Giorni epagomeni
I giorni epagomeni (dal greco: ἐπαγόμενα ἡμέρα, giorno supplementare) sono giorni che vengono aggiunti con una certa cadenza per avvicinare la durata dell'anno del calendario a quella dell'anno solare. Quasi tutti i calendari antichi possedevano giorni epagomeni, con cui veniva corretto l'accumulo degli errori.
[modifica] Antico Egitto
I giorni epagomeni erano 5 giorni che, nel calendario dell'Antico Egitto, venivano aggiunti alla fine dell'anno civile di 360 giorni affinché il capodanno cada più o meno esattamente dopo un anno solare da quello precedente.
Si narra che il dio Thot, associato alla sapienza e alla Luna, li avesse conquistati giocando una partita a senet. Atum aveva infatti vietato che dall'unione di Nut e di Geb nascessero figli. In tal modo, in questi cinque giorni, la dea Nut avrebbe invece potuto concepire da Geb quattro dei: Iside, Osiride, Nephthys e Seth. Nel quinto giorno, invece, sarebbe nato Horus, figlio di Iside e Osiride.
I giorni epagomeni erano aggiunti alla fine dell'anno civile subito prima del capodanno del nuovo anno. Nel calendario civile vago la data del capodanno era mobile e così pure i giorni epagomeni. Con la riforma alessandrina-augustea, che ancorò il calendario egizio a quello giuliano, venne introdotto un sesto giorno epagomeno, con funzioni analoghe al 29 febbraio dell'anno bisestile giuliano.
Dopo questa riforma i giorni epagomeni furono fissati come segue:
- 24 agosto: Nascita di Osiride
- 25 agosto: Nascita di Horus
- 26 agosto: Nascita di Seth
- 27 agosto: Nascita di Iside
- 28 agosto: Nascita di Nephthys