Elisabetta di Wied

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Elisabetta di Wied
Elisabetta di Wied.
Elisabetta di Wied.
Regina consorte di Romania
In carica 18811914
Incoronazione 13 marzo 1881
Nome completo Pauline Elisabeth Ottilie Luise zu Wied
Nascita Neuwied, 29 dicembre 1843
Morte Bucarest, 2 marzo 1916
Luogo di sepoltura Cattedrale di Curtea de Argeş
Casa reale Casato di Wied-Neuwied
Padre Ermanno, Principe di Wied
Madre Maria di Nassau-Weilburg
Consorte Carlo I di Romania
Figli Principessa Maria di Romania
Firma Elisaveta of Romania - signature.png

Elisabetta di Wied (nome completo in tedesco: Pauline Elisabeth Ottilie Luise zu Wied; Neuwied, 29 dicembre 1843Bucarest, 2 marzo 1916) fu la Regina consorte di Romania come moglie di Carol I di Romania, ampiamente nota con il suo nome letterario di Carmen Sylva. Elisabetta fu la zia di Guglielmo d'Albania (sorella di Guglielmo, V Principe di Wied, padre di Guglielmo d'Albania)..

Famiglia ed infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque allo "Schloss Monrepos" a Neuwied, era la figlia di Ermanno, Principe di Wied, e di sua moglie la Principessa Maria di Nassau, figlia di Guglielmo, Duca di Nassau (e sorella di Adolfo, Granduca di Lussemburgo). Elisabetta aveva tendenze artistiche; la sua infanzia fu caratterizzata da sedute spiritiche e visite al manicomio locale.[1]

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

La Principessa Elisabetta di Wied poi Regina di Romania in gioventù

Da ragazza, la sedicenne Elisabetta fu considerata come una possibile sposa per Alberto Edoardo, Principe di Galles (il futuro Edoardo VII del Regno Unito, noto come Bertie). Sua madre la Regina Vittoria la favoriva fortemente come potenziale nuora, ed esortò sua figlia la Principessa Vicky ad approfondire su di lei.[1] Elisabetta stava trascorrendo la stagione sociale alla corte di Berlino, dove la sua famiglia sperava sarebbe stata domata in un docile, principessa da marito. Vicky responded, "Non penso abbia un aspetto distinto - di certo è l'opposto del solito gusto di Bertie", mentre l'alta e snella Alessandra di Danimarca era "appena lo stile che Bertie ammira".[1] A Bertie furono anche mostrate fotografie di Elisabetta, ma si disse impassibile e rifiutò di dare loro una seconda occhiata.[2] Alla fine, fu scelta Alessandra per Bertie.

Incontrò per la prima volta il Principe Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen a Berlino nel 1861. Nel 1869, Carlo, che era adesso il Principe Carol di Romania, si recò in Germania alla ricerca di una consorte adatta. Ritrovò Elisabetta, e i due si sposarono il 15 novembre 1869 a Neuwied. Il loro unico figlio, una femmina, Maria, morì nel 1874 all'età di tre anni--un evento da cui Elisabetta non si riprese mai. Fu incoronata Regina di Romania nel 1881 dopo che la Romania fu proclamata un regno.

A detta di tutti, Carol e Elisabetta ebbero un rapporto un po' gelido per la maggior parte dei loro 45 anni di matrimonio. Elisabetta era un po' scoraggiata dalla devozione inflessibile di Carol ai suoi doveri di re, una volta disse che il marito portava la sua corona nel sonno. La morte di Maria li indusse ad allontanarsi ulteriormente. Tuttavia, verso la fine della vita di Carol, lui e Elisabetta si avvicinava.

Nella guerra russo-turca del 1877-1878 si dedicò alla cura dei feriti, e fondò l'Ordine di Elisabetta (una croce d'oro su un nastro blu) per premiare il servizio distinto in tali lavori. Favorì l'istruzione superiore delle donne in Romania, e istituì le società per vari fini di pubblica utilità.

