Entr'acte

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Entr'acte
Entr'acte 03.jpg
Una scena
Titolo originale Entr'acte
Paese di produzione Francia
Anno 1924
Durata 22 min
Colore B/N
Audio muto
Genere film sperimentale
Regia René Clair
Soggetto Francis Picabia
Sceneggiatura René Clair
Produttore Rolf de Maré
Fotografia Jimmy Berliet
Musiche Erik Satie
Interpreti e personaggi

Entr'acte è un film del regista francese René Clair del 1924.

Il film è considerato il manifesto del cinema dadaista ed una delle opere più significative delle avanguardie francesi nel cinema.[1]

« In Entr'acte la poetica dadaista si dispiega nel pieno della sua libertà, creando un cinema in cui le immagini, libere finalmente dall'obbligo di produrre un senso e di raccontare una storia, diventano autentiche protagoniste del film; non hanno altro fine che se stesse, giocano tra loro, si associano, si dissociano, si compongono, si scompongono, si ricompongono, in un film-balletto che esprime magnificamente la gioia di vivere e di guardare. »
(Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, p. 102.)

Trama[modifica | modifica sorgente]

Erik Satie, Francis Picabia, René Clair & Jean Börlin, Entr'acte, ottobre di 1924

Un cannone punta minaccioso sulla città di Parigi. Arrivano due personaggi (Satie e Picabia) che lo caricano e sparano. È un rutilare di immagini. Marcel Duchamp e Man Ray giocano a scacchi su una terrazza. Appare una piazza di Parigi al centro della scacchiera (Place Vendôme) e un getto d'acqua, come pioggia sulla piazza, rovescia la scacchiera.

La macchina da presa riprende da sotto, attraverso un pavimento trasparente su cui balla, una ballerina che si scopre poi essere barbuta; sfilano fantocci in treno la cui testa è un palloncino che si gonfia, pugili si esibiscono in place de l'Opéra; fiammiferi si muovono, sullo sfondo di una testa capelluta, poi si infiammano e l'uomo si gratta la testa; le colonne di un edificio vengono riprese da più angolazioni; una barchetta di carta "vola" sui tetti di Parigi; appaiono occhi rovesciati sullo sfondo del mare, un uovo bagnato da uno spruzzo d'acqua, un cacciatore in abiti tirolesi che mira all'uovo puntando il fucile dritto contro lo spettatore, poi centra l'uovo. La sua immagine si sdoppia e si moltiplica. Un colombo gli si poggia sul cappello; un altro cacciatore mira allora al tirolese, che cade giù dal tetto.

L'uovo ritorna integro. I partecipanti a un funerale, escono dalla chiesa, dietro a un carro funebre, trainato da un dromedario e adornato da ghirlande di pane da cui gli invitati staccano e mangiano pezzi. In discesa, il corteo funebre, nel quale si riconoscono molti degli artisti parigini dell'epoca amici del regista, tra cui Marcel Achard, Georges Charensol, Pierre Scize, Marcel Duchamp nelle vesti femminili di Rose Selavy, prende velocità. In un crescendo di frenesia, acuita dal contrapporsi di scene di gare automobilistiche, montagne russe e traffico cittadino, la bara si stacca e rotola via, finendo in un prato.

Tutti si recano attorno al catafalco che si apre e, nella sorpresa generale, esce un prestigiatore, che è lo stesso cacciatore, Jean Borlin, il divo dei balletti svedesi. Costui fa sparire la bara, e poi, uno a uno, tutti i presenti. Rivolge infine la bacchetta contro se stesso e lui pure sparisce.

Su un cartellone con la scritta fine irrompe, strappandolo, uno dei cannonieri della scena iniziale; poi un calcio lo fa tornare indietro e si vede la scena riavvolgersi e la scritta ritornare integra.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Titolo[modifica | modifica sorgente]

Il titolo si traduce in italiano come Intervallo o Intermezzo. Il film era nato per essere proiettato durante l'intervallo, tra i due tempi di un balletto istantaneista, Relâche, (Giorno di riposo), uno spettacolo dei Balletti Svedesi di Rolf de Maré.

La parola intervallo allude inoltre al dadaismo che concepisce l'opera d'arte, in questo caso l'opera cinematografica, libera da ogni struttura.[2]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Firma la sceneggiatura, composta solo di due pagine, il pittore Picabia.

Si racconta che Picabia aveva annotato su un foglio di carta da lettere intestata, del ristorante "Chez Maxim's", una serie di appunti da trasmettere al regista René Clair:

« Levarsi del sipario:
  • Carica al rallentatore di un cannone da parte di Satie e Picabia; il colpo dovrà fare il più rumore possibile. Durata totale: 1 minuto

Durante l'intermezzo:

