Enrichetta d'Inghilterra

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Enrichetta Stuart
Portrait of Henriette of England, Duchess of Orléans seated in a landscape from the studio of Sir Peter Lely (detailed oval portrait).jpg
Duchessa d'Orléans
In carica 31 marzo 1661 – 30 giugno 1670
Trattamento Altezza reale
Altri titoli Principessa reale d'Inghilterra
Nascita Bedford House, Exeter, Inghilterra, 16 giugno 1644
Morte Castello di Saint-Cloud, Francia, 830 giugno 1670
Sepoltura 4 luglio 1670
Luogo di sepoltura Basilica Reale di Saint-Denis, Francia
Padre Carlo I d'Inghilterra
Madre Enrichetta Maria di Francia
Consorte Filippo di Francia, Duca d'Orléans
Figli Maria Luisa, Regina di Spagna
Anna Maria, Regina di Sardegna
Religione Chiesa d'Inghilterra
cattolica romana

Enrichetta Anna Stuart (Exeter, 16 giugno 1644Saint-Cloud, 30 giugno 1670) nata Principessa d'Inghilterra e Scozia come figlia minore di Carlo I d'Inghilterra e di Enrichetta Maria di Francia.

Fuggendo dall'Inghilterra con la sua governante all'età di tre anni, si trasferì alla corte di suo cugino di primo grado Luigi XIV di Francia, dove fu nota come Minette.[1] In seguito sposò Filippo di Francia, fratello di Re Luigi XIV, noto come Monsieur a corte, e diventò nota come Madame.[2]

Molto popolare con la corte in gran parte a causa della sua natura civettuola, il suo matrimonio fu segnato da frequenti tensioni.[3] Enrichetta fu determinate nei negoziati del trattato segreto di Dover prima della sua prematura morte nel giugno 1670. I pretendenti giacobiti al trono di Gran Bretagna in seguito alla morte di Enrico Benedetto Stuart discendono da lei attraverso sua figlia Anna Maria, regina di Sardegna.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia in Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

La principessa Enrichetta, ritratta da Antoon van Dyck.

La principessa Enrichetta nacque a Bedford House nell'Exeter il 16 giugno 1644, alla vigilia della seconda battaglia di Newbury durante la guerra civile inglese.[4] Suo padre era Carlo I d'Inghilterra, sua madre la figlia minore di Enrico IV di Francia e Maria de' Medici. Per tutta la vita, Enrichetta avrebbe goduto di uno stretto legame con sua madre, la regina Enrichetta Maria. I suoi legami con la corte di Francia come nipote di re Luigi XIII e cugina di primo grado di Luigi XIV si sarebbe rivelata molto utile nel corso della vita.

Poco prima della nascita di Enrichetta, sua madre fu obbligata a partire da Oxford per Exeter, dove era arrivata il 1º maggio 1644. Molti pensarono che non sarebbe sopravvissuta al parto a causo delle sue condizioni di salute in quel periodo.[5] Dopo un parto particolarmente difficile, la principessa fu affidata alle cure di Anne Villiers, contessa di Morton, nota a quel tempo come Lady Dalkeith.[6] Per la sicurezza della neonata principessa, la regina decise di andare verso Falmouth e poi ritornare in Francia per chiedere a Luigi XIV di aiutare gli sforzi bellici di suo marito. Arrivando a Falmouth a metà luglio, la regina fu informata che la principessinna si era ammalata di convulsioni, da cui si riprese.

Il 26 luglio, Enrichetta incontrò suo padre, Carlo I d'Inghilterra, per la prima volta. Primo del suo arrivo, il re aveva dato ordine che la principessa fosse battezzata secondo i riti della Chiesa anglicana, e fu battezzata Enrichetta nella Cattedrale di Exeter il 21 luglio.[7] Un baldacchino di Stato fu eretto in onore della sua dignità di "principessa d'Inghilterra".[8] Venne fatta trasferire a Oatlands Palace, fuori Londra, dove la principessa e la sua casa vissero per circa tre anni prima di fuggire in segreto nel giugno 1646: Lady Dalkeith assicurò il felice arrivo di Enrichetta in Francia dove ella si riunì alla madre.[9]

Vita e matrimonio in Francia[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Madame, poco dopo le nozze.

