e 5-8 post-dentali sottili e divise in due. Il cariotipo è 2n=35 negli esemplari del Gabon, 36 in quelli del Camerun FNa=66.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Di giorno si rifugia singolarmente o in coppie tra il denso fogliame di grandi alberi come quelli del genere Terminalia e talvolta nei cepugli, più frequentemente vicino a fonti d'acqua. Il volo è lento e manovrato ed effettuato attraverso la volta forestale e vicino al suolo. Può spiccare il volo da terra. I maschi stabiliscono dei territori di circa 200 metri di diametro nei quali si esibiscono in rituali di corteggiamento e vocalizzazioni rumorose per attrarre le femmine.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutrono di frutta di Mango, Annona, Terminalia catappa, Avocado, specie di Artocarpus e di Ficus, Guava e Solanum torvum. È un importante impollinatore.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Danno alla luce un piccolo alla volta due volte l'anno a marzo e settembre dopo una gestazione di 5-6 mesi. Vengono svezzati dopo alcune settimane prima del parto successivo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa in Costa d'Avorio sud-orientale, Ghana, Togo, Benin e Nigeria meridionali; Camerun, Guinea Equatoriale, Gabon, Congo, Repubblica Democratica del Congo, Uganda occidentale, Repubblica Centrafricana meridionale, Angola e Zambia settentrionali.

Vive nelle foreste tropicali umide e secche, foreste secondarie ed altri ambienti degradati, vegetazione montana, boschi di Isoberlinia e miombo.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List,considerato il vasto Areale e la popolazione numerosa, classifica E.franqueti come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Mickleburgh, S., Hutson, A.M., Bergmans, W., Fahr, J. & Juste. J. 2008, Epomops franqueti in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Epomops franqueti in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Happold & Happold, 2013, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Meredith & David C.D.Happold, Mammals of Africa. Volume IV-Hedgehogs, Shrews and Bats, Bloomsbury, 2013. ISBN 9781408122549

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