Emilio De Marchi
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Emilio De Marchi (Milano, 1851 – Milano, 1901) è stato uno scrittore italiano.
Di famiglia di modeste condizioni e orfano di padre, riuscì a laurearsi in Lettere nel 1874 nell'allora Accademia Scientifico Letteraria di Milano, poi divenuta l'Università degli studi di Milano. Dell'accademia divenne in seguito segretario e libero docente di Stilistica. Frequentò il mondo letterario milanese dominato in quel momento dalla Scapigliatura. Ebbe un ruolo attivo anche nelle istituzioni caritative cittadine, ed un eco di questa sua esperienza si è riflettuta anche nei suoi romanzi.[1]
Negli anni 1876-1877 si dedicò a scrivere romanzi, secondo l'uso del tempo pubblicati su periodici e quotidiani: Tra gli stracci, Il signor dottorino e Due anime in un corpo.
Con Il cappello del prete, inventò il romanzo noir, un nuovo genere letterario almeno per l'esperienza italiana. Nel romanzo, ambientato a Napoli, è appunto un cappello a essere l'unica traccia che conduce a svelare l'uccisione di un prete affarista da parte di un nobile spiantato. Il cappellaio si accontenta di un terno come pagamento di un cappello da prete; I numeri escono, ma nel frattempo il prete è stato ucciso.
Il successivo Demetrio Pianelli torna ad una ambientazione milanese.
Altri romanzi sono Redivivo (1894), Arabella (1888), Giacomo l’idealista e Col fuoco non si scherza (1900).
[modifica] Opere minori
[modifica] Note
- ^ In Demetrio Pianelli vi è una lunga dissertazione sui figli del fratello suicida che rubano il posto riservato agli orfani di gente onesta
- ^ Digitami
- ^ Digitami
[modifica] Collegamenti esterni
- Emilio De Marchi, Il cappello del prete, Gammarò Editori 2006 Un classico riproposto con una nuova introduzione di F. De Nicola ISBN 88-95010-02-7
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