Enrico IV d'Inghilterra

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« Inquieto giace il capo che porta la corona. »
(Re Enrico IV d'Inghilterra.)
Enrico IV
Ritratto immaginario del re risalente al 1620
Ritratto immaginario del re risalente al 1620
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
Stemma
In carica 30 settembre 1399 -
20 marzo 1413
Predecessore Riccardo II
Successore Enrico V
Nome completo Enrico Bolingbroke
Altri titoli conte di Derby, conte di Northampton, duca di Lancaster e duca di Hereford
Nascita Castello di Bolingbroke, Lincolnshire, Inghilterra, 3 aprile 1367
Morte Westminster, Londra, Inghilterra, 20 marzo 1413
Casa reale Lancaster
Padre Giovanni di Gand
Madre Bianca di Lancaster
Consorte Maria di Bohun
Giovanna di Navarra
Figli Enrico V di Monmouth, re d'Inghilterra,
Tommaso di Lancaster, 1º Duca di Clarence,
Giovanni di Lancaster, 1º Duca di Bedford,
Humphrey di Lancaster, 1º duca di Gloucester
Bianca di Lancaster, Elettrice Palatina e
Filippa di Lancaster, regina di Danimarca, Norvegia e Svezia
Firma Henry IV Signature.svg
Regno d'Inghilterra
Lancaster

Red Rose Badge of Lancaster.svg

Enrico IV (1400–1413)
Enrico V (1413–1422)
Enrico VI (1422–1471)

Enrico di Bolingbroke in inglese: Henry (of) Bolingbroke (pron. /ˈbɒlɪŋˌbrʊk/) (Bolingbroke, 3 aprile 1367Westminster, 20 marzo 1413) fu re d'Inghilterra dal 1399 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio quartogenito del duca di Lancaster e futuro duca d'Aquitania, Giovanni di Gand e di Bianca di Lancaster, figlia di Enrico Plantageneto (1310-1361)[1] e di Isabella di Beaumont.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli anni giovanili[modifica | modifica sorgente]

Enrico nacque nel Castello di Bolingbroke nel Lincolnshire, da qui il nome con cui è conosciuto, "Enrico di Bolingbroke". Suo padre, Giovanni di Gand fu il maschio quartogenito ma il più anziano dei figli sopravvissuti di re Edoardo III d'Inghilterra, e acquisì una posizione di considerevole influenza durante la gran parte del regno di Riccardo II. Enrico, tuttavia, ebbe un rapporto abbastanza equivoco col suo coetaneo Riccardo: erano primi cugini e compagni d'infanzia, e furono ammessi insieme all'Ordine della Giarrettiera nel 1377, ma Enrico partecipò alla ribellione dei Lords Appellanti, guidati da Thomas de Beauchamp, XII conte di Warwick Richard FitzAlan, X conte di Arundel, e suo zio, Thomas Woodstock, I duca di Gloucester[2] contro il re nel 1387.

Nel 1390, Enrico, con trecento cavalieri si recò nelle regioni baltiche e si unì ai cavalieri dell'Ordine Teutonico, nell'assedio di Vilnius. Ritornò in Inghilterra con alcuni prigionieri di nobili origini. Nel 1392, ritornò a combattere coi cavalieri teutonici nella crociata contro i prussiani e nelle crociate del Nord. Poi, alla fine di quello stesso anno, si recò in Terra Santa, dove a Gerusalemme confermò la sua fama di guerriero e di condottiero, e, alla fine del 1393, rientrò in Inghilterra.

Crisi del 1398 - 1399 e usurpazione del trono[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver ripristinato il suo potere, Riccardo non punì Enrico (molti degli altri baroni ribelli furono giustiziati o esiliati), e, nel 1397, elevò Enrico, già conte di Derby a duca di Hereford. Il rapporto tra Enrico e il re raggiunse una seconda crisi nel 1398, quando Riccardo bandì Enrico dal regno per dieci anni - con l'approvazione di Giovanni di Gand - per evitare una faida sanguinosa[3] tra Enrico di Bolingbroke e Thomas de Mowbray, I duca di Norfolk (che fu esiliato a vita).

Ma quando Giovanni di Gand morì il 3 febbraio 1399, nel castello di Leicester, si aprì la crisi che portò alla destituzione di Riccardo II. Riccardo infatti annullò i documenti giuridici che avrebbero concesso automaticamente a Enrico l'eredità paterna delle terre e dei titoli dei Lancaster. Anzi Riccardo si appropriò dell'eredità ed Enrico avrebbe dovuto richiedere le stesse terre a Riccardo. Dopo una certa esitazione, Enrico, ritenendo di non poter più rispettare l'autorità di Riccardo, incontrò l'esiliato Thomas FitzAlan, nuovo conte di Arundel dopo la morte del fratello, ex (e futuro) Arcivescovo di Canterbury, che aveva perso la sua posizione a causa della sua partecipazione alla ribellione con i Lord Appellanti. Enrico e Arundel ritornarono in Inghilterra mentre Riccardo era in campagna militare in Irlanda. Durante l'assenza del re, Bolingbroke, abbastanza benvoluto, fu incitato ad impossessarsi della corona. Con Arundel come suo consigliere, allora Enrico di Bolingbroke iniziò una campagna militare, confiscando le terre a coloro che gli si opponevano ed ordinando ai suoi soldati di distruggere gran parte del Cheshire.