Distintosi precocemente per la sua eccellenza come organista pianista e cantante, mostrò anche considerevole abilità nella pittura; ma una fervida fantasia poetica la condusse sulla via della letteratura, e più in particolare alla poesia, al folklore e alle ballate. Oltre a numerosi lavori originali mise in forma letteraria molte delle leggende in vigore tra i contadini rumeni.

Fu la 835° Dama dell'Ordine Reale della Regina Maria Luisa. Morì a Curtea de Argeş o Bucarest.

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Come "Carmen Sylva", scrisse con facilità in tedesco, rumeno, francese e inglese. Alcuni dei suoi voluminosi scritti, che comprendono poesie, drammi, romanzi, racconti, saggi, raccolte di aforismi, ecc, meritano una menzione speciale:

  • Le sue prime pubblicazioni furono "Sappho" e "Hammerstein", due poemi che apparvero a Lipsia nel 1880.
  • Nel 1888 ricevé il Prix Botta, un premio assegnato ogni tre anni dall'Académie française, per la raccolta di aforismi Les Pensees d'une reine (Parigi, 1882), una versione tedesca della quale è intitolata Vom Amboss (Bonn, 1890).
  • Cuvinte Sufletesci, meditazioni religiose in lingua rumena (Bucarest, 1888), furono anche tradotte in tedesco (Bonn, 1890), sotto il nome di Seelen-Gespräche.

Diverse opere di "Carmen Sylva" furono scritte in collaborazione con Mite Kremnitz, una delle sue dame, che era nata a Greifs-wald nel 1857, e sposò il Dr Kremnitz di Bucarest; questi componimenti furono pubblicati tra il 1881 e il 1888, in alcuni casi, con gli pseudonimi di Dito et Idem. Questi comprendono:

  • Aus zwei Welten (Lipsia, 1884), un romanzo
  • Anna Bolena (Bonn, 1886), una tragedia
  • In der Irre (Bonn, 1888), una collezione di racconti brevi
  • Edleen Vaughan, o Paths of Peril (Londra, 1894), un romanzo
  • Sweet Hours (Londra, 1904), poemi, scritti in inglese.

Tra le traduzioni realizzate da "Carmen Sylva" ci sono:

  • la versione tedesca del romanzo di Pierre Loti Pecheur d'Islande
  • la versione tedesca delle critiche drammatiche di Paul de St Victor Les Deux Masques (Paris, 1881–1884)
  • e in particolare The Bard of the Dimbovitza, una traduzione in inglese della raccolta di canzoni popolari rumene di Elena Văcărescu, etc., intitolata Lieder aus dem Dimbovitzathal (Bonn, 1889), tradotta da "Carmen Sylva" e Alma Strettell.

The Bard of the Dimbovitza fu pubblicata per la prima volta nel 1891, e fu presto ristampata e ampliata. Traduzioni delle opere originali di "Carmen Sylva" sono comparse in tutte le principali lingue d'Europea e in lingua armena.

La Regina Elisabetta di Romania con sua figlia

L'affare Văcărescu[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1881, dovuta alla mancanza di eredi al trono rumeno, Re Carol I adottò suo nipote, Ferdinando. Ferdinando, un perfetto estraneo nella sua nuova patria, cominciò a avvicinarsi a una delle dame di compagnia di Elisabetta, Elena Văcărescu. Elisabetta, molto legata alla stessa Elena, incoraggiò la cosa, sebbene fosse perfettamente cosciente del fatto che un matrimonio fra i due era proibito dalla costituzione rumena. (In base alla Costituzione rumena del 1866, all'erede al trono non era permesso di sposare una rumena).

Il risultato di ciò fu l'esilio sia per Elisabetta (a Neuwied) che per Elena (a Parigi), nonché un viaggio da parte di Ferdinando attraverso l'Europa alla ricerca di una sposa adatta, che egli in fine trovo nella nipote della Regina Vittoria, la Principessa Maria di Edimburgo. La vicenda contribuì a rafforzare l'immagine di Elisabetta come sognatrice ed eccentrica.

