Episodi di Squadra antimafia - Palermo oggi (prima stagione)

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La prima stagione di Squadra antimafia - Palermo oggi viene trasmessa su Canale 5 dal 31 marzo 2009. Cast: Simona Cavallari, Giulia Michelini, Claudio Gioè, Ninni Bruschetta, Silvia De Santis, Lele Vannoli, Marco Leonardi, Massimo Poggio, Vincent Riotta, Sergio Friscia, Luca Angeletti, Jacopo Cavallaro, Paolo Ricca, Claudio Castrogiovanni, Peppe Lanzetta, Bruno Torrisi.

Titolo Prima TV Italia
1 Squadra Antimafia 31 marzo 2009
2 Il gruppo Duomo 7 aprile 2009
3 L'incontro 14 aprile 2009
4 La talpa è Alfiere? 21 aprile 2009
5 Il motoscafo 28 aprile 2009
6 Ivan Di Meo è la talpa 5 maggio 2009

Squadra Antimafia[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

6 settembre 1992 due mesi dopo la Strage di via d'Amelio: nelle vicinanze di Palermo viene fatta esplodere un'automobile su cui viaggiavano i coniugi Abate, esponenti di una piccola famiglia mafiosa. Il padre era un boss e la madre era una tossicodipendente, con la figlia Rosalia detta Rosy. La piccola sopravvive per miracolo e viene estratta dall'auto dalla giovane poliziotta Claudia Mares.

2008: Passano sedici anni e Claudia Mares, ora vice questore della squadra mobile di Roma, ritorna a Palermo chiamata dall'amico e collega Stefano Lauria. In un ascensore dell'Aeroporto Falcone e Borsellino le parla delle sue indagini: ha scoperto i nomi di politici importanti che sono in mano a Cosa nostra e ha pedinato persone sospettate. Mentre sta per dire un nome importante, viene colpito dagli spari di un killer e muore. La Mares tenta di inseguire il killer ma scappa insieme ad un complice in sella ad una moto.

Intanto viene rapito un ragazzo di nome Nicola Licastro. La madre, trasgredendo un codice d'onore e il volere del marito, l'imprenditore Antonello Licastro, chiama la polizia, i sequestratori telefonano e chiedono un riscatto. Claudia Mares entra nel Gruppo Duomo, la squadra speciale che arrestò Bernardo Provenzano e che aveva come capo Stefano Lauria, e ne conosce i membri: Alfiere, Gigante, Africa e Viola. Tutti i boss di Cosa nostra si riuniscono e Michele Lopane, un capogangster facente parte della fazione corleonese ed ex fedelissimo di Provenzano, si lamenta con Nardo Abate (uno degli "scappati", i boss che fuggirono in America durante la seconda guerra di mafia e ora sono tornati con il permesso dei gangster) perché l'omicidio di Lauria ha fatto scoppiare la rabbia dei poliziotti che stanno cominciando ad arrestare i membri dell'organizzazione.

Intanto Rosy Abate, che è sorella di Nardo, è tornata dagli Stati Uniti per ricongiungersi alla sua famiglia e sposarsi con l'onesto ingegnere di Palermo Est Salvo Rizzuto, per poi tornare a New York dopo il viaggio di nozze. I rapitori fanno sapere che il riscatto deve essere consegnato alla Vucciria e, mentre l'imprenditore Licastro, il padre del ragazzo, consegnerà i soldi, Claudia Mares e i suoi uomini interverranno. Durante la consegna però Licastro perde la testa e non si lascia portare via la borsa dal sequestratore che, dopo una breve fuga, verrà acciuffato mentre la Mares riuscirà a bloccare un gangster in un bar. Si scopre però che i due non sono gangster e lo hanno fatto perché avevano bisogno di soldi, approfittando di essere stati testimoni del rapimento di Nicola, caricato a forza su una Fiat Panda rossa.

Viola, che era innamorata di Lauria, rivela alla Mares che lui l'ha lasciata perché si vedeva con una tal Bonaiuto. Claudia scopre però che Lauria non andava lì per incontrare lei, ma il fratello Alfredo Bonaiuto, un tecnico delle comunicazioni che gli forniva preziose informazioni, che è scomparso il giorno in cui Lauria è stato ucciso. Africa e Gigante, interrogando un amico di Nicola che era con lui prima del rapimento, scoprono che la Fiat Panda dove era stato caricato aveva sul lato la scritta elettrauto.