Enrico IV d'Inghilterra

Riccardo sbarcò nel Galles e si diresse a Chester dove era giunto anche Bolingbroke, il 9 agosto 1399. Riccardo fu catturato al castello di Conway in Galles[4] e portato a Chester, dove il 19 fu convocato il parlamento per il 30 settembre. Riccardo tentò la fuga ma fu catturato e condotto a Londra, dove la folla lo bersagliò di rifiuti. Riccardo fu custodito nella Torre di Londra ed alla fine fu costretto ad abdicare[5]. Su sua richiesta, fu portato davanti al parlamento, dove ufficialmente rinunciò alla corona e fu oggetto di 33 capi di accusa (incluse le sentenze di vendetta emesse contro i Lord).

Non gli fu permesso di rispondere alle accuse. Il parlamento accettò quindi Enrico Bolingbroke (Enrico IV). Enrico Bolingbroke aveva reclamato il trono, per discendenza[6], per diritto di conquista[7] e per elezione[8], fu un usurpatore, nei confronti di Riccardo II, prima e poi, scavalcando Edmondo Mortimer, quinto conte di March, allora di sette anni, che lo precedeva nel diritto di successione. Questa usurpazione portò in seguito, dopo circa cinquant'anni alla guerra delle due rose.
Riccardo, condannato a prigione a vita, fu detenuto nel castello di Pontefract e probabilmente ivi assassinato, dopo che in gennaio alcuni suoi partigiani avevano tentato una ribellione, (o fatto morire di fame) nel 1400. Morì intorno al 17 febbraio.

Re d'Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

L'incoronazione di Enrico, il 13 ottobre, 1399, fu di notevole importanza perché fatta per la prima volta in lingua inglese dalla Conquista normanna. Durante il primo anno di regno Enrico si consultò frequentemente con il parlamento, ma molte volte si trovava in disaccordo, soprattutto riguardo alla materia ecclesiastica. Su consiglio di Arundel, Enrico fu il primo re inglese che permise il rogo per gli eretici, in primo luogo per sopprimere il movimento dei Lollardi. Comunque tra i fautori di Enrico, alcuni si sentirono non gratificati a sufficienza per cui cominciarono ad appoggiare il giovane Edmondo Mortimer, V conte di March. Nel 1403 lo zio del conte di March, anch'egli di nome Edmondo Mortimer, si accordò col cognato Henry Percy "Hotspur" e con il principe di Galles, Owain Glyndŵr, per detronizzare Enrico IV a favore del conte, ma fallirono e Percy morì in battaglia.

Nel 1405, un gruppo di nobili si ribellò a Enrico IV e riuscì a rapire il conte di March e suo fratello Ruggero che si trovavano a Windsor, per condurli nel Galles, nella contea di March[9], ma i due Mortimer furono ripresi a Cheltenham, prima di giungere in Galles. Comunque, l'opposizione venne sconfitta definitivamente e coloro che erano stati fatti prigionieri vennero processati e giustiziati.

Politica con la Francia, con la Scozia ed il Galles e rapporti con la Hansa[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Enrico IV
Stemma
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore

Pur continuando a considerarsi re di Francia, Enrico IV non progettò mai un'invasione del continente, sia perché la sua salute malferma non lo spingeva a portare la guerra al regno di Francia e sia perché il suo impegno primario era rivolto alla politica interna, per mantenere la casata dei Lancaster sul trono d'Inghilterra, ma anche Carlo VI di Francia non aveva molta intenzione di riprendere la guerra, anche perché Enrico teneva prigioniera sua figlia, Isabella di Valois (1389-1409), la moglie di Riccardo II. Per questi motivi, nella guerra dei cent'anni, la tregua stipulata dal suo predecessore, Riccardo II, con Carlo VI resse per tutti i quattordici anni del regno di Enrico IV.

Dopo che gli scozzesi avevano ripreso le incursioni, Enrico, nel 1400, attaccò la Scozia, ma fu ignominiosamente fermato davanti a Edimburgo. Quando però gli scozzesi attaccarono, nel 1402, furono sconfitti e fermati, a Homildon Hill. Le incursioni continuarono sino al 1406, quando il figlio di Roberto III di Scozia, l'erede al trono di Scozia, Giacomo, fu catturato in mare mentre si recava in Francia.

Nel Galles invece vi furono rivolte antiinglesi e le guarnigioni inglesi furono attaccate. la situazione rimase incerta per alcuni anni, sino a quando la flotta francese portò aiuto ai gallesi. La situazione si placò dopo il 1407.

