Emily Hobhouse

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Emily Hobhouse

Emily Hobhouse (St Ive, 9 aprile 1860Londra, 8 giugno 1926) è stata una pacifista inglese. È ricordata per l'assistenza svolta nei campi di concentramento del Sudafrica durante la Seconda Guerra Boera.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Emily Hobhouse nacque a St Ive, un sobborgo vicino a Liskeard nella Cornovaglia, il 9 aprile 1860. Suo padre, Reginald Hobhouse, era rettore della parrocchia anglicana, mentre sua madre, Caroline Trelawny, era la figlia di Sir William Trelawney, rappresentante al parlamento inglese per la circoscrizione Est della Cornovaglia. Era la sorella di Leonard Trelawny Hobhouse (1864-1929), filosofo inglese. Fu istruita in casa e dopo la morte della madre, rimase a vivere con il padre sofferente. Nel 1895, dopo la morte del padre si trasferì negli Stati Uniti dove svolse attività sociale a favore degli emigrati della Cornovaglia che lavoravano nelle miniere del Minnesota. Si fidanzò con John Carr Jackson ma ruppe il rapporto nel 1898 e fece ritorno in Inghilterra.

Quando ad ottobre del 1899 scoppiò la Seconda Guerra Boera, Leonard Courtney la invitò ad unirsi al ramo femminile dell'organizzazione per la riconciliazione del Sudafrica. A giugno del 1900 organizzò una manifestazione in cui le donne protestarono contro l'operato dell'esercito britannico e tre mesi più tardi fondò un'organizzazione il cui scopo era raccogliere fondi per alleviare le sofferenze di donne e bambini colpite dalla guerra. In questo periodo venne a conoscenza dell'esistenza di un campo di concentramento a Port Elizabeth.

Partì il 7 dicembre 1900 per il Sudafrica e sbarcò a Città del Capo il 27 dicembre dello stesso mese. Al suo arrivo venne a conoscenza dell'esistenza di altri campi di concentramento a Johannesburg, Bloemfontein, Potchefstroom, Norvalspont, Kroonstad, Irene ed in altre località (in totale erano 34). Aveva con sé una lettera di presentazione per Alfred Milner che le permise la visita dei vari campi e l'utilizzo di due carri ferroviari per il trasporto di beni di prima necessità, solo dopo l'approvazione da parte di Horatio Kitchener. Dopo due settimane dalla richiesta, il generale concesse ad Emily la visita del solo campo di Bloemfontein e l'utilizzo di un solo camion da 12 tonnellate per l'approvvigionamento dei viveri. Lasciò Città del Capo il 22 gennaio 1901 ed arrivò a Bloemfontein il 24 e soggiornò presso la famiglia Fichardt.

Nel campo erano imprigionate circa 1800 persone, per la maggior parte donne e bambini. Venne a contatto con una realtà ben diversa da quella che pensava. Al campo mancavano i principali beni di sussistenza. Donne e bambini erano stipati in piccole tende fino a dodici persone, in cui era impossibile muoversi e non vi era ricambio d'aria sufficiente, per cui l'odore all'interno di esse era nauseabondo e non vi erano letti e materassi. L'approvvigionamento idrico era totalmente insufficiente, il sapone, per lavarsi, non era fornito, per potersi scaldare, donne e bambini dovevano andare a raccogliere gli arbusti nelle colline circostanti. Le razioni di cibo erano molto scarse, la quantità realmente fornita era al di sotto della quantità che era loro prescritta per cui il livello di denutrizione era molto alto. Malattie come morbillo, bronchite, polmonite, dissenteria e tifo avevano invaso il campo causando molti decessi tra le donne e i bambini. Riuscì ad ottenere l'approvvigionamento di sapone anche se considerato un bene di lusso e riusci a migliorare la vita del campo.

Lizzie van Zyl nel campo di concentramento di Bloemfontein nel 1901.

Successivamente visitò i campi di Norvalspont, Aliwal North, Springfontein, Kimberley, fiume Orange e Mafeking. Fece presente ad ogni responsabile le pessime condizioni igieniche, il mancato approvvigionamento alimentare e la pessima organizzazione del campo. Nel marzo 1901 dopo due mesi, fece ritorno al campo di Bloemfontein. Trovò una situazione completamente diversa da come lo aveva lasciato. Dopo le ultime campagne militari, la popolazione del campo era praticamente raddoppiata vanificando i miglioramenti che aveva apportato precedentemente. Le malattie avevano trasformato i prigionieri tanto, da non riconoscere le persone che aveva lasciato in buone condizioni di salute. L'appello che rivolse alle autorità, per migliorare le condizioni di vita nel campo, non fu accolto, per cui decise di tornare in Inghilterra per far valere le proprie ragioni al parlamento e all'opinione pubblica.

Dietro richiesta del Ministro della guerra St John Brodrick, Emily presentò una relazione riguardante le reali condizioni nei campi di concentramento. Questa relazione oltre ad essere discussa in parlamento, fu presentata all'opinione pubblica. Mentre il Parlamento inglese mostrò indifferenza, l'opinione pubblica sostenne la sua opposizione alle condizioni disumane praticate nei campi, fino al punto che venne nominata una commissione d'inchiesta la cui direzione fu affidata a Millicent Fawcett. Emily non fu invitata a far parte della commissione, per cui pensò che essa non sarebbe stata imparziale nelle conclusioni. Tra agosto e dicembre del 1901 la commissione, costituita da sole donne, visitò i campi di concentramento e concordò con la relazione che Emily aveva presentato precedentemente inclusi i miglioramenti che aveva suggerito. Nel 1901 decise di tornare in Sudafrica, ma arrivata a Città del Capo non le fu permesso di sbarcare e dopo cinque giorni venne espulsa. La delusione per l'espulsione e le precarie condizioni di salute la portarono a trasferirsi nella Savoia a sud della Francia, dove scrisse The Brunt of the War and where it fell.

Nel 1902 alla fine della guerra decise di prestare la sua opera per la ricostruzione e la riconciliazione del Sudafrica. Nel 1903 si recò in visita nel paese, per poi fare ritorno in Inghilterra ad organizzare il progetto che aveva concepito durante la sua visita. Nel 1905 tornò in Sudafrica con i macchinari necessari ad insegnare alle donne boere l'arte della filatura e tessitura. La prima scuola venne aperta a Philippolis nello Stato Libero dell'Orange. Alla fine furono 27 le scuole avviate nel Transvaal e nello Stato Libero dell'Orange.

Emily prese a cuore anche l'indipendenza dell'India e rimase molto amareggiata quando i boeri manifestarono la propria indifferenza, in quanto popolo che aveva combattuto per la propria libertà. Sostenne apertamente Gandhi nel 1913.

Il presidente Steyn la invitò per la cerimonia d'inaugurazione del National Women’s Memorial che si tenne il 16 dicembre 1913, ma a causa delle precarie condizioni di salute non poté partecipare. Nel 1921 dietro iniziativa della signora Steyn, le venne consegnata una somma di denaro che utilizzò, come espressamente richiesto dalla lettera di accompagnamento, per acquistare una casa nella sua città natale.

Emily Hobhouse morì a Londra l'8 giugno 1926. Il 26 ottobre 1926 le sue ceneri furono sepolte al National Women’s Memorial di Bloemfontein.

Una cittadina della provincia di Free State è stata chiamata Hobhouse in suo onore.

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