Claudia Mares chiede aiuto a Ivan Di Meo, vice questore della sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Palermo. Intanto viene ucciso Lo sciancato, il gangster responsabile dell'uccisione di Lauria, e in bocca gli viene trovato un sacchetto di piombo che nel gergo mafioso vuol dire che ha tradito. Il gruppo Duomo scopre che Alfredo Bonaiuto, dopo un viaggio alle Isole Cayman, ha cominciato a condurre una vita benestante.

Claudia Mares e i suoi uomini ritrovano la Fiat Panda rossa in un'officina e la riempiono di cimici per scoprire qualcosa sul rapimento di Nicola. Dalle intercettazioni viene fuori che la famiglia mafiosa degli Abate sta acquistando molto potere. Ivan Di Meo trova alcune armi che fanno parte dell'arsenale di Michele Lopane. Rosy Abate intanto vuole invitare al suo matrimonio la Mares, con cui ha mantenuto rapporti amichevoli dopo che l'ha salvata da bambina, anche contro il parere dei suoi fratelli Nardo e Vito.

Nardo intanto sta trattando alcuni affari con Giacomo Trapani, un capogangster palermitano. Nicola intanto viene trasferito dai rapitori in una vecchia fornace inutilizzata. Claudia Mares va al matrimonio di Rosy e porta con sé Gigante e Africa travestiti da camerieri, che riprendono i presenti con una telecamera nascosta nel vassoio.

Claudia entra in una stanza per cercare delle prove e, per caso, sente la discussione tra un boss e un picciotto che dicono che il ragazzo della fornace deve essere ucciso. La Mares telefona allora a Ivan Di Meo che, individuata la fornace insieme ad Alfiere, interviene ma trova soltanto un cadavere sciolto nell'acido. Intanto al matrimonio, Claudia, Gigante e Africa arrestano Nardo e Vito Abate che però negano il coinvolgimento nel rapimento. Le intercettazioni fanno emergere che Nicola è ancora vivo e dove lo stanno portando i sequestratori per ucciderlo: allora Claudia e Di Meo piombano nell'officina, uccidono un rapitore dopo una sparatoria, liberano Nicola ed arrestano un altro rapitore.

Nicola, interrogato, spiega che la sera prima del suo rapimento era in un bar e che giocò a scacchi con Alfredo Bonaiuto, che gli infilò di nascosto dentro lo zaino un IPod contenente cose compromettenti e si scopre che il cadavere sciolto nell'acido era dello stesso Bonaiuto. Il ragazzo rivela che ha lasciato lo zaino in un armadietto della scuola ma Gigante e Africano non lo riescono a trovare perché Giacomo Trapani è arrivato prima e lo ha portato via.

Il magistrato decide di rimettere in libertà Nardo e Vito dopo aver trovato il cadavere di uno dei rapitori di Nicola, che forse voleva collaborare con la giustizia.

Viola scopre che sul conto estero di Alfredo Bonaiuto sono stati accreditati 3 milioni di euro, non scoprendo però chi è stato ad accreditarli.

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Il gruppo Duomo[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il Gruppo Duomo, capitanato da Claudia Mares, cerca di fermare una possibile guerra tra la famiglia degli Abate e quella dei Lopane che, se iniziata, insanguinerà tutta Palermo. Infatti un'esplosione ha distrutto il mobilificio dell'imprenditore Antonello Licastro, che paga il pizzo agli Abate, mentre un'altra ha ferito gravemente Nardo Abate, che è stato portato d'urgenza in ospedale.

Rosy Abate, che si è salvata per miracolo, non sa che i fratelli sono gangster e la Mares vorrebbe convincerla a collaborare con la giustizia ma lei è ancora arrabbiata con la poliziotta per averle rovinato il matrimonio, arrestandole i fratelli. Intanto Vito Abate è imbestialito per l'attentato al fratello e sospetta di Michele Lopane e manda alcuni gangster per sparare in un locale della sua famiglia.

Licastro, all'inizio omertoso, decide di collaborare con la Mares perché i picciotti degli Abate vogliono essere pagati al più presto e in un registratore vocale incide i motivi che lo hanno portato a pagare il pizzo. Claudia Mares lo fa nascondere in una villa sorvegliata dagli agenti e fa partire la moglie e il figlio Nicola lontano dalla Sicilia.

