Energy harvesting
Energy Harvesting (anche conosciuto come Power Harvesting) è il processo per cui l'energia, proveniente da sorgenti alternative, viene catturata e salvata. Le cosiddette forme di energia alternative, sono tutte quelle sorgenti comunemente disponibili nell'ambiente, tale processo le converte in energia elettrica direttamente utilizzabile.
Dispositivi per l'Energy Harvesting [modifica]
I dispositivi in grado di raccogliere e convertire l'energia ambientale in energia elettrica hanno suscitato molto interesse sia nel settore militare che commerciale. Alcuni sistemi convertono il movimento, come quello delle onde del mare, in energia elettrica per essere utilizzati da sensori di monitoraggio oceanografico dotandoli di funzionamento autonomo.
Le applicazioni future potrebbero comprendere i dispositivi ad alta potenza di uscita (o le matrici di tali dispositivi), realizzate in località remote per servire le centrali elettriche. Un'altra applicazione è nel campo dell'elettronica indossabile, dove i dispositivi di energia raccolta possono ricaricare i cellulari, i computer portatili, apparati di comunicazione radio, ecc. Tutti questi dispositivi devono essere sufficientemente robusti per sopportare l'esposizione a lungo termine in ambienti ostili e devono avere una vasta gamma di sensibilità dinamica per sfruttare l'intero spettro di moto ondoso.
In un futuro prossimo ci aspettiamo di ricaricare noi stessi l'ipod mentre facciamo jogging.
Energy Harvesting da sorgenti Piezoelettriche [modifica]
Una delle principali fonti di energia utilizzabile con il processo dell'Energy Harvesting, sono le sorgenti piezoelettriche. Le vibrazioni a bassa frequenza, le vibrazioni meccaniche, il movimento umano o addirittura il rumore acustico (pensiamo all'inquinamento acustico delle grandi città) sono tutte forme di energia convertibili in energia elettrica. Stiamo parlando di milliwatt, quindi fonti di energia elettrica molto limitate. Ma la tecnologia, nei processi produttivi in particolare, è orientata sempre di più al low-power e quindi sono nati componenti elettronici in grado di autoalimentarsi da queste minime energie e di gestirle, ad esempio accumulandole tramite dei condensatori e convertendole in varie tensioni, tramite convertitori step-up. Questo è sufficiente ad alimentare dispositivi portatili a microcontrollore, come sensori wireless e sistemi di monitoraggio remoti. Le case costruttrici di componenti elettronici attive in questo settore sono Linear Technology, Maxim Integrated Products e Texas Instruments.