Endre Ady

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Endre Ady de Diósad

Endre Ady de Diósad (Érmindszent, 22 novembre 1877Budapest, 27 gennaio 1919) è stato un poeta ungherese, animatore del movimento che ruotava attorno alla rivista Nyugat (Occidente), la quale si proponeva di aprire la cultura ungherese a quella europea. Fu uno dei più importanti poeti ungheresi, figura significativo del giornalismo ungherese. Influenzato dai simbolisti francesi fu poeta che trasse la propria ispirazione sia da motivi erotico-sentimentali che religiosi e sociali.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il poeta ungherese Endre Ady nacque a Érmindszent il 22 novembre 1877. Proveniente da una famiglia aristocratica di religione e tradizioni calviniste. Secondo di tre fratelli. La scuola elementare frequentò ad Érmindszent, cominciò al liceo dei piaristi di Nagykároly e continuò a Zilah. Fece i suoi studi universitari all'università di Debrecen. Dopo gli studi universitari, lavorò come redattore al quotidiano "Budapesti Napló" e collaborò alla rivista "Nyugat". Ritenendo la città eccessivamente borghese, si trasferì per alcuni anni a Nagyvárad, tranquillo centro con una notevole vita culturale, dove fondò la rivista Holnap (L'indomani). Successivamente fu uno degli animatori del gruppo che aveva il proprio punto di riferimento nella rivista Occidente.

Endre Ady sulla banconota ungherese

Nel 1903 fece un viaggio a Parigi, grazie al quale entrò in contatto con le avanguardie europee. Endre Ady riflette nella sua opera l'universo d'inizio secolo in piena effervescenza ed i relativi umani tormenti. A Parigi dove visse per alcuni anni conobbe la propria amante, moglie di un ricco commerciante, Diosyné Brüll Adél, che egli ribattezzò Leda, dall'omonimo personaggio mitologico. Lei è la Léda delle sue poesie, la sua ispiratrice di versi d'amore tra i più belli della letteratura magiara, una donna colta, ricca, bella e interessante di cui il poeta s'innamora e con cui avrà fino al 1912 un legame armonioso e più spesso tormentato. È lei che lo incoraggia e lo aiuta a recarsi come inviato di un giornale a Parigi ove rimarrà un intero anno. Dopo lo strappato con Léda nel 1914 conobbe Berta Boncza, una ragazza di 20 anni che lui ribbattezzò Csinszka nelle poesie. Il 27 marzo 1915 sposarono, e la ragazza giovane rimane con lui fino il morte di Ady. Quando nel 1919 morì in seguito ad una malattia del sangue contratta per un errore giovanile tutto un popolo in lutto accompagnò la sua bara.

In questa casa nacque Endre Ady

Poetica[modifica | modifica sorgente]

Qui egli comprende lo stato d'arretratezza della sua nazione e, tornato in patria e stabilitosi a Budapest, con alcune sue raccolte di versi Új versek (Versi nuovi) 1906, Vér és arany (Sangue e oro) 1907, Az Illés szekerén (Sul carro d'Elia) 1908, Szeretném, ha szeretnének (Vorrei che mi amassero) 1909 e tante altre che ancora seguiranno, si propone come centro dell'attualità letteraria attirando l'attenzione generale dell'intero paese e divenendo il vessillo degli innovatori. In un linguaggio appartenente unicamente a lui, il mondo poetico di Ady è un mondo particolare ed estremamente vario che spazia dagli eroi del passato ai tormenti d'un uomo prigioniero d'un mondo schiavo del denaro, dal suo grande amore vissuto attraverso l'uragano d'una passione complessa e contraddittoria all'angosciosa inquietudine che ossessivamente attanaglia l'uomo moderno, è insomma un mondo ancora assolutamente inedito nella poesia ungherese. Pur se influenzato da Baudelaire e Verlaine resta egli totalmente ungherese in ogni sua manifestazione e la sua opera è al tempo stessa modernissima ed ancestrale, legata per un verso alle più avanzate correnti europee e per l'altro alle secolari tradizioni più autentiche. Questa sintesi di progresso e di carattere nazionale da lui così delineata conserva in Ungheria ancora oggi decisiva importanza.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Nuove poesie (Új versek) (1905)
  • Sangue e oro (Vér és arany) (1907)
  • Sul carro di Elia (Illés szekerén) (1908)
  • Amerei se mi amassero (Szeretném, ha szeretnének) (1909-1910)
  • I versi di tutti i segreti (A Minden-Titkok versei) (1910)
  • La vita che fugge (A menekülő élet) (1912)
  • Alla testa dei morti (A halottak élén) (1918)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 56604836 LCCN: n80126280