Emarginazione

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Emarginazione (astratto di emarginare, in origine termine burocratico col significato di "annotare sui margini", e poi, in generale, "porre ai margini"[1]) è uno status o condizione, individuale o collettivo, di esclusione dai rapporti sociali, e può giungere fino alla negazione dei diritti civili.

Indice

[modifica] Nozione sociologica e psicologica

[modifica] Cause della emarginazione individuale

Tra le cause altre della emarginazione indivisuale:

Anche quando l' emarginazione ha come causa principale fattori di tipo economico, la responsabilità dei singoli e/o dei gruppi sociali e delle loro azioni o inazioni è da considerarsi un fattore attivo di produzione dell' emarginazione stessa.

[modifica] Casi di auto-emarginazione

Esistono casi, dove l' emarginazione è originata da problematiche personali ed esistenziali, almeno come concausa importante. Tipici di questi casi sono i fenomeni dei barboni, dei clochard(s), del nomadismo o randagismo, per i casi dove la scelta personale ha motivazioni profonde.

Anche in questi casi - però - l'analisi dei fatti, delle motivazioni e delle mancate alternative ci porta a considerare che le vere cause sono da ricercarsi in situazioni e accadimenti che sono successivamente metabolizzati con motivazioni giustificative.

Alcune delle cause che producono emarginazione e auto-emarginazione:

  • Separazioni familiari,
  • Perdita del lavoro,
  • Perdita dell'alloggio,
  • Indigenza economica,
  • Disturbi psichici,
  • Violenze subite,

Si può affermare che nei casi di auto-emarginazione risieda un forte rifiuto della società come tale, com'è, che, originandosi dalla impossibilità di risolvere le proprie problematiche esistenziali (economiche, familiari, personali), sfocia in una giustificazione del proprio status che viene elaborata a supporto della possibilità di sopravvivenza (mentale).

[modifica] Forme gravi di emarginazione

Esistono forme di emarginazione che sono ancora più gravi perché sono prodotte dal pregiudizio, dall'ignoranza, dall'azione attiva di gruppi e persone verso altri gruppi e altre persone. Esse sono:

  • Il pregiudizio sull'origine delle persone (o razzismo),
  • Il rifiuto verso gli aderenti a religioni o confessioni diverse dalla propria,
  • La discriminazione verso l'appartenenza ad un sesso (principalmente verso le donne) o verso scelte di relazione affettiva (principalmente verso gli omosessuali),
  • Il disconoscimento verso le persone diversamente abili,
  • Il timore che produce distanza verso gli ammalati,
  • Il disprezzo verso altri gruppi sociali, quali ad esempio:
    • i nomadi
    • i nativi.

Compito della società deve essere il rimuovere tutte le emarginazioni perché producono disagio, sofferenza, squilibrio, tensioni, spreco di risorse (personali e intellettuali).

[modifica] Nota - (segue giudizio di valore)

Al superamento e alla rimozione di tutte le forme di emarginazione devono applicarsi i gestori della società: amministratori, politici, forze sociali, perché a loro è demandato e a loro è possibile l'operare positivamente per perseguire tale obiettivo. A volte individui plurimi, gruppi sociali e anche movimenti politici, promuovono o sostengono iniziative volte ad emarginare gruppi o persone e fanno di ciò uno strumento di prevaricazione, di promozione sociale, di crescita di potere e di consenso.

[modifica] Forme criminali

La diffusione di una "cultura" dell' emarginazione verso individui o verso gruppi sociali può sfociare in comportamenti criminali anche estremamente gravi.

Le persone, i gruppi o - addirittura - le autorità statali che commettono certi crimini si basano, per le loro azioni, nella convizione di un supposto consenso sociale.

Così è avvenuto anche per (elenco non esaustivo riportato a solo titolo esemplificativo):

[modifica] Note

  1. ^ Questo uso è recente e limitato all'italiano. In latino emarginare significava "incidere una ferita, allargare i margini di una piaga".

[modifica] Vedi anche

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