Empietà
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L'empietà è, nella concezione generale, la trascuratezza del culto di una religione, ovverosia della totalità della pratica religiosa esteriore; indipendentemente dalle sue sacre scritture, dalla sua teologia o mitologia, o dalla fede personale dei suoi credenti. L'empietà si distingue, in quanto atto passivo, dall'eresia che implica invece l'attiva opposizione al dogma religioso. Nonostante l'evidente differenza, storicamente, i reati di eresia o empietà sono stati sostanzialmente perseguiti e condannati utilizzando gli stessi criteri, sottostante l'obbligo di osservare il dogma religioso o politico, fedelmente e assolutamente.
- Nella religione islamica - Takfir, massima empietà
- Nella religione cattolica - "L’empietà è la non fiducia in Dio" (Padre Bernardo Boldini)
Personaggi accusati di empietà o eresia [modifica]
- Alcibiade
- Alessandro Marchetti (matematico)
- Anassagora
- Aristarco di Samo
- Aristotele
- Aspasia di Mileto
- Galileo Galilei
- Giovanni Valentino Gentile
- Protagora
- Socrate
- Fidia
- Ipazia di Alessandria (Hypatia) Matematica e Astronoma
Voci correlate [modifica]
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