Emosiderina

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L'emosiderina è una proteina di deposito del ferro (250 mg di ferro nell'intero organismo, presente nei macrofagi del fegato e del midollo osseo). Il ferro intrappolato (circa il 33%) nella emosiderina è più difficile da metabolizzare rispetto a quello contenuto nella ferritina; questo è dovuto al fatto che l'emosiderina è una entità non sempre facilmente definibile (e quindi difficilmente aggredibile dagli enzimi proteolitici), costituita dal prodotto della condensazione di molecole di ferritina, proteine, lipidi, acido sialico, e porfirine. Nei tessuti, si presenta come un pigmento giallo o rossastro, amorfo o leggermente granulare. La colorazione istologica con blu di prussia è spesso utilizzata per evidenziare i depositi rossastri nelle anemie sideropeniche.

Fisiologia e medicina di laboratorio[modifica | modifica sorgente]

Il significato fisiologico dell'emosiderina è particolarmente evidente nel fegato e negli enterociti, dove accumula ioni ferro al fine di evitare l'eccesso di concentrazione cellulare ed ematica. Si riscontra, particolarmente concentrata, nei siti emorragici di vecchia data e in alcune malattie (soprattutto in quelle croniche). In particolare, assume importanza per la diagnosi di

Nelle anemie sideropeniche, la diminuita concentrazione ematica di emoferritina è un importante marker precoce, potendo anticipare la comparsa dei sintomi anche di alcuni mesi.

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