Una Regina Repubblicana[modifica | modifica wikitesto]

Abbastanza insolito per una regina, Elisabetta di Wied era personalmente del parere che una forma repubblicana di governo fosse preferibile alla monarchia - un parere che lei espresse senza mezzi termini nel suo diario, anche se non lo rese pubblico all'epoca:

Devo simpatizzare con i Socialdemocratici, soprattutto in vista dell'inerzia e della corruzione dei nobili. Questo "piccolo popolo", dopo tutto, desidera solo ciò che la natura conferisce: l'uguaglianza. La forma repubblicana di governo è l'unica razionale. Non riesco mai a capire le persone stupide, il fatto che continuino a tollerarci.[3]

Titoli, trattamento, onorificenze e stemma[modifica | modifica wikitesto]

Trattamenti di
Regina Elisabetta di Romania
Stemma
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Ma'am
I trattamenti d'onore

Titoli e trattamento[modifica | modifica wikitesto]

  • 29 dicembre 1843 – 15 novembre 1869: Sua Altezza Serenissima Principessa Elisabetta di Wied
  • 15 novembre 1869 – 26 marzo 1881: Sua Altezza Reale La Principessa di Romania
  • 26 marzo 1881 – 27 settembre 1914: Sua Maestà La Regina
  • 27 settembre 1914 – 2 marzo 1916: Sua Maestà La Regina Vedova

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama di I classe dell'Ordine di Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama di I classe dell'Ordine di Luisa
Dama di I classe dell'Ordine reale di Vittoria ed Alberto - nastrino per uniforme ordinaria Dama di I classe dell'Ordine reale di Vittoria ed Alberto
Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

  • Sierra Carmen Silva (Cile)
  • Río Carmen Silva (Argentina, anche noto come Río Chico)

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Pakula, p. 144.
  2. ^ Hibbert, pp. 40-41.
  3. ^ Eugen Wolbe, Carmen Sylva, Leipzig, 1933, p. 137, here quoted from Brigitte Hamann, Elisabeth: Kaiserin wider Willen, Munich, 1982, tradotto in inglese come The Reluctant Empress, New York, 1986 (una biografia dell'Imperatrice Elisabetta d'Austria, che fu amica di Elisabetta di Wied).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugen Wolbe, "Carmen Sylva", Leipzig, 1933
  • Gabriel Badea-Päun, Carmen Sylva - Uimitoarea Regină Elisabeta a României, 1843-1916, Bucharest, Humanitas, 2003, second edition in 2007, third edition in 2008. ISBN 978-973-50-1101-7.
  • Gabriel Badea-Päun, Jean-Jules-Antoine Lecomte du Nouÿ (1842-1923) à la cour royale de Roumanie, dans Bulletin de la Société de l'Historie de l'Art Français, Année 2005, Paris, 2006, p. 257-281.
  • Christopher Hibbert, Edward VII: The Last Victorian King, New York, Palgrave Macmillan, 2007, ISBN.
  • Hannah Pakula, An Uncommon Woman: The Empress Frederick, Daughter of Queen Victoria, Wife of the Crown Prince of Prussia, Mother of Kaiser Wilhelm, New York, Simon and Schuster, 1995, ISBN 0-684-84216-5.
  • Zimmermann, Silvia Irina: Der Zauber des fernen Königreichs. Carmen Sylvas „Pelesch-Märchen“, (Magisterarbeit Universität Marburg 1996), ibidem-Verlag , Stuttgart, 2011, 180 pages, ISBN 978-3-8382-0195-5.
  • Zimmermann, Silvia Irina: Die dichtende Königin. Elisabeth, Prinzessin zu Wied, Königin von Rumänien, Carmen Sylva (1843–1916). Selbstmythisierung und prodynastische Öffentlichkeitsarbeit durch Literatur, (Doctoral thesis University of Marburg 2001/2003), ibidem-Verlag, Stuttgart, 2010, 482 pages, ISBN 978-3-8382-0185-6.

Collegamenti eastrni[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Principessa consorte di Romania Successore
Elena Rosetti 1869–1881 La Romania diventa un Regno
Predecessore Regina consorte di Romania Successore
Titolo nuovo 1881–1914 Maria di Edimburgo

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 12347721 LCCN: n84181329