Durante il suo soggiorno alla corte di Francia, alla principessa fu dato il nome di Anna in onore di sua zia Anna d'Austria.[7] Al suo primo arrivo, era nota come Henriette d'Angleterre o la princesse d'Angleterre in Francia. A lei e a sua madre furono dati degli appartmenti al Louvre, una pensione mensile di 30 000 livres e l'utilizzo del Castello di Saint-Germain-en-Laye. Questa istituzione sontuosa presto diminuì poiché tutto il denaro che la regina Enrichetta Maria riceveva era dato a suo marito in Inghilterra o ai cavalieri esiliati che erano fuggiti in Francia.[10] Durante la Fronda, la guerra civile che infuriò in Francia tra il 1648 e il 1653, Enrichetta e sua madre rimasero al Louvre.

Nel febbraio 1649, la madre di Enrichetta fu informata dell'esecuzione di suo marito Carlo I, che era stato decapitato il 30 gennaio. Alla fine della Fronda, Enrichetta Maria e sua figlia si trasferirono al Palais Royal con il giovane Luigi XIV e sua madre e suo fratello Filippo. Allo stesso tempo, la Regina Enrichetta Maria decise che sua figlia, che era stata battezzata nella chiesa anglicana, fosse allevata da cattolica romana.[11] Con l'arrivo del fratello di Enrichetta, Enrico Stuart, Duca di Gloucester, nel 1652, la loro piccola corte crebbe.

Dopo che la Fronda fu terminata, la corte francese pose una priorità sulla ricerca di una sposa per il giovane re di Francia. La Regina Enrichetta Maria suggerì l'idea di una unione tra Enrichetta e Luigi, ma la Regina Anna respinse l'idea, preferendo invece sua nipote, Maria Teresa d'Austria.[12] Luigi e Maria Teresa si sposarono nel giugno 1660, dopo che la Regina Anna rivolse le sue attenzione al figlio celibe Filippo. Mentre risiedevano allo Château de Colombes, la residenza personale di Enrichetta Maria fuori Parigi, madre e figlia appresero della restaurazione della monarchia in Inghilterra sotto il fratello di Enrichetta Carlo II,[13] e ritornarono a Parigi. Questo cambiamento indusse Filippo, un fiammeggiante omosessuale che era stato parte in causa di una serie di scandali sessuali, a chiedere ad Enrichetta di sposarlo. Prima di ciò, voci a corte affermarono che Enrichetta aveva ricevuto varie proposte da Carlo Emanuele II di Savoia e dal Gran Principe di Toscana ma nulla si concretizzò a causa del suo status di esule.[14]

Un impaziente Filippo era ansioso di assicurarsi di sposare Enrichetta il più presto possibile, ma la Regina Enrichetta Maria era intenzionata ad andare in Inghilterra per estinguere i suoi debiti, assicurare una dote per Enrichetta ed impedire le annunciate nozze del Duca di York con Anne Hyde, una ex damigella d'onore della Princess Royal.[15] Durante questo periodo, Enrichetta rimase turbata quando suo fratello il Duca di Gloucester morì di vaiolo nel settembre 1660.[16] In ottobre, Enrichetta e sua madre si imbarcarono a Calais per Dover, dove soggiornarono al Castello di Dover. La corte francese chiese ufficialmente la mano di Enrichetta il 22 novembre e la sua dote fu organizzata. Carlo II acconsentì a dare a sua sorella una dote di 840 000 livres[17] e ulteriori 20 000 per altre spese. Inoltre le fu dato, come dono personale, un appannaggio di 40 000 livres l'anno e lo Château de Montargis come residenza privata.[18]

Il ritorno di Enrichetta in Francia fu ritardato dalla morte per vaiolo della Principessa d'Orange. Lasciò infine l'Inghilterra nel gennaio 1661. Ritornando in Francia, lei e Filippo firmarono il loro contratto di matrimonio al Palais Royal il 30 marzo 1661; la cerimonia ebbe luogo il giorno successivo.[19] Il matrimonio fu grandemente celebrato e lei e suo marito si trasferirono al Palazzo delle Tuileries.[20] Poiché aveva sposato Monsieur, Enrichetta fu definita Madame, la duchesse d'Orléans.[21]

Enrichetta come Minerva che mantiene un ritratto di Monsieur, di Antoine Mathieu.