  • Assalto di boxe con dei guanti bianchi su schermo nero.
  • Partita di scacchi tra Duchamps e Man Ray. Durata: 15 secondi
  • Getto d'acqua manovrato da Picabia che spazza via il gioco. Durata: 30 secondi
  • Giocoliere e Père La Colique. Durata: 30 secondi
  • Cacciatore che spara su un uovo di struzzo posto su un getto d'acqua, dall'uovo esce una colomba. Va a posarsi sulla testa del cacciatore. Un secondo cacciatore sparandole uccide il primo cacciatore. Cade. L'uccello vola via. Durata: 1 minuto. Proiezione scritta: 20 secondi
  • Ventun persone sdraiate sulla schiena mostrano la pianta dei piedi. Durata: 10 secondi. Proiezione manoscritta 15 secondi.
  • Danzatrice su uno specchio trasparente, ripresa da sotto. Durata: 1 minuto. Proiezione scritta: 5 secondi
  • Gonfiamento di palloni e di paraventi in caucciù sui quali saranno disegnate delle figure accompagnate da scritte. Durata: 35 secondi
  • Un funerale: carro funebre trainato da un cammello. Durata: 6 minuti. Proiezione scritta: 1 minuto »
(Testo originale di Picabia riportato da L'Avant-Scène du Cinéma, n. 86, novembre 1968.)

René Clair da queste indicazioni sommarie attinse temi che concertò, tagliò, ritmò e ampliò. [3]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Il film fu girato nel giugno del 1924.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Satie è autore della musica di accompagnamento del film, eseguita in sala da un'orchestra. È una musica ironica e ritmata, che si adatta fedelmente alle immagini.[4]

Nella sequenza del funerale si riconosce la citazione, in chiave di parodia, dell'incipit della Marcia funebre dell'opera 35 in Si Bemolle Maggiore di Chopin.[5]

Prima[modifica | modifica sorgente]

Lo spettacolo fu messo in scena al Théâtre des Champs Elysées nel dicembre 1924.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film ebbe un successo immediato e venne proiettato da solo nelle sale d'avanguardia.[6]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Claude Beylie:

« Questo film voleva essere, secondo Picabia, un "...intermezzo alle imbecillità quotidiane e alla monotonia della vita." È la testimonianza di un allegro furore iconoclasta, tipico degli "anni folli". [...] Si tratta di una sorta di "cinema automatico" nello spirito del movimento Dada, cui Picabia si rifaceva. Clair vi aggiunge un omaggio a Georges Méliès e agli insegnamenti della Pathé che lo avevano incantato anni prima. Diversamente da Un chien andalou, molto più aggressivo, che Luis Buñuel e Salvador Dalì realizzeranno quattro anni più tardi, Entr'acte non vuole affatto scioccare ma solo divertire. »
(Claude Beylie, I capolavori del cinema, p. 36.)

Tecnica cinematografica[modifica | modifica sorgente]

Entr'acte è un gioco in cui ritroviamo le vecchie attrazioni del cinematografo: la sovrimpressione, la dissolvenza incrociata, lo split-screen, il rallenty, l'accelerato, il primo piano, la soggettiva, il montaggio puramente ludico, la fuga-inseguimento, la sparizione alla Meliés.[7]

Influenze culturali[modifica | modifica sorgente]

Molti particolari tipicamente dadaisti si potevano riconoscere nelle commedie scritte allora da Louis Aragon e Tristan Tzara, ma molte gag, specialmente nella seconda parte, provenivano dalle comiche d'anteguerra, di cui il dadaismo aveva subito l'influsso, Feuillade, Jean Durand, Pathé, Mack Sennett. [8]

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

La sequenza, in particolare il corteo che insegue il carro funebre, è stata citata più volte, anche in tempi recenti, in alcuni film italiani:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Claude Beylie, I capolavori del cinema, p. 36.
  2. ^ Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, p. 102.
  3. ^ Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale, p. 266-268.
  4. ^ Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale, p. 268
  5. ^ Roberto Calabretto, Satie, Milhaud et le « collage » musical, nella rivista 1895 - Musique!, n. 38, 2002-2003. On line: http://www.cairn.info/revue-1895-2002-3.htm
  6. ^ Claude Beylie, I capolavori del cinema, p. 36.
  7. ^ Grignaffini Giovanna, René Clair, pp. 28-36.
  8. ^ Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale, p. 267-68.

nel "il circo" di Fellini è citato il funerale di Entr'acte

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Claude Beylie, I capolavori del cinema, Vallardi, Milano 1990. ISBN 88-11-92332-8
  • Sceneggiatura di Entr'acte, a cura di Glauco Viazzi, Milano, Poligono, 1945 e in L'Avant-Scène, n. 86, novembre 1968.
  • Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, Venezia, Marsilio Editori, 2007. ISBN 978-88-317-9297-4
  • Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale dalle origini ai nostri giorni, traduzione di Mariella Mammalella, Feltrinelli, Milano 1964.
  • Costa Antonio, Il cinema e le arti visive, Einaudi, Torino 2002.
  • Grignaffini Giovanna, René Clair, La Nuova Italia, Firenze 1979.
  • Erik Satie, Correspondance presque complète, Paris, Fayard/ Imec, 2000.
  • Francis Picabia, Satie et la première d’Entr’acte, in "L’Avant-Scène", n° 86, novembre 1968.
  • Francis Picabia, Portrait de l'auteur par lui-meme, Centre Pompidou, Paris 1976. Catalogo della mostra tenuta a Galeries nationales du Grand palais 23 gennaio - 29 marzo 1976.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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