Enrichetto dal ciuffo

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Un'illustrazione della fiaba a opera di Gustave Doré

Riquet à la houppe ("Enrichetto dal ciuffo") è il titolo di una fiaba popolare francese, resa celebre dalla versione di Charles Perrault del 1697.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Una regina ebbe un figlio brutto e malfatto, per consolarla una fata le promise che suo figlio sarebbe stato pieno di spirito e di intelligenza e avrebbe avuto il potere di dare altrettanto spirito e intelligenza alla persona che avrebbe maggiormente amata. Il bambino venne chiamato Enrichetto dal ciuffo, perché era nato con un solo ciuffo di capelli.

Anni dopo, la regina di un regno vicino ebbe due figlie: la prima bella ma molto sciocca, la seconda bruttissima ma molto intelligente e spiritosa. La stessa fata diede alla primogenita la facoltà di rendere bella la persona che avrebbe amato di più.

Un giorno la maggiore delle due principesse, andata in un bosco a piangere sulla sua disgrazia, incontra il principe Enrichetto, che avendo visto il ritratto di lei, si era subito innamorato della principessa.

Il principe vedendo che la fanciulla era triste e malinconica per via della sua stupidità, le rivelò il suo potere di renderla intelligente e le propose di sposarla alla fine dell'anno.

La principessa proprio per il suo poco spirito, pensò che la fine dell'anno non sarebbe mai venuta e accettò la proposta. Da quel momento la principessa divenne tanto intelligente che il re prese a consultarla per i suoi affari di Stato.

L'anno a venire la principessa sposò il principe che doveva divenire il più bello del mondo, ma la metamorfosi non fu dovuta in realtà al potere delle fate ma solo alla forza dell'amore. Infatti la principessa, avendo riflettuto sulla perseveranza del suo innamorato e su tutte le buone qualità del suo animo, non vide più né la deformità del suo corpo, né la bruttezza del suo viso.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Il tema centrale è quello della metamorfosi. In particolare Perrault vuole sottolineare che la bellezza morale o fisica non esiste se non negli occhi delle persone.

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