Appena salito al trono Enrico confermò i privilegi ai mercanti della Hansa; ma nonostante le buone intenzioni, come sotto il regno di Riccardo II, gli attacchi inglesi al naviglio anseatico, soprattutto prussiano, continuarono, per cui i mercanti inglesi furono espulsi da tutti i porti della Hansa, che inoltre boicottò i prodotti inglesi.
Ma a causa della richiesta del tessuto inglese sul continente il blocco dei prodotti inglesi non fu molto rigido e portò i responsabili della Hansa ad aprire trattative con Enrico che portò all'accordo del 1407 (gli accordi furono tre: uno col gruppo prussiano, un secondo col gruppo livone ed il terzo col resto della Hansa), che poneva termine al boicottaggio da una parte e agli attacchi al naviglio dall'altra. Una carestia del 1409, convinse Enrico a concedere ulteriori privilegi ai mercanti anseatici in quanto l'Inghilterra dipendeva dal grano proveniente dal continente. Ma prima della fine del suo regno, approfittando delle divisioni all'interno della Hansa, Enrico poté non tenere conto degli accordi del 1407, il naviglio anseatico fu nuovamente attaccato dagli inglesi mentre il commercio inglese era notevolmente ripreso e la città di Danzica aveva concesso ai mercanti inglesi di avere una loro associazione autonoma in un porto anseatico.

Declino e morte di Enrico IV[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi due anni di vita, la salute di Enrico continuava a peggiorare e si produsse una frattura col figlio, il principe di Galles, Enrico di Monmouth, che si ribellò apertamente, anche perché non condivideva la politica del padre nei confronti della Francia. Ma il 23 settembre 1412 Enrico di Monmouth arrivò a Londra con un numeroso seguito, ma si presentò da solo di fronte al re, che lo abbracciò e lo perdonò. Il futuro Enrico V fu giudicato e pienamente assolto[10]. Enrico IV morì a Westminster, il 20 marzo 1413. Enrico fu inumato nella Cattedrale di Canterbury, nel Kent.

Matrimoni e figli[modifica | modifica sorgente]

Nel 1381, a Rochford Hall, Essex, Enrico sposò Maria di Bohun figlia di Humphrey di Bohun, VII conte di Hereford, e di Giovanna Fitzalan. Maria a Enrico diede sei figli:

Il 7 gennaio 1403, Enrico sposò Giovanna di Navarra, figlia di Carlo II di Navarra, re di Navarra, e di Giovanna di Francia, da cui non ebbe figli.

Il dramma storico Enrico IV di William Shakespeare è incentrato sulle figure del re Enrico IV, di suo figlio il principe Enrico di Galles (il futuro Enrico V), e del godereccio e istrionico Falstaff, il "prediletto della Luna".

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enrico Plantageneto (1310-1361) era pronipote del primo conte di Lancaster, Edmondo il Gobbo, figlio del re d'Inghilterra e duca d'Aquitania, Enrico III.
  2. ^ Thomas Woodstock, I duca di Gloucester era il fratello minore di Edoardo il Principe Nero, padre di Riccardo II e di Giovanni di Gand, padre di Enrico.
  3. ^ Il duello tra Enrico e Thomas de Mowbray, I duca di Norfolk doveva risolvere la diatriba sorta tra i due che si accusavano a vicenda del tradimento nei confronti di Tommaso di Woodstock duca di Gloucester
  4. ^ Molto probabilmente Riccardo fu indotto con l'inganno a mettersi nelle mani di Enrico Bolingbroke: Enrico sarebbe diventato Steward (dispensiere) del regno mentre Riccardo sarebbe rimasto re.
  5. ^ Alcuni parlamentari protestarono che non si trattava di un atto libero del sovrano e che Riccardo aveva il diritto di essere ascoltato.
  6. ^ Enrico, figlio di Giovanni di Gand, quartogenito di Edoardo III d'Inghilterra, seguiva, nella linea ereditaria, Edmondo Mortimer, i suoi fratelli, Ruggero, Anna e Eleonora e gli altri discendenti di Lionello di Anversa.
  7. ^ Le truppe fedeli a Enrico di Lancaster avevano battuto le truppe realiste e avevano catturato il re, Riccardo II, a Conway in Galles.
  8. ^ Il parlamento aveva accettato l'abdicazione di Riccardo II e aveva approvato l'elezione di Enrico di Lancaster.
  9. ^ Molto probabilmente i ribelli avevano l'appoggio di Edmondo Mortimer, lo zio del conte Edmondo e di Ruggero.
  10. ^ l'accusa era di essersi impadronito delle paghe della guarnigione di Calais.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Weiner, "La Hansa", cap. XII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 460-500
  • A. Coville, "Francia: armagnacchi e borgognoni (1380-1422)", cap. XVII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 642-672
  • Bernard L. Manning, "Inghilterra: Edoardo III e Riccardo II", cap. XIX, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 718-783
  • K.B. Mc Farlane, "I re della casa di Lancaster, 1399-1461", cap. XIII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 445-508.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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