Rosy viene incaricata dal fratello Vito di prendere un quaderno in soffitta e consegnarlo a Giacomo Trapani. La ragazza, leggendolo, scopre che vi sono incollati i pizzini nascosti di Provenzano nel quale autorizza gli "scappati" a ritornare dall'America in Sicilia. Dopo lei lo consegna a Trapani. Rosy decide allora di fare ritorno a New York con il marito Salvo perché gli incubi la tormentano.

Nardo Abate, appena dimesso dall'ospedale, viene arrestato dal gruppo Duomo nei magazzini di un ristorante mentre è con un aguzzino del pizzo che conta i soldi e questo provoca l'odio di Rosy nei confrondi di Claudia. Intanto Vito e Michele Lopane s'incontrano per far pace ed evitare una guerra tra i gangster e Lopane dice ad Abate che l'imprenditore Licastro si sta ribellando al pizzo, inducendo anche gli altri negozianti a farlo e quindi deve essere eliminato.

Licastro scappa dalla villa sorvegliata e va al mobilificio, dove trova i suoi amici. La Mares scopre la fuga e lo segue. Intanto un killer sta per sparare all'imprenditore ma Africa interviene e mette in fuga i gangster, salvando Licastro. La Mares intanto scopre che Vito tradisce la moglie ed insieme ad Ivan Di Meo e ai suoi uomini, segue l'amante che li porta in un locale di una discoteca abbandonata, dove si nasconde lui, che viene arrestato. Perquisendo il locale, Viola ed Africano trovano un palmare.

Rosy, prima di partire per New York, comunica a Salvo che forse è incinta. Intanto la Mares e Di Meo scoprono di amarsi. Mentre Rosy e Salvo sono in auto per andare in aeroporto, arrivano due killer in moto che uccidono lui a colpi di pistola, provocando lo strazio di Rosy.

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L'incontro[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Claudia Mares cerca di consolare Rosy Abate, ma lei le dà la colpa di non essere stata presente quando suo marito veniva ucciso. Intanto a Palermo viene ucciso da due gangster in moto Lorenzo Cirò, un killer latitante della 'ndrangheta. I poliziotti trovano nelle tasche del cadavere una foto e nel retro c'è scritto Mercoledì ore 15.30. La Mares cerca di scoprire chi è l'uomo ritratto nella foto.

Claudia va a casa di Rosy e cerca di farsi perdonare ma lei è troppo sconvolta per vederla. Si scopre che l'uomo della foto è un certo Michelangelo Lo Bianco, un professore di chimica italoamericano detto Mickey. Si sospetta inoltre che chi stia usando la rivalità tra gli Abate e i Lopane è Ferdinando Castellano, che è chiamato John Nando ed è appena tornato dall'America: infatti Lo Bianco (arrivato in Sicilia con il volo scritto nel retro della fotografia) all'aeroporto è salito sull'auto di Trapani ed è stato portato in una villa di Mondello. Viola intanto analizza il palmare trovato nel casolare dove hanno arrestato Vito Abate e scopre che contiene importanti intercettazioni mentre Alfiere, Gigante ed Africa seguono gli spostamenti di Giacomo Trapani.

La Mares e Gigante scoprono una nave proveniente dall'America, contenente delle casse, apparentemente piene di arance. Vanno al porto e scoprono che fanno profumo di cloro e contengono fogli di alluminio per farle bruciare più velocemente in caso di emergenza. Ma all'improvviso entra un camion su cui vengono caricate le casse e Claudia e Gigante riescono a scappare per miracolo su un'auto guidata da Alfiere.

Claudia Mares va a parlare con Giacomo Trapani, che ora è proprietario di un ingrosso di carne, e gli fa qualche domanda ma lui risulta pulito. Rosy intanto nutre desideri di vendetta e va a trovare il fratello Nardo in carcere, che prima di essere portato via sussurra qualcosa nell'orecchio della sorella; questo insospettisce la Mares, che guarda la scena attraverso una telecamera a circuito chiuso. Per scoprire perché Lo Bianco è arrivato a Palermo, Viola è incaricata di corteggiarlo e di uscire con lui la sera stessa ed avrà un microfono nascosto nel vestito e così accade.

