Epomophorus crypturus

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Pipistrello della frutta dalle spalline di Peters
Immagine di Epomophorus crypturus mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Chiroptera
Sottordine Megachiroptera
Famiglia Pteropodidae
Genere Epomophorus
Specie E.crypturus
Nomenclatura binomiale
Epomophorus crypturus
Peters, 1852
Sinonimi

E.c. parvus (Ansell, 1960)

Il Pipistrello della frutta dalle spalline di Peters (Epomophorus crypturus Peters, 1852) è un pipistrello appartenente alla famiglia degli Pteropodidi, diffuso nell'Africa subsahariana.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Pipistrello di medie dimensioni con lunghezza dell'avambraccio tra 67 e 100 mm, la lunghezza della testa e del corpo tra 124 e 170 mm e un peso fino a 155 g.[3][4]
Il colore del dorso è fulvo brunastro, mentre le parti ventrali sono grigiastre talvolta con una chiazza biancastra al centro del petto e dell'addome. Sono presenti dei ciuffi di peli biancastri alla base di ogni orecchio. Le spalline sono biancastre. La pelliccia è soffice, setosa, leggermente schiacciata sulla schiena. Si estende per almeno 2/3 dell'avambraccio e lungo tutta la tibia. Sono presenti 11-18 fasce verticali su ogni membrana alare e 6 solchi palatali, di cui 2 post-dentali.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Vive in colonie fino a qualche centinaio di individui tra il denso fogliame degli alberi, in particolare su specie native di Ficus e su Alberi delle salsicce. Effettuano considerevoli migrazioni alla ricerca di cibo, talvolta raggiungendo anche le città.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di frutti del Mango, Marula, Rauvolfia caffra, Papaya, Parinari curatellifolia, Diospyros mespiliformis, Diospyros senensis, Uapaca kirkiana, Xanthoceras zambesiaca, Guava, specie native di Ficus, Berchemia discolor, specie di Cydonia, Eriobotrya japonica, specie di Prunus, Litchi chinensis, Mimusops zeyheri e fiori di Kigelia pinnata e Adansonia digitata.[5]

Sono considerati una seria piaga per gli agricoltori, anche se vengono risparmiati i frutti a pelle dura come le mele e le pere.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Le femmine partoriscono un piccolo alla volta tra settembre e febbraio. Sono stati osservati parti gemellari.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa in Angola e Namibia orientali; Repubblica Democratica del Congo e Tanzania meridionali; Zambia, Malawi, Zimbabwe, Mozambico, Botswana settentrionale, Swaziland, coste del Sudafrica orientale.

Vive nelle Savane secche e nelle foreste fluviali tra i 500 e 1.500 metri di altitudine.[1]

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è considerata da alcuni autori una sottospecie di E. gambianus.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato il vasto Areale e la popolazione numerosa, classifica E.crypturus come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Mickleburgh, S., Hutson, A.M. & Bergmans, W. 2008, Epomophorus crypturus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Epomophorus crypturus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Andersen, 1912, op. cit.
  4. ^ Teresa Kearney & Al., Chiroptera of Lufura Camp, Kafue National Park, Zambia; with Taxonomic notes on Epomophorus, Nycticeinops, Scotophilus and Scotoecus in African Bat Conservation News, vol. 23, 2010.
  5. ^ Micklenburgh & Al., 1992, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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