Emofobia
L'emofobia è una nevrosi che porta chi ne è soggetto a provare una repulsione eccessiva per il sangue. Deriva dal greco aima (sangue) e phobos (paura).
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[modifica] Eziologia
Gli studi effettuati recentemente hanno rintracciato alcune possibili cause dell'emofobia: spesso la causa risiede in traumi infantili o adolescenziali;[1] inoltre è stata scoperta una componente genetica per spiegare la formazione della fobia.[2]. L'emofobia è inoltre riscontrabile in pazienti che presentano un quadro di repressione dell'aggressività.
[modifica] Diffusione e statistiche
Una paura lieve nei confronti del sangue è diffusa già nei bambini e complessivamente circa il 30% della popolazione (di qualunque fascia di età) evidenzia questa fobia.[3]
Ancora ai nostri tempi le donne mostrano di patire in misura maggiore di questa fobia rispetto agli uomini.
[modifica] Sintomatologia
I sintomi che colpiscono i malati di emofobia sono tipicamente raggruppabili in due distinte fasi: nella prima si manifestano le palpitazioni, con un incremento del battito cardiaco e parallelamente si verifica un innalzamento della pressione arteriosa; la seconda fase si può sviluppare se la vista del sangue perdura nel tempo ed è caratterizzata da nausea, pallore, sudorazione e svenimento.[4]
[modifica] Trattamento
Il trattamento di prima scelta dell'emofobia è la psicoterapia individuale.[5]
[modifica] Note
- ^ "Blood-Injury-Illness Phobia: A Review" di A.Bruce Thyer, Journal Of Clinical Psychology (alla voce volume 41, pag.451-459) luglio 1985
- ^ "Genetics of blood-injury fears and phobias: a population-based twin study" di MC Neale, EE Walters, "American Journal Of Medical Genetics" (volume 54 pag.326-334)
- ^ http://www.psiconauti.it/Fobia_del_proprio_sangue.aspx
- ^ http://www.psiconauti.it/Fobia_del_proprio_sangue.aspx
- ^ "Psychological treatment of malignant vasovagal syncope due to bloodphobia." di Nynke Van Dijk, "Pacing And Clinical Electrophysiology" (volume 24 gennaio 2001 pag.122-124)
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