Rosy deve incontrare Giacomo Trapani come sussurratogli all'orecchio dal fratello e per depistare il gruppo Duomo va in un centro benessere e ne esce dall'uscita secondaria, incontrandosi con il capogangster. Intanto Viola deve scoprire chi è Michelangelo Lo Bianco perché si è scoperto che la sua identità è falsa. Lo Bianco si insospettisce del comportamento di Viola ma poi i due si baciano: il gruppo Duomo però non riesce ad avere informazioni sull'uomo.

Gigante ed Africa entrano in un casolare dove c'è stata una riunione mafiosa e trovano dei flaconi. Dopo essere stati analizzati, si scopre che contengono cocaina liquida che, tramite un processo chimico, sarà trasformata in solida: niente di ciò si era mai visto a Palermo e quindi Claudia Mares capisce che Lo Bianco è stato fatto venire dall'America da Giacomo Trapani per raffinare la cocaina liquida e dice a Viola che non dovrà rivedersi con lui perché è pericoloso.

Giacomo Trapani informa Rosy che Michele Lopane vuole riunire la commissione mafiosa per spazzare via la famiglia degli Abate e lei vuole andare alla riunione insieme a lui. Il gruppo Duomo scopre che Lo Bianco è un agente infiltrato dell'FBI per scoprire qualcosa sul traffico di cocaina. Trapani riceve una telefonata misteriosa che lo informa che Lo Bianco è un infiltrato. Alla riunione della commissione, Lopane dice a Rosy che gli Abate devono lasciare Palermo e che non è responsabile della morte del marito Salvo.

Lo Bianco e Viola si incontrano perché lui sa che è una poliziotta ma Trapani arriva all'improvviso e li porta via in auto. I due vengono separati e Lo Bianco viene portato al porto per ricevere un carico di cocaina proveniente dagli Stati Uniti d'America. Mentre è sulla barca e sta avvertendo Viola tramite cellulare, Lo Bianco viene colpito dagli spari esplosi da un picciotto di Giacomo Trapani e, ferito gravemente, cade in mare.

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La talpa è Alfiere?[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

È notte e Claudia Mares e il gruppo Duomo sono su una imbarcazione nei mari di Palermo, ritrovano Michelangelo Lo Bianco gravemente ferito e lo portano d'urgenza in ospedale, dove viene salvato.

Intanto Giacomo Trapani si trova in una spiaggia dove riceve il carico di cocaina proveniente dagli Stati Uniti e dice che con il traffico di droga potrà spazzare via Michele Lopane e i suoi alleati del 'ndrangheta. Infatti il giorno dopo i suoi uomini danno fuoco alla raffineria di droga di Lopane.

Lo Bianco, che si trova in ospedale, dice a Viola e alla Mares che appena guarito tornerà negli America e che Trapani ha scoperto che era un infiltrato dopo una telefonata, ricevuta forse da una talpa, cioè un uomo delle forze dell'ordine che passa informazioni sulle indagini a Cosa nostra.

Rosy Abate, sottoponendosi ad una ecografia, scopre di non essere incinta e per questo fugge in lacrime in una chiesa, dove esprime la sua rabbia per aver perso l'amato marito Salvo.

Claudia Mares e Ivan Di Meo, indagando sullo sbarco della cocaina a Palermo, arrivano ad un casolare dove si raffina la droga ed arrestano un chimico, che confessa che prima lavorava per Lopane e Giacomo Trapani, minacciandolo, lo ha costretto a passare dalla loro parte.

Rosy va a trovare il fratello Vito in carcere. Finita la visita, Alfiere cerca di seguirla ma ha un annebiamento di vista e la perde e lei va da Giacomo Trapani perché vuole vendicare il marito Salvo. Lui le consiglia un incontro con Lopane per farlo uscire allo scoperto.

Intanto al commissariato sparisce una SIM card da un faldone e solo i componendi del gruppo Duomo hanno accesso a quei documenti: Claudia Mares capisce che la talpa è uno dei suoi colleghi. Nel frattempo Viola informa Alfiere, Gigante ed Africa che la Mares sospetta di loro per via della talpa e questo provoca la delusione degli agenti.

Rosy va in carcere a trovare l'altro fratello Nardo che le dice di stare calma e non entrare in cose più grandi di lei ma ormai Rosy è decisa a compiere la sua vendetta. Intanto, fuori dal carcere, Alfiere e Viola posizionano un localizzatore GPS nell'auto di Rosy per controllare ogni suo movimento. Dalla Duomo, il gruppo segue i movimenti in città dell'auto e Rosy trasmette un pizzino a Michele Lopane, nascondendolo tra il denaro per pagare il pane. Claudia la raggiunge ma lei la caccia via perché non la vuole vedere.

