Epatite D

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Epatite D
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 070.31
ICD-10 (EN) B17.0, B18.0

L'epatite virale D è una epatite virale causata dal virus HDV, chiamato anche "virus delta".

Eziopatogenesi[modifica | modifica wikitesto]

L’HDV è un virus con genoma a RNA monocatenario che codifica per un solo tipo di proteina, l'antigene delta: questo antigene presente nel sangue consente la diagnosi da infezione da virus delta.

HDV è un virus difettivo che contagia l’uomo solo se è già presente l’HBV (coinfezione o sovrainfezione), il virus responsabile dell'epatite B.[1]

Può esserci una coinfezione da virus delta o una sovrainfezione. Nel primo caso si può avere una cronicizzazione dell'infiammazione con una sintomatologia più grave; nel secondo si può avere una epatite fulminante che porta rapidamente a morte.[2]

Trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Le vie di trasmissione del virus dell'epatite D sono simili a quelle per l'epatite B. L'infezione è in gran parte limitata alle persone ad alto rischio di infezione da epatite B, in particolare tossicodipendenti e persone sottoposte a trasfusioni di sangue o derivati non opportunamente controllate.[3] In tutto il mondo oltre 15 milioni di persone sono co-infettati.[3] HDV è raro nei paesi più sviluppati ed è per lo più associate all'uso di droghe per iniezione. Tuttavia, l'HDV è molto più comune nella regione mediterranea e nell'Africa sub-sahariana, nel Medio Oriente e nella parte settentrionale del Sud America.[4]

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

La profilassi è uguale a quella per l'epatite B: il vaccino per l'epatite B è infatti sufficiente ad evitare l'infezione da epatite D.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Makino S, Chang MF, Shieh CK, Toshio Kamahora, David M. Vannier, Sugantha Govindarajan e Michael M. C. Lai, Molecular cloning and sequencing of a human hepatitis delta (delta) virus RNA in Nature, vol. 329, nº 6137, 1987, pp. 343–6, DOI:10.1038/329343a0, PMID 3627276.
  2. ^ Fattovich G, Giustina G, Christensen E, M Pantalena, I Zagni, G Realdi e SW Schalm, Influence of hepatitis delta virus infection on morbidity and mortality in compensated cirrhosis type B in Gut, vol. 46, nº 3, marzo 2000, pp. 420–6, DOI:10.1136/gut.46.3.420, PMC 1727859, PMID 10673308.
  3. ^ a b Epatiti virali. URL consultato il 1º febbraio 2012.
  4. ^ Taylor JM, Hepatitis delta virus in Virology, vol. 344, nº 1, gennaio 2006, pp. 71–6, DOI:10.1016/j.virol.2005.09.033, PMID 16364738.
  5. ^ Epatite virale, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute. URL consultato il 1º febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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