Epcidina

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Metabolismo del Ferro

L'Epcidina è un ormone peptidico prodotto dal fegato. Scoperto nel 2000, sembra essere il principale regolatore dell'omeostasi del ferro, sia nell'uomo che in altri mammiferi.[1] Nell'uomo questa proteina è codificata dal gene HAMP.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

L'epcidina, il suo pro-ormone ed il suo pre-pro-ormone sono composti rispettivamente da 25, 60 e 84 amminoacidi. Nelle urine si trovano anche forme di epcidina a 20 e 22 amminoacidi.

Funzione[modifica | modifica sorgente]

L'epcidina inibisce direttamente la ferroportina1, una proteina transmembrana che trasporta il ferro fuori dalla cellula. La ferroportina è presente nei macrofagi e nella membrana basale degli enterociti duodenali. Inibendo la ferroportina, l'epcidina inibisce il rilascio di ferro nel sangue da parte degli enterociti, riducendo quindi l'assorbimento del ferro. Inoltre inibendo anche la ferroportina macrofagica inibisce anche il rilascio in circolo del ferro già presente nell'organismo.

Forme mutate di epcidina causano vari gradi di emocromatosi giovanile, anche se la causa più frequente di emocromatosi giovanile che riguarda l'epcidina deriva da mutazioni del regolatore della sua produzione, l'emojuvelina.

L'epcidina ha dimostrato di possedere un'attività antifungina piuttosto consistente, mentre al momento non sembra avere attività antibatterica. Questo accade perché "sequestrando" il ferro all'organismo, di fatto non lo rende disponibile nemmeno ai parassiti, diminuendo considerevolmente la loro vita.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'epcidina venne scoperta più o meno contemporaneamente da due gruppi indipendenti di ricercatori, mentre studiavano le proprietà antimicrobiche di alcuni peptidi. Inizialmente venne chiamata LEAP-1 Liver-Expressed Antimicrobial Protein (Proteina Antibatterica Espressa dal Fegato)[2] e successivamente epcidina (dall'inglese "Hep-" per fegato e "-cidin" per battericida).[3]

Subito dopo la sua scoperta venne alla luce il suo ruolo nell'omeostasi del ferro: nel topo la sua produzione aumentava con il "carico" di ferro, così come durante l'infiammazione. Topi geneticamente modificati per esprimere una grande quantità di epcidina morivano poco dopo la nascita a causa di una severa deficienza di ferro, suggerendo ancora il ruolo centrale dell'epcidina nella regolazione dell'omeostasi del ferro.

La prima evidenza che collegava l'epcidina con una condizione clinica umana, l'anemia da malattia cronica, venne dal laboratorio di Nancy Andrews a Boston. Qui vennero analizzati i casi di due pazienti affetti da tumore epatico che avevano sviluppato una severa anemia microcitica da carenza di ferro che però non rispondeva alla somministrazione massiccia di ferro. Il tessuto tumorale infatti produceva grandi quantità di epcidina, ed una volta rimosso fu ristabilita anche una corretta omeostasi del ferro. Queste scoperte, messe insieme, suggerirono il ruolo dell'epcidina nell'omeostasi del ferro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ganz T, Hepcidin, a key regulator of iron metabolism and mediator of anemia of inflammation in Blood, vol. 102, n. 3, agosto 2003, pp. 783–8. DOI:10.1182/blood-2003-03-0672, PMID 12663437.
  2. ^ Krause A, Neitz S, Mägert HJ, Schulz A, Forssmann WG, Schulz-Knappe P, Adermann K, LEAP-1, a novel highly disulfide-bonded human peptide, exhibits antimicrobial activity in FEBS Lett., vol. 480, n. 2-3, settembre 2000, pp. 147–50. DOI:10.1016/S0014-5793(00)01920-7, PMID 11034317.
  3. ^ Park CH, Valore EV, Waring AJ, Ganz T, Hepcidin, a urinary antimicrobial peptide synthesized in the liver in J. Biol. Chem., vol. 276, n. 11, marzo 2001, pp. 7806–10. DOI:10.1074/jbc.M008922200, PMID = 11113131.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Camaschella C, Understanding iron homeostasis through genetic analysis of hemochromatosis and related disorders in Blood, vol. 106, n. 12, 2005, pp. 3710–7. DOI:10.1182/blood-2005-05-1857, PMID 16030190.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]