Quella sera, Ivan Di Meo e la Mares vanno a cena in un ristorante, che si trova su una palafitta sulla spiaggia, che gli è stato consigliato da Alfiere. Mentre si godono la serata, Di Meo si allontana e riceve una misteriosa telefonata. Ritornato indietro, prende velocemente la Mares e la porta via in corsa mentre, alle loro spalle, la palafitta esplode. A telefonare a Di Meo era stato Alfiere, che era stato informato dell'attentato da Lucio Bonfante, un gangster di Brancaccio.

Da Roma giungono i risultati delle impronte digitali trovate sul faldone: sono di Alfiere e quindi è sospettato di essere la talpa.

Giacomo Trapani, il mandante dell'attentato, viene informato che il piano è fallito per la soffiata di Bonfante e viene decisa la sua morte.

Claudia Mares parla Alfiere, ma questi si giustifica dicendo che è stato lui a refertare per ultimo il telefono del faldone e quindi ci sono le sue impronte ma la Mares è sospettosa e così lui va via offeso. Alfiere si reca nel locale di Lucio Bonfante ma scopre che lo hanno ucciso e questo è un guaio: Bonfante era l'unico che poteva provare che lui non era la talpa.

Intanto Rosy riceve un pizzino di Michele Lopane che dice che la incontrerà il giorno del compleanno della figlia Caterina. Rosy allora avverte subito Trapani.

Alfiere viene sospeso da Licata perché ci sono troppe prove che lo incastrano come la registrazione in carcere di Vito Abate che parla con un compagno di cella del disturbo visivo di Alfiere, che pochi sapevano.

Rosy viene prelevata dai picciotti di Lopane e portata nella casa sulla spiaggia di Sferracavallo dove il gangster sta festeggiando il compleanno della figlia. Lopane e lei si appartano fuori per parlare ma Rosy estrae una pistola e sta per ucciderlo. All'improvviso però arriva la figlia e Lopane cade a terra ucciso. Rosy, spaventata, scappa via mentre arriva la polizia che identifica Lopane, latitante da dieci anni.

Intanto il gruppo Duomo, grazie al localizzatore GPS, segue i movimenti di Rosy che, disperata, va a casa di Giacomo Trapani che dice che l'ha seguita un gangster che poi ha sparato a Lopane mentre lei gli puntava la pistola. La Mares sta per fare irruzione nella villa ma Trapani riceve una telefonata della talpa che lo informa che è circondato dai poliziotti e, insieme a Rosy, fugge tramite un passaggio segreto che li porta in spiaggia, dove scappano su un motoscafo.

La Mares, perquisendo la villa, non trova l'IPod di Bonaiuto ma solo conti bancari e depositi. Subito viene scoperto il passaggio segreto ed in lontananza si vede il motoscafo. Gigante spara dei colpi a vuoto contro il motoscafo e ferisce Rosy, prima di essere fermato dalla Mares.

Nello stesso tempo, Alfiere, disperato, tenta il suicidio ingerendo medicinali e la moglie lo trova svenuto nella vasca da bagno.

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Il motoscafo[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

È sera e nella capitaneria di porto continua la ricerca del motoscafo con a bordo Giacomo Trapani e Rosy Abate, gravemente ferita.

Intanto Alfiere viene portato in ospedale perché aveva tentato il suicidio ed è grave.

Il motoscafo viene individuato ma poi si perde il segnale. Claudia Mares ed Ivan Di Meo, che prendono parte alle ricerche su una imbarcazione della capitaneria, individuano in una grotta di Villa Igea un approdo perfetto per il motoscafo e vi si dirigono. Infatti lì trovano alla deriva il motoscafo ma Trapani e Rosy sono riusciti a scappare. I cani del gruppo Duomo trovano delle tracce all'interno della grotta e la Mares decide di seguirle anche se sarà difficile perché la caverna è collegata ad una serie di cunicoli sotterranei che furono costruiti dagli arabi e che attraversano quasi tutta Palermo. Però questi cunicoli hanno un'unica uscita, che si trova all'interno di una chiesa antica scavata nella roccia. Claudia Mares si reca lì con i suoi uomini mentre il resto delle forze rimane a setacciare le gallerie sotterranee.