Il matrimonio cominciò bene e Filippo sembrava essere un marito affettuoso. L'anno dopo il matrimonio, Enrichetta diede alla luce una bambina poi battezzata Maria Luisa. La paternità della piccola fu messa in dubbio dalla corte che riteneva Luigi XIV o il Conte di Guiche, come il vero padre. Enrichetta e Guiche avevano cominciato una relazione all'inizio del suo matrimonio, nonostante il suo essere stato un ex amante di Filippo.[22] Questi flirt provocare nell'una volta adorante Filippo a diventare fortemente geloso si lamentò con la regina Anna, che rimproverò sia Luigi che Enrichetta

Poco dopo, Luigi cominciò una relazione con Louise de La Vallière, una delle dame di compagnia di Enrichetta, che era entrata nella sua casa alla fine del 1661 e aveva protetto Enrichetta per quel che concerne la sua relazione con Guiche. Il successivo figlio della coppia era un maschio e nacque nel luglio 1664 e a cui fu dato il titolo di Duca di Valois. Il bambino, tuttavia, morì nel 1666 di convulsioni dopo essere stato battezzato Filippo Carlo alcune ore prima della morte. La perdita del piccolo duca di Valois afflisse Enrichetta profondamente.[23] Diede alla luce una figlia nata morta nel luglio 1665,[24] ma un'altra femmina nacque nel 1669 che fu battezzata Anna Maria nel 1670.

Nel 1666, l'amante più importante di suo marito, lo Chevalier de Lorraine, si legò alla famiglia Orléans[25] – Lorraine avrebbe spesso gareggiato per il potere all'interno della casa di Filippo, una disposizione insolita per il tempo.

Enrichetta è stata spesso elogiata come una principessa colta e per la sua corrispondenza con Moliere, Racine, La Fontaine, Bussy-Rabutin ed altri di rilievo.[26] Era anche un amante del giardinaggio, e fu lei che creò un giardino d'acqua al Palais Royal.[27] Enrichetta accumulò anche una collezione di dipinti di grandi dimensioni e di prestigio che comprendeva dipinti di Van Dyke e Correggio.[28] La sua personalità attiva ha indotto gli storici a pensare che mostrasse segni di anoressia nervosa.[29]

Verso la fine del 1669, Enrichetta perse sua madre, che morì dopo aver assunto una quantità eccessiva di oppiacei come antidolorifico.[30] Enrichetta fu devastata, e la situazione non le fu di aiuto dall'immediata fretta di Filippo di rivendicare tutti i suoi averi prima che ella fossa ancora stata sepolta.

Trattato Segreto di Dover[modifica | modifica sorgente]

Enrichetta fu determinante nelle trattative diplomatiche tra la sua nativa Inghilterra e l'adottiva Francia. Suo fratello Carlo II, con il quale aveva sempre avuto un forte legame, stava tentendo di stabilire una relazione più stretta con la Francia. Essendo stato in discussione dal 1663, non fu fino al 1669 che Carlo II mise in moto gli ingranaggi ammettendo pubblicamente di voler diventare cattolico romano e impegnadosi a portare Inghilterra sotto il cattolicesimo romano. era impaziente di visitare la sua patria e Luigi XIV la incoraggiò in modo che il trattato fosse stipulato. Filippo, tuttavia, seccato da Enrichetta per il suo flirt con Guiche ed i suoi precedenti amanti, rimase fermamente convinto che non le si doveva permettere a lamentarsi dal re inglese e che dovesse rimanere al suo fianco in Francia. Appellandosi al re francese, riuscì a organizzare per lei a viaggiare in Inghilterra, dove arrivò a Dover il 26 maggio 1670, rimanendo lì fino al 1 giugno, giorno della firma del trattato.[31]

Carlo doveva abbandonare la Triplice alleanza dell'Inghilterra con la Svezia e le Province Unite in favore dell'assistenza a Luigi XIV nella conquista delle Province Unite, che egli rivendicava per sua moglie la regina Maria Teresa come parte della sua dote non pagata. A condizione che la conquista fosse completata con successo, all'Inghilterra furono promesse diversi porti molto redditizi lungo uno dei fiumi più importanti che attraversavano la Repubblica Olandese. Il trattato non fu reso pubblico fino al 1830.[32] Dopo il periodo trascorso in Inghilterra, ritorno in Francia il 18 giugno.[33]

Morte controversa[modifica | modifica sorgente]

Ritratto postumo di Enrichetta commissionato da suo fratello e ritratto da Samuel Cooper.

