Energia reticolare

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L'energia reticolare di un solido ionico è una misura della forza dei legami che formano un dato composto ionico. Viene solitamente definita come l'entalpia standard di formazione del composto ionico ottenuto a partire dai singoli ioni in fase gassosa che concorrono a formarlo originando un processo esotermico. Il concetto di energia reticolare fu inizialmente sviluppato per i composti con struttura di tipo salgemma e sfalerite come NaCl e ZnS, dove gli ioni occupano siti del reticolo cristallino a elevata simmetria. Nel caso di NaCl, ad esempio, l'energia reticolare è l'energia liberata dalla reazione

Na+ (g) + Cl (g) → NaCl (s)

che assume valore -787 kJ/mol.[1] Una definizione alternativa consiste nel considerare l'energia reticolare come il lavoro necessario per separare gli ioni dallo stato solido combinato e portarli in fase gassosa (in questo caso cambia di segno).

Il valore preciso dell'energia reticolare non può essere determinato sperimentalmente, a causa dell'impossibilità di preparare un'adeguata quantità di cationi e anioni gassosi e misurare l'energia rilasciata durante la formazione del composto allo stato solido. Tuttavia, il valore dell'energia reticolare può essere ricavato teoricamente utilizzando la trattazione elettrostatica mediante l'equazione di Born-Landé e l'equazione di Kapustinskii oppure quella termodinamica attraverso il ciclo di Born-Haber.

L'energia reticolare dipende dal raggio ionico degli ioni e dalla loro carica: più grande è il raggio ionico dello ione, minore è la forza esercitata dal nucleo sulla nube elettronica e quindi minore risulterà l'energia reticolare; all'aumentare della carica degli ioni aumenta l'entità delle interazioni elettrostatiche e di conseguenza aumenta l'energia reticolare.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ David Arthur Johnson, Metals and Chemical Change, Open University, Royal Society of Chemistry, 2002, ISBN 0854046658

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]