Encomio di Elena
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L'encomio di Elena è un testo del filosofo sofista Gorgia da Leontini.
In esso l'autore si pone l'obiettivo di scagionare Elena, moglie di Menelao, dalla terribile colpa di aver provocato, con le sue azioni, la sanguinosa guerra di Troia.
Il filosofo, in questo testo, per discolparla presenta una serie di implicazioni logiche secondo le quali Elena non è realmente rea del conflitto tra i greci e i troiani: si riferisce infatti alla τύχη(tyche, "destino"), all'eros, alla persuasione delle parole e alla forza fisica.
L'encomio è una dimostrazione della forza della parola che è capace mediante un opportuno utilizzo di ribaltare il convincimento popolare, risultato di secoli di tradizioni,a proprio piacimento. L'argomento comunque non era nuovo: Gorgia prendeva spunto infatti da un filone preesistente che, inaugurato dal poeta lirico Stesicoro nella celebre Palinodia di Elena, che sosteneva che la donna in realtà non andò mai a Troia e che al suo posto, con Paride, partì un fantasma (in greco εἴδωλον, eidolon). Questo fatto scagionava la regina di Sparta come causa del decennale conflitto.
L'orazione certamente riscosse un enorme successo, dato che successivamente anche Isocrate scrisse un'opera omonima con il medesimo intento.
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Wikisource contiene il testo completo della traduzione italiana dell' Encomio di Elena