Nel 1667 Enrichetta cominciò a lamentarsi di un intermittente, dolore intenso al fianco. Cominciati nell'aprile 1670, secondo i rapporti, Enrichetta cominciò ad avere problemi digestivi così gravi che poteva consumare solo latte.[34] Ritornando in Francia dopo il trattato, Enrichetta andò a stare a Saint Cloud con suo marito il 26 giugno.[35] Il 29 giugno, alle cinque, Enrichetta bevve un bicchiere d'acqua di cicoria.

Secondo i rapporti, subito dopo aver bevuto l'acqua sentì un dolore al fianco e gridò, «Ah! Che dolore! Che cosa devo fare! Devo essere stata avvelenata!»[36] Subito si presuppose che era stata avvelenata e fu richiesto sia un antidoto sia che qualcuno esaminasse l'acqua di cicoria.[34] Le furono somministrati trattamenti contemporanei per le coliche, che anti veleni.[34] La famiglia reale arrivò a Saint Cloud avendo appreso la notizia in poche ore. Il Vescovo Bossuet fu chiamato e poi le somministrò il Sacramento. Alle due del mattino del 30 giugno 1670, la Principessa Enrichetta morì.[29]

Il chevalier de Lorraine ed il marchese d'Effiat si diceva da molti fossero stati complici di aver avvelenato Enrichetta.[29] Diciassette francesi e due medici inglesi, l'ambasciatore britannico e circa cento altri spettatori osservarono l'autopsia, e benché il rapporto ufficiale dichiarava: "morte per colera morbus (gastroenterite) causata da bile riscaldata", molti osservatori furono in disaccordo.[34]

Enrichetta fu sepolta nella Basilica Reale di Saint Denis il 4 luglio, un'altra funzione fu tenuta il 21 luglio. Tutti i principali enti pubblici tra cui il Parlamento, tribunali di legge, l'Assemblea del Clero e le corporazioni della città erano rappresentati, come pure i membri della nobiltà e il pubblico in generale. La regina Maria Teresa era presente con il re di Polonia, Giovanni II Casimiro, l'ambasciatore inglese, il Duca di Buckingham. I Principi del sangue francesi erano presenti nonché la mole della nobiltà.

Ultimi fra tutti vennero i membri della casa di Monsieur e Madame, portando torce nelle loro mani. Un mausoleo, circondato da altari e urne d'argento, e ornata con una folla a lutto di statue allegoriche, tra cui la Gioventù, la Poesia e la Musica erano evidenti, fu eretto al centro del coro. Lì fu alloggita la bara, coperta da un panno d'oro, bordato di ermellino, e ricamato con gli stemmi di Francia e Inghilterra in oro e argento. Ognuno avendo preso i loro posti centinaia di candele scoppiarono in fiamme dando una nuvola d'incenso; e l'Arcivescovo di Reims assistito da altri vescovi, iniziò la funzione, cantata dai musicisti del re organizzati da Lully.[37] Monsieur si sposò nuovamente nel 1671 con Elisabetta Carlotta del Palatinato, che, come Enrichetta, era discendente di Maria Stuarda, condividendo Giacomo I d'Inghilterra come antenato comune.[38] Monsieur e la "nuova Madame" ebbero altri due figli sopravvissuti.

