Engramma

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Un engramma è un ipotetico elemento neurobiologico che consentirebbe alla memoria di ricordare fatti e sensazioni immagazzinandoli come variazioni biofisiche o biochimiche nel tessuto del cervello e di altre strutture nervose. Un engramma è perciò una sorta di traccia mnemonica che si organizza nel sistema nervoso come conseguenza di processi di apprendimento e di esperienza. Talvolta un engramma è anche considerato come una rete neurale o un frammento di memoria. A volte si utilizza l'analogia con l'ologramma per descrivere la sua azione alla luce delle osservazioni che la memoria non sembra essere localizzata nel cervello. L'esistenza dell'engramma è stata postulata da alcune teorie scientifiche per spiegare la persistenza della memoria e come i ricordi vengono immagazzinati nel cervello. L'esistenza di engrammi neurologicamente definiti non è oggetto di contestazione, anche se il loro esatto meccanismo e localizzazione è stata al centro della ricerca scientifica per molti decenni.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il termine engramma risale al biologo tedesco Richard Semon, che nel 1904 usò il termine nel suo libro Die mneme per riferirsi alla rappresentazione neurale di una memoria.[1] L’engramma era per l’autore un cambiamento permanente nel sistema nervoso, la traccia mnestica che conserva gli effetti dell’esperienza nel tempo. Ulteriori ricerche permisero di constatare che l'engramma non si localizzava in alcuna area specifica del cervello del ratto, ma che la memoria era ampiamente diffusa su tutta la corteccia cerebrale. Il termine fu infatti ripreso nel 1950 del neuroscienziato Karl Lashey, che lo identificava con un cambiamento transitorio o permanente nel cervello derivante dalla codifica di una esperienza.[2]

Panoramica[modifica | modifica wikitesto]

Una possibile spiegazione per il fallimento della ricerca nell'individuare l'engramma nei ratti è che molti tipi di memoria (ad esempio lamemoria visiva-spaziale, l'odore, ed altri) vengono utilizzati nell'elaborazione di compiti complessi, ad esempio per i ratti nel muoversi all'interno di un labirinto. I neuroscienziati concordano sul fatto che i tipi di memoria coinvolta nell'esecuzione di compiti complessi vengono ad essere distribuiti tra tutta una varietà di sistemi neurali. Ciò nonostante certi tipi di conoscenza possono essere rielaborati e contenuti in specifiche regioni del cervello. Complessivamente, i meccanismi della memoria restano poco conosciuti. Alcune parti del sistema nervoso, come ad esempio il cervelletto, il corpo striato, la corteccia cerebrale, l'ippocampo, l'amigdala si pensa che svolgano un ruolo importante nella memoria. L'ippocampo secondo alcuni neuroscienziati sarebbe coinvolto nell'apprendimento spaziale e verbale, e sarebbe utile nel consolidamento della memoria a breve termine in memoria a lungo termine.

Secondo la teoria, uno stesso evento, fatto di immagini, suoni, azioni, parole, emozioni, verrebbe codificato in diverse aree del cervello, collegate tra di loro da collegamenti sinaptici, e collegate con altre informazioni che danno senso compiuto all’esperienza fatta. Questa rete di connessioni neurali che codificano la stessa esperienza, costituisce l'engramma.

Vi sono alcune teorie scientifiche che[senza fonte] hanno ripreso concetti simili a quello dell'engramma per spiegare la persistenza della memoria nel cervello. Il concetto di engramma, però, pur venendo ammesso in neuroscienza come un'entità astratta non è chiaramente definito, né sono definiti i suoi meccanismi basilari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Richard Wolfgang Semon, Die Mneme als erhaltendes Prinzip im Wechsel des organischen Geschehens, Leipzig, Engelmann, 1911.
  2. ^ Lashey Karl Spencer, In search of the engram.Brain physiology and psychology, Society of Experimental Biology - Symposium 4: 454–482, 1950. URL consultato il 25 maggio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]