Enrico Braggiotti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Enrico Braggiotti

Enrico Braggiotti (Zonguldak, 27 gennaio 1923) è un banchiere italiano, naturalizzato monegasco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Enrico Braggiotti nasce in Turchia il 27 gennaio 1923, da Stefano Braggiotti, Direttore della Banca Ottomana e discendente di un'antica famiglia veneziana trasferitasi nell'Impero Ottomano, e da Renata Solari. È sposato con Magda de Portu, nata a Parigi, anch'essa di famiglia italo-levantina. Padre di 4 figli: Gianluca, Gerardo, Sandra e Silvana. L'attrice e doppiatrice Francesca Braggiotti e il pianista Mario Braggiotti erano suoi cugini di secondo grado.

Enrico Braggiotti lascia la Turchia qualche settimana dopo la nascita e si stabilisce con i genitori e la sorella nel Principato di Monaco, dove risiedono, fin dall'inizio del secolo, il nonno Enrico Braggiotti anch'esso, e sua nonna Appolonie Trullet[1], quest'ultima appartenente ad una famiglia di navigatori originari di Saint-Tropez (suo nonno, Jean-François-Timothée Trullet fu comandante del Guerrier, vascello francese durante la battaglia di Aboukir). Nel 1993 fu incriminato per il caso Enimont per avere ricevuto dei pagamenti a titolo personale da Raul Gardini.

Dalla Banca Commerciale Italiana alla Compagnie Monégasque de Banque[modifica | modifica sorgente]

Entrato nella Banca Commerciale Italiana, intraprende un classico percorso di carriera all'interno della banca: all'inizio, nel 1950, è a Casablanca, in seguito, dal 1955, è in Italia; dal 1960 è alla Direzione Centrale a Milano, nel 1965 è membro del Comitato di Direzione centrale; Amministratore delegato nel 1984 e Presidente nel 1988.

Gli anni ottanta sono caratterizzati da una trasformazione del sistema bancario italiano verso la globalizzazione finanziaria, in particolare inizia la privatizzazione delle banche nazionali, tra cui l'emblematica Mediobanca. La Banca Commerciale è all'avanguardia in questo processo, grazie all'importante contributo nell'ambito della privatizzazione che Enrico Braggiotti apporta in virtù della sua posizione[2].

Nel 1990, Enrico Braggiotti lascia la Presidenza della Banca Commerciale Italiana e si ritira nel suo paese d'adozione: il Principato di Monaco. Qui prende la Presidenza della Compagnie Monégasque de Banque, dove succede al Governatore Pierre-Paul Schweitzer e partecipa al capitale, insieme ad un gruppo di monegaschi, tra cui la famiglia del notaio Jean-Charles Rey. In seno al Consiglio di Amministrazione, si circonda di personalità quali Raymond Barre, Antoine Bernheim, Jean-François Poncet, Raoul Biancheri, Henry Rey. La nazionalità monegasca gli viene accordata nel 1992. Viene anche nominato amministratore di stato della Société des Bains de Mer nel 1988.

Nel 2004, il Gruppo monegasco azionario della Compagnie Monégasque de Banque decide di vendere la sua partecipazione a Mediobanca. Nel 2006, Enrico Braggiotti lascia la presidenza.

La Monaco Méditerranée Foundation[modifica | modifica sorgente]

Enrico Braggiotti consacra il suo tempo alla Monaco Méditerranée Foundation (MMF) che organizza, sotto l'alto patronato di SAS il Principe Alberto II, un ciclo di conferenze con alcune personalità eminenti provenienti da Francia e Italia. La Monaco Méditerranée Foundation diventa in breve il principale promotore della vita culturale del Principato di Monaco. Inoltre, il governo del Principato incarica la MMF di coordinare le attività della Anna Lindh Foundation, alla quale partecipa fin dall'adesione del Principato all'Unione per il Mediterraneo (Union pour la Méditerranée).

I Consigli di Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua carriera, Enrico Braggiotti è stato inoltre amministratore della Lehman Brothers a New York, della BNP Paribas (Parigi), di Sudameris (Parigi), di Mediobanca (Milano), dei Ciments Français (Parigi)[3], della Société des Bains de Mer (Monaco) e Presidente della Compagnie Monégasque de Banque (Monaco).

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 21 luglio 1975[4]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 2 giugno 1986[5]
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
«Dopo aver compiuto gli studi in Francia e diversi stages bancari in Inghilterra, Italia e Stati Uniti, entrò nel 1950 nella Banca Commerciale Italiana dove ebbe diverse esperienze nelle filiali in Italia e all'estero, prima di esser chiamato nel 1960 in Direzione Centrale con il grado di Vice Direttore addetto ed assegnato al Servizio Titoli, Borsa e Intermediazione Finanziaria. Conseguì il grado di Condirettore Addetto nel 1962, di Direttore Addetto nel 1964 e di Condirettore Centrale nel 1965. Nel 1968 fu nominato Direttore Centrale. In seguito per quattro anni ricoprì la carica di Amministratore Delegato. Nel mese di Aprile gli è stata infine affidata la presidenza della grande banca di interesse nazionale.»
— 1988[6]
Ufficiale della Legione d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legione d'Onore (Francia)
Grand'Ufficiale dell'Ordine di San Carlo (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine di San Carlo (Monaco)
Commendatore dell'Ordine dei Grimaldi (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Grimaldi (Monaco)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Genealogia della famiglia Trullet
  2. ^ (FR) Intervista a Enrico Braggiotti su MaFinance
  3. ^ (FR) Ciments Français, rapporto annuale 2004
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Italo-levantini

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]