Figli[modifica | modifica sorgente]

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Re d'Inghilterra e Scozia
Stuart
Royal Arms of England (1603-1707).svg

Giacomo I/VI
Carlo I
Carlo II
Giacomo II/VII
Maria II e Guglielmo III
Guglielmo III
Anna
Albero genealogico di tre generazioni di Enrichetta d'Inghilterra
Enrichetta d'Inghilterra Padre:
Carlo I Stuart
Nonno paterno:
Giacomo I Stuart
Bisnonno paterno:
Enrico Stuart, duca d'Albany e re di Scozia
Bisnonna paterna:
Maria Stuart, regina di Scozia
Nonna paterna:
Anna di Danimarca
Bisnonno paterno:
Federico II, re di Danimarca e Norvegia
Bisnonna paterna:
Sofia di Meclemburgo-Güstrov
Madre:
Enrichetta Maria di Francia
Nonno materno:
Enrico IV di Navarra-Borbone
Bisnonno materno:
Antonio di Borbone, re di Navarra
Bisnonna materna:
Giovanna III, regina di Navarra
Nonna materna:
Maria de' Medici
Bisnonno materno:
Francesco I de' Medici, Granduca di Toscana
Bisnonna materna:
Giovanna d'Austria

Titoli e denominazione[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Enrichetta come Duchessa d'Orléans con la corona di figlia di Francia
  • 16 giugno 1644 – 31 marzo 1661, Sua Altezza Reale, Principessa Enrichetta d'Inghilterra
  • 31 marzo 1661 – 30 giugno 1670, Sua Altezza Reale, Madame la Duchessa d'Orléans

In film e televisione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Barker, p. 75
  2. ^ Barker, p. 72
  3. ^ Barker, p. 78
  4. ^ Cartwright, p. 2
  5. ^ Cartwright, p. 3
  6. ^ Cartwright, p. 4
  7. ^ a b Fraser, p 32
  8. ^ Cartwright, p. 5
  9. ^ Cartwright, p. 13
  10. ^ Cartwright, p 18
  11. ^ Cartwright, p. 28
  12. ^ Fraser, p. 67
  13. ^ Cartwright, p. 68
  14. ^ Cartwright, p. 62
  15. ^ Cartwright, p. 67
  16. ^ Cartwright, p. 69
  17. ^ Barker, p 125
  18. ^ Cartwright, p 70
  19. ^ Cartwright, p 81
  20. ^ Cartwright, p 90
  21. ^ Fraser, 321
  22. ^ Cartwright, p 106
  23. ^ Barker, p 115
  24. ^ Mitford, p 87
  25. ^ Cartwright, p 239
  26. ^ Cartwright, p 179
  27. ^ Fraser, p 76
  28. ^ Fraser, p 77
  29. ^ a b c Fraser, p 155
  30. ^ White, Michelle A: Henrietta Maria and the English Civil Wars. Aldershot, Ashgate Publishing, 2006, p 193
  31. ^ Fraser, p 151
  32. ^ Fraser, Antonia: Royal Charles: Charles II and the Restoration, Alfred A. Knopf, New York, 1979, p 276
  33. ^ Cartwright, p 336
  34. ^ a b c d Baron, p. 214
  35. ^ Fraser, p 153
  36. ^ Cartwright, p 345
  37. ^ Cartwright, p 383
  38. ^ Barker, p 123
  39. ^ Fraser, p 277
  40. ^ Baron, p. 215
  41. ^ Barker, p 234
  42. ^ Barker, p 239

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Julia Cartwright, Madame: A life of Henrietta, daughter of Charles I and Duchess of Orléans, London, Seeley and Co.Ltd, 1900.
  • Benedetta Craveri, Amanti e regine. Il potere delle donne, Milano, Adelphi, 2007, ISBN 88-459-1999-4.
  • Antonia Fraser, Gli amori del Re Sole. Luigi XIV e le donne, Milano, Mondadori, 2007, ISBN 88-459-1999-4.
  • Antonia Fraser, Royal Charles: Charles II and the Restoration', New York, Alfred A. Knopf, 1979.
  • Guido Gerosa, Il Re Sole. Vita privata e pubblica di Luigi XIV, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-47181-6.
  • Nancy Mitford, The Sun King, London, Penguin Publishing, 1966, ISBN 0-14-023967-7.
  • Nancy Nichols Barker, Brother to the Sun King; Philippe, Duke of Orléans, Baltimore/London, Johns Hopkins University Press, 1989.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 98098898 LCCN: n83056245