Ephippiorhynchus senegalensis

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Mitteria del Senegal
Ephippiorhynchus senegalensis.jpg
Ephippiorhynchus senegalensis
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Ciconiiformes
Famiglia Ciconiidae
Genere Ephippiorhynchus
Specie E. senegalensis
Nomenclatura binomiale
Ephippiorhynchus senegalensis
Shaw, 1800
Sinonimi
  • Mycteria senegalensis
Nomi comuni

Cicogna dal becco a sella
Cicogna sellata
Mitteria del senegal

Due cicogne all'Hagenbeck Zoo a Amburgo

Il becco a sella africano o mitteria del senegal (Ephippiorhynchus senegalensis, Shaw 1800) è un uccello della famiglia dei ciconiidae.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le mitterie, o cicogne maggiori, sono, se non le più robuste, certo le più alte rappresentanti della famiglia. Hanno corpo slanciato, collo relativamente lungo e snello, testa abbastanza grossa e becco molto lungo, dritto o al massimo leggermente piegato all'insù nella mascella superiore, e questa inclinazione verso l'alto si ritrova accentuata nell'inferiore; i piedi hanno tarsi straordinariamente alti ma dita brevi, le ali sono lunghe e tuttavia tondeggianti e la coda dritta e di mediocre lunghezza. Una specie di queste cicogne vive in Africa, l'altra in Australia e la terza nell'America del Sud: vi sono, quanto alla rispettiva struttura, alcune differenze che rimangono tuttavia sempre su di un piano marginale, mentre nei costumi, nell'indole e nel portamento i punti di contatto sono così numerosi che l'esame di un'unica specie può considerarsi esauriente.

La specie africana, la mitteria del Senegal, uccello robusto ed elegante, raggiunge in lunghezza un metro e trenta, ed ha coda di venticinque centimetri, ali di oltre sessanta ed apertura alare di due metri e trenta. Le piume del suo collo, della testa, della parte superiore dell'ala, della regione scapolare e della coda sono nere con lucentezza metallica; tutte le altre, invece, comprese le remiganti, sono di un bianco purissimo. Gli occhi sono gialli, il becco è rosso alla radice, più oltre nero e rosso alla punta, la parte nuda della faccia è rossiccia; sul suo becco posa una spessa cera racchiusa in uno stretto orlo di piume e mobile in tutti i sensi, le caruncole cutanee che stanno alla base del becco sono gialle, bruno-grigi i tarsi e rosso-carminio le dita e le giunture dei calcagni. Nei giovani, tutti i colori sono meno puri, e il nero appare quindi sporcato verso il grigio e il bianco verso il giallo-grigiastro sudicio; le caruncole sono appena accennate, l'occhio è nero ed il becco rosso-nericcio.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Nel cibarsi, la mitteria non si scosta gran che dalle sue affini d'Europa, e si interessa perciò ai pesci, ai rettili, ai coleotteri ed alle locuste.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Abituata a mescolarsi spesso agli altri uccelli palustri, non ha tuttavia l'abitudine di costituire stormi molto numerosi con i suoi simili: preferisce vivere accoppiata, ed a questo proposito occorre osservare che maschio e femmina rappresentano altrettanti perfetti esempi di amore coniugale e di monogamia.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Costruiscono su gli alti alberi un nido simile a quello delle cicogne bianche, e vi depongono poche uova delle quali, come del resto della prole che ne nasce, si prendono gran cura. Se uno dei due coniugi è vittima di qualche sfavorevole circostanza, l'altro appare inconsolabile, e si va aggirando come stordito e senza meta tra le altre gralle.

Cattività[modifica | modifica sorgente]

In gabbia, la mitteria del Senegal - e non si comportano diversamente le sue sorelle d'Australia e d'America - è uccello graziosissimo, di atteggiamenti e movenze eleganti e piacevoli. Non richiede grandi sacrifici all'allevatore, e di quei pochi lo ripaga ampiamente con un carattere che oltre tutto reca il segno di una notevole intelligenza.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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