Enrico Merengo

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Statua di Francesco Barbaro sulla facciata della Chiesa di Santa Maria del Giglio (Venezia)
Statua di Merengo sulla facciata della Scuola dell'Angelo Custode, costruita nel 1713 su progetto di Andrea Tirali in Campo Santi Apostoli

Enrico Merengo, o Heinrich Meyring (Rheine, ... – Venezia, 11 febbraio 1723), è stato uno scultore tedesco naturalizzato italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le sue origini sono abbastanza incerte. Nacque in una famiglia di scultori, probabilmente da Heinrich il Vecchio e da Stine Beckering. L'anno di nascita potrebbe essere il 1638-39, come si ricava da alcuni documenti coevi che ne riportano l'età («di Ani 34» nel 1672, «di anni 52» nel 1690, «d'anni 84 in circa» nell'atto di morte del 1723). Di recente, tuttavia, Rudolf Breuing ha individuato negli archivi un Heinrich Meyring nato nel 1628 e battezzato con lo stesso nome del padre: questa ipotesi anticipa quindi la data di nascita di circa dieci anni e farebbe il Merengo morto ultranovantenne; secondo Silvia Wolff, d'altra parte, Breuing si sarebbe confuso con un omonimo fratello primogenito, morto in giova età.

Prima del 1672 lo scultore si trasferì a Venezia e il suo nome venne di conseguenza italianizzato (alternativamente Hendrich, Andric, Arrigo, Enrico, Henrico, Einrich e Megring, Mavierinch, Meyrinch, Meyringo). Una certa confusione insorse attorno alla sua nazionalità, visto che alcuni lo ritennero fiammingo, altri austriaco.

Quanto alla famiglia, sappiamo dell'esistenza di una sorella, Alheid (nata nel 1630), e di un fratello, Bernd (1631). A quest'ultimo andò il compito di condurre la bottega di scultura che il padre aveva avviato a Rheine. Di Heinrich il Vecchio e di Bernd ci sono pervenute diverse opere: se il primo mostra una certa abilità basata sui principî di equilibrio, l'altro risulta nel complesso meno capace, specialmente nella resa delle proporzioni.

Evidentemente, quindi, il Merengo si sarebbe formato nella bottega paterna, ma la sua formazione precedente al trasferimento a Venezia ci è del tutto sconosciuta. Una volta passato in Laguna potrebbe essere entrato in contatto con Giusto Le Court; lo confermerebbero non solo alcune vicinanze stilistiche, ma anche alcune coincidenze storiche: fu lui a concludere l'altare maggiore della chiesa delle Vergini, rimasto incompiuto dopo la morte dell'artista fiammingo, inoltre viveva nella parrocchia di San Felice dove l'altro teneva bottega.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Nelle chiese di Venezia:

Altri luoghi:

  • Scuola dell'Angelo a Venezia: statua dell'Angelo Custode sulla facciata.
  • Villa Manin a Passariano: la cappella gentilizia[2].
  • A Valsanzibio: il giardino contiene ben settanta statue con motti didascalici incisi sul basamento, eseguite da Enrico Merengo, tra cui si ricordano la personificazione del Tempo, Endimione, Argo, Tifeo e Polifemo.
  • Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore Comune di Nimis: grande altare marmoreo.
  • Chiesa Parrocchiale di Barcola (Trieste), San Matteo.
  • Villa Barbarigo sui colli Euganei: statue nel giardino.
  • Palazzo del Monte a Udine, sede della Cassa di Risparmio del Friuli-Venezia Giulia: Cappella di Santa Maria, Pietà.
  • a Padova nella Basilica di Santa Giustina, Angelo sull'altare di Santa Felicita.
  • Bassano del Grappa, Santa Maria in Colle, Madonna del Rosario.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ San Cassiano
  2. ^ La cappella gentilizia a Passariano

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]