Enrico Cerulli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Enrico Cerulli

Governatore dello Scioà
Durata mandato 1º gennaio 1939 -
5 maggio 1939
Predecessore Francesco Camero Medici
Successore Guglielmo Nasi

Dati generali
Professione semitista
Enrico Cerulli

Governatore dell'Harar
Durata mandato 5 maggio 1939 -
11 giugno 1940
Predecessore Guglielmo Nasi
Successore Guglielmo Nasi

Enrico Cerulli (Napoli, 15 febbraio 1898Roma, 19 settembre 1988) è stato un diplomatico e linguista italiano, specializzato in lingue semitiche.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cerulli frequentò l'Università degli Studi di Napoli Federico II e si laureò con una tesi sul diritto tribale dei somali migiurtini. Allo stesso tempo si formò studiando lingue etio-semitiche sotto Francesco Gallina, ma anche lingua araba e cultura islamica sotto Carlo Alfonso Nallino e Giorgio Levi Della Vida presso il Regio Istituto Orientale, oggi Università degli Studi di Napoli "L'Orientale".[1]

Nel tempo divenne famoso per i suoi studi sulle traduzioni in latino e antico francese del Kitāb al-Miʿrāj (Libro del Miʿrāj), celebre testo islamico in arabo, concernente l'ascesa al cielo di Maometto dalla Mecca a Gerusalemme e il suo viaggio in una sola notte (i musulmani discussero per 3 secoli se il racconto fosse da intendersi alla lettera o in senso mistico, optando infine per la prima soluzione), che secondo molti studiosi (Miguel Asín Palacios e Cerulli tra questi), aveva avuto una grande influenza su Dante e sulla sua Divina Commedia, grazie alle numerose versioni chiamate "Libro della Scala".

Fra l'inizio del 1939 e la metà del 1940, Cerulli fu inviato nel Corno d'Africa come funzionario coloniale e, in tale qualità, fu nominato governatore dello Scioa e quindi dell'Harar, due provincie dell'Africa Orientale Italiana. Fu altresì nominato capo dell'Ufficio politico per l'Africa Orientale del Ministero degli Esteri.

Nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale, il restaurato governo di Haile Selassie chiese alle Nazioni Unite la sua consegna per crimini di guerra, insieme ad altri nove alti funzionari italiani. L'ONU rispose alle richiesta accordando la sua chiamata a testimone, non quella a imputato. Il governo etiope in seguito lasciò cadere i capi di accusa ma bandì per sempre Cerulli dall'Etiopia, nonostante il suo alto contributo di studioso e l'uso di suoi libri da parte degli studiosi etiopici.[2]

Più tardi il Cerulli fu nominato ambasciatore in Iran, incarico nel quale rimase fra il 1950 ed il 1954.

Concluse il suo cursus honorum (che non lo portò mai all'insegnamento universitario malgrado la sua indiscussa eccellenza nel campo degli studi etiopici) come Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei di Roma.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • 1922: Folk-literature of the Galla of Southern Abyssinia. Cambridge, MA.
  • 1930-1933: Etiopia Occidentale (dallo Scioa alla frontiera del Sudan). Note del viaggio, 1927-1928. 2 voll., Roma.
  • 1931: Documenti arabi per la storia dell'Etiopia. Roma: G. Bardi.
  • 1936: Studi etiopici. Vol. I: La lingua e la storia di Harar. Roma: Istituto per l'Oriente.
  • 1936: Studi etiopici. Vol. II: La lingue e la storia dei Sidamo. Roma: Istituto per l'Oriente.
  • 1938: Studi etiopici. Vol. III: Il linguaggio dei Giangerò ed alcune lingue Sidama dell'Omo (Basket, Ciara, Zaissè). Roma; Istituto per l'Oriente. [ristampa: 1963]
  • 1943: Il Libro etiopico dei Miracoli di Maria e le sue fonti nelle letterature del Medio Evo latino. Roma.
  • 1943-1947: Etiopi in Palestina: storia della comunità etiopica di Gerusalemme. 2 voll., Roma: Libreria dello Stato.
  • 1949: Il Libro della Scala e la questione delle fonti arabo-spagnole della Divina Commedia. Città del Vaticano.
  • 1951: Studi etiopici. Vol. IV: La lingua Caffina. Roma: Istituto per l'Oriente.
  • 1956: (ed.) Atti di Krestos Samra. (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium, 163-164; Scriptores Aetiopici, 33-34) Louvain.
  • 1957-1964: Somalia: scritti vari editi ed inediti. 3 voll.
  • 1958: Storia della letteratura etiopica. Milano. [3ª ed. 1968].
  • 1958-1960: Scritti teologici etiopici dei secoli XVI-XVII. 2 voll., Città del Vaticano.
  • 1959: (ed.) Atti di Giulio di Aqfahs. (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium, pp. 190–191; Scriptores Aetiopici, 37-38) Louvain.
  • 1971: (con Fabrizio A. Pennacchietti) Testi neo-aramaici dell’Iran settentrionale. Napoli: Istituto Universitario Orientale di Napoli.
  • 1971: L'Islam di ieri e di oggi. Roma: Istituto per l'Oriente

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ricci 2003, p. 708b.
  2. ^ Pankhurst 19991, p. 124, 128.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Pankhurst, Richard (1999). "Italian Fascist War Crimes in Ethiopia", in: Northeast African Studies 6/1-2 (New series), pp. 83–140.
  • Ricci, Lanfranco (1988 [1990]). "Enrico Cerulli", in: Rassegna di Studi Etiopici 32, pp. 4–19; "Bibliografia" (by Gianfrancesco Lusini), pp. 20–44; "errata-corrige", 33 (1989 [1991]), pp. 197–198.
  • Ricci, Lanfranco (2003). "Cerulli, Enrico", in: S. Uhlig et al. (eds.), Encyclopaedia Aethiopica, Vol. 1: A-C (Wiesbaden: Harrassowitz), pp. 708b-709b.
  • Mallette, Karla (2010). European Modernity and the Arab Mediterranean. Pennsylvania University Press: Philadelphia
  • Celli, Andrea (2013). Gli studi di Enrico Cerulli su Dante: tra colonialismo e unità del Mediterraneo, in Idem. Dante e l'Oriente. Le fonti islamiche nella storiografia novecentesca. Roma: Carocci, pp. 25-70.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Governatore dello Scioà Successore
Francesco Camero Medici 1º gennaio 1939 - 5 maggio 1939 Guglielmo Nasi
Predecessore Governatore dello Harar Successore
Guglielmo Nasi 5 maggio 1939 - 11 giugno 1940 Guglielmo Nasi

Controllo di autorità VIAF: 110017

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie