English Electric Thunderbird

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English Electric Thunderbird
Un Thunderbird su un rimorchio/rampa a Filton, Bristol, Inghilterra, nel 1960
Un Thunderbird su un rimorchio/rampa a Filton, Bristol, Inghilterra, nel 1960
Descrizione
Tipo missile terra-aria
Impiego contraerei
Costruttore English Electric
Utilizzatore principale Arabia Saudita Arabia Saudita
Regno Unito Regno Unito
Peso e dimensioni
Lunghezza 6,35 m
Larghezza 1,63 m
Diametro 52,7 cm
Prestazioni
Gittata 75 km
Spoletta testata HE a barra continua, con spoletta di prossimità

Armi da guerra N° 142

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L'English Electric Thunderbird era un missile terra-aria prodotto dall'azienda britannica English Electric dagli anni cinquanta e rimasto operativo nella Royal Army fino al 1977.

Generalità[modifica | modifica sorgente]

Il Thunderbird era il modello 'mobile' di missile SAM a lungo raggio destinato al Royal Army. Di questo ne furono realizzati 3 versioni tra gli anni '40 e gli anni '50. Ebbe un buon successo operativo, ma oltre ad essere assai ingombrante e pesante era anche costoso da produrre, cosa che ne decreto una produzione limitata.

Genesi[modifica | modifica sorgente]

Per i primi 5 anni del secondo dopoguerra la Gran Bretagna non dedicò attenzione allo sviluppo dei missili SAM, nonostante che essi fossero non soltanto molto promettenti ma venissero sviluppati, sulla base tecnica e/o sui concetti teorici delle armi tedesche ideate nel periodo bellico, in diversi paesi del mondo. Non si trattava infatti solo delle grandi potenze, ma anche di nazioni come la Svizzera e la Francia. Nondimeno, la Gran Bretagna aveva una tale forza di artiglieria contraerea, perfezionata per tutta la guerra fino alla campagna contro le V-1, che l'esigenza di passare ai missili non era considerata prioritaria. Dopotutto, le quasi 2000 V-1 abbattute sono rimaste il maggior successo ottenuto contro 'jets' della storia. Ma la generazione di aerei e missili che già si profilava sarebbe stata molto più prestante di queste primordiali armi.

Dopo la Guerra di Corea l'esigenza ebbe un rapido cambiamento di priorità, tanto che durante gli anni '50 si arrivò, particolarmente dal 1957, a ipotizzare la sostituzione degli aerei da intercettazione con i missili, portando alla cancellazione di svariati programmi aeronautici inglesi.

Nel frattempo, l'industria inglese aveva rapidamente sviluppato un terzetto di armi superficie-aria a lunga gittata, uno ritagliato per le esigenze specifiche di ciascuna forza armata. Questi missili erano molto potenti e relativamente compatti, con una struttura complessa e sofisticata, specie per i booster di lancio sistemati attorno al corpo del missile.

Con il programma 'Red Shoes', l'Esercito britannico ebbe il suo missile antiaereo, che venne poi chiamato Thunderbird. Esso arrivò in servizio nel 1959, 10 anni dopo l'inizio dello sviluppo del programma, assegnato alla English Electric.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

La prima versione fu il Thunderbird Mk 1.Era dotato di 2 serie di ali cruciformi, allineate una dietro l'altra: la prima era con alette trapezoidali fisse con bordo d'attacco di 45 gradi, seguite da una seconda serie di 4 alette in coda con freccia doppia, le quali erano mobili e davano la manovrabilità all'arma.

Il motore era originariamente a propellente liquido Napier, ma questa soluzione, specie per un sistema campale, non si dimostrò ottimale e appena possibile venne sostituita da un IMI a propellente solido. Il motore principale, in ogni caso, veniva aiutato alla partenza da 4 razzi a combustibile solido attaccati alla fusoliera, ciascuno con una piccola aletta anteriore e con una grande ala a freccia inversa. Questi avevano gli ugelli erano orientati leggermente verso l'esterno, per non danneggiare la fusoliera.

La struttura della parte anteriore era a punta, dentro la quale vi trovavano alloggiamento i sistemi di guida e la testata esplosiva. Quest'ultima aveva una struttura a barra continua per orientare il ventaglio di schegge una volta colpito l'obbiettivo e diminuendo rapidamente l'efficacia all'aumentare della distanza.

La guida era assicurata da un radar a impulsi, con un sensore radar semiattivo nell'ogiva del missile per ricevere l'energia riflessa dal bersaglio. L'unità radar si chiamava BTH Stingray, ed era un apparato di illuminazione e di ricerca, uno per ciascuna sezione di lancio missili, costituita da 3 rampe singole e veicoli leggeri Land Rover per il traino. Ogni batteria aveva un massimo di 6 sezioni, e il comando batteria aveva un radar di scoperta e uno di misurazione di quota.

La maggior parte di questo sistema antiaereo poteva essere aviolanciata, e la totalità poteva essere aviotrasportata con aerei da trasporto Argosy.

Servizio ed evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo sistema missilistico non era ancora entrato in servizio che già si pensò ad un successore: dal 1956 iniziarono gli studi per il Thunderbird Mk 2, un missile migliorato in ogni ambito. I motori, sia quello principale che i booster, furono potenziati e il sistema di guida venne basato su di un radar in banda X Firelight, il quale consentiva una guida ad onda continua e rendeva il missile più resistente alle ECM, permettendo in questo anche gli ingaggi a bassa quota. Inoltre il sistema era aviotrasportabile in maniera più completa e facile.

Il Thunderbird Mk 2 era un sistema di grandi dimensioni ma aveva buone prestazioni. La gittata era paragonabile a quella dell'SA-4 Ganef sovietico, che però doveva ricorrere ad uno statoreattore assai più complesso e ingombrante. Anche in questo caso gli impulsori a razzo erano sui fianchi, sotto forma di tubi allungati, per non rendere l'ordigno troppo lungo.

Il Thunderbird ebbe un certo successo anche di esportazione. L'Arabia Saudita comprò nel 1966 alcuni missili. Curiosamente si trattava di Mk 1, perché almeno in parte erano armi di seconda mano. Anche la Libia ne voleva alcuni ma nel 1969 l'avvento del colonnello Gheddafi fece cancellare l'ordine.

Il Thunderbird Mk 2 prestò servizio nel 36º reggimento artiglieria pesante del BAOR (British Army Of the Rhine) per 13 anni, fino al 1976. Alla fine venne sostituito dal Raytheon MIM-23 Hawk. Esso era molto più leggero, con una rampa trinata e ben 18 missili, ripartiti in 2 sezioni per batteria. Il Thunderbird aveva una maggiore gittata e quota operativa, ma era troppo pesante e potente per le esigenze di un esercito moderno. L'HAWK e il più piccolo Rapier erano sufficientemente efficaci nel ruolo della difesa tattica, mobile, a ridosso del campo di battaglia, e possedevano un maggior numero di armi per lanciatore.

Un altro problema del Thunderbird e di tutti i suoi pariclasse connazionali non risiedeva tanto nella massa, sensibilmente inferiore a quella dei missili americani e sovietici a lungo raggio, né nell'elettronica, ma nel costo: essendo sofisticati e prodotti in quantità limitate, essi erano molto costosi pur nella loro categoria di 'fascia alta'.

Nessun Thunderbird, nonostante la sua ventennale carriera, venne mai impiegato in combattimenti reali.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]