Intanto Trapani sta percorrendo i cunicoli e sorregge Rosy, che ha perso molto sangue. All'improvviso il boss sente che i poliziotti stanno per arrivare, lascia Rosy per terra perché se la portasse ancora con sé morirebbe dissanguata e fugge via. Claudia Mares arriva e vede che Rosy è ancora viva e la fa portare in ospedale.

Intanto Alfiere è in rianimazione, assistito dalla moglie, e arriva la Mares. Proprio in quel momento Alfiere si sveglia dal coma.

Ivan Di Meo chiede a Claudia di trasferirsi a casa sua e lei accetta.

A Palermo intanto ci saranno le elezioni per eleggere il sindaco e Claudia Mares si trova per caso a sentire un comizio del candidato sindaco Nicola Sturiale, che dice che se verrà eletto si impegnerà nella lotta alla mafia. Viola chiama la Mares e le dice di raggiungerla nella spiaggia dove è stato ucciso Lo Pane. Viola scopre che ad uccidere Lo Pane è stato Saro Cangemi, uomo di Trapani, assassino di Salvo, il marito di Rosy. La duomo assieme alla mobile, vanno ad arrestare Cangemi, quest'ultimo muore.

La Mares prende il cellulare di Cangemi, e la sera lo fa suonare con il numero della talpa. La talpa si presuppone che è Ivan

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Ivan Di Meo è la talpa[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Claudia riferisce al gruppo della Duomo che la talpa è Ivan Di Meo. Rosy si è decisa a collaborare con Claudia per far arrestare Trapani. Contemporaneamente due uomini sparano e feriscono Carmine Abate.

Esaminando il computer di Cangemi, Viola scopre che il candidato sindaco Nicola Sturiale viene ricattato da Trapani per via di un incidente stradale nel quale è coinvolto il figlio di Sturiale che si ritira dalla candidatura a sindaco. Di Meo ha individuato il covo dei gangster che hanno sparato a Carmine e vi fa irruzione con gli altri gangster: alla sparatoria partecipano anche alcuni uomini di Trapani che voleva punire i due per aver attaccato gli Abate. Tutti i gangster rimangono uccisi tranne uno che riesce a scappare: si tratta di Vincenzo Amaturo amico e socio di Giacomo Trapani.

Durante un pedinamento su Rosy necessario per arrivare a Trapani, alla ragazza viene regalata una collana che è costretta ad indossare al posto del ciondolo nel quale aveva nascosto la microspia facendo saltare la sua copertura. Ivan scopre dove si nasconde Amaturo e lo va ad arrestare insieme a Claudia ma Ivan stesso sarà gli spara, uccidendolo pur di salvare Claudia.

Rosy va a cena da Trapani e una volta lasciata la villa del boss comunica alla Mares il nascondiglio di Trapani: gli uomini della Duomo entrano arrestando alcuni uomini di Trapani, ma quest'ultimo si nasconderà in una parete scampando all'arresto.

Ivan si rende conto che Claudia ha scoperto il suo doppio gioco e si dà alla fuga. Rosy incontra di nuovo Trapani al porto, e avvisa Claudia, ma verrà scoperta da Trapani che ora si vuole sbarazzare della ragazza. Nel frattempo arriva al porto anche la Mares e sia lei sia Rosy stanno per essere uccise da Trapani.

Quando arriva Di Meo che ferisce un suo uomo, e proprio quest'ultimo prima di morire riesce a sparare a Ivan che cade ferito in acqua. Trapani sta per uccidere a Claudia e a Rosy quando arrivano gli uomini della Duomo che distraggono Trapani il quale viene disarmato ed arrestato dalla Mares. Gigante intanto saluta i suoi compagni: ha deciso di tornare a Roma per rimettersi con la moglie.

La macchina della polizia con a bordo Giacomo e Claudia sta uscendo dal porto. Il boss dice a Claudia che ha intenzione di collaborare con la giustizia, ma in quel momento un camion taglia loro la strada ed esplode. Giacomo Trapani muore e Claudia riesce miracolosamente a salvarsi.

La serie si conclude con l'immagine del corpo di Ivan Di Meo che all'improvviso si inizia a muovere e comincia a nuotare. Molto probabilmente anche Ivan è riuscito a sopravvivere.

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Note[modifica | modifica sorgente]

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