Elisabetta d'Assia-Darmstadt
| Santa Elisabetta d'Assia-Darmstadt | |
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Foto di Elizaveta in abito monastico (1915 circa)
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| Nascita | 1864 |
| Morte | 1918 |
| Venerato da | Chiesa ortodossa russa |
| Canonizzazione | 1992 |
| Santuario principale | Convento delle Sante Marta e Maria a Mosca, convento di Santa Maria Maddalena sul Monte degli Olivi |
| Ricorrenza | 18 luglio |
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Elizaveta Fëdorovna in russo: Елизавета Фёдоровна[?], da nubile principessa Elisabetta Alessandra Luisa Alice d'Assia e del Reno (1º novembre 1864 – Alapaevsk, 18 luglio 1918) è stata una granduchessa russa. Moglie del granduca Sergej Aleksandrovič Romanov, il quinto figlio dello zar Alessandro II di Russia e di Maria Aleksandrovna (da nubile principessa Maria Massimiliana d'Assia-Darmstadt), Elizaveta fu la secondogenita del granduca Luigi IV d'Assia-Darmstadt e della principessa Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha, figlia della regina Vittoria. Fu anche sorella maggiore di Aleksandra Fëdorovna, l'ultima imperatrice di Russia.
Indice |
La vita [modifica]
Nell'inverno del 1878, un'epidemia di difterite sconvolse l'Assia, uccidendo la madre e la sorella minore di Elizaveta la quale, non trovandosi in quel momento nella regione, fu l'unico membro della sua famiglia a non ammalarsi.
Seppure alcune voci la volessero oggetto della corte del cugino Guglielmo II di Germania, Elizaveta sposò il granduca di Russia Sergej Aleksandrovič il 15 giugno 1884. Insieme al marito adottò e crebbe i granduchi Maria Pavlovna e Dmitrij Pavlovič, a seguito della scomparsa della loro madre, Alexandra Georgievna, morta nel mettere al mondo quest'ultimo, e del secondo matrimonio del loro padre, giudicato scandaloso dalla corte.
Dopo l'assassinio del marito, avvenuto il 17 febbraio 1905 nel Cremlino per mano del rivoluzionario socialista Ivan Kaljaev, la granduchessa prese gli ordini religiosi diventando una suora. Dalla vendita dei suoi gioielli e dei suoi possedimenti terrieri acquisì il denaro per aprire la "Casa di Marta e Maria", istituto di carità moscovita, creato nell'intento di dare cibo, riparo e conforto ai poveri e agli orfani della città. Nell'aprile del 1909 diciassette donne si erano unite a lei e presto dalla fondazione fu aperto un ospedale.
Nel 1918 il governo sovietico la esiliò dapprima a Ekaterinburg e quindi ad Alapaevsk dove il 18 luglio di quello stesso anno fu giustiziata da un gruppo di bolscevichi locali assieme al principe Ivan Konstantinovič e ai suoi fratelli Igor Konstantinovič, Konstantin Konstantinovič, al granduca Sergej Michajlovič ed al principe Vladimir Pavlovič Paley, a Fyodor Remez, segretario personale del granduca Sergio, e suor Varvara Jakovleva una suora del convento di Mosca che aveva volontariamente seguito Elisabetta nel suo esilio. Furono portati all'interno della foresta presso una miniera abbandonata, bastonati e lasciati agonizzanti al suo interno.
I loro resti, esumati, vennero sepolti nel cimitero ortodosso della Legazione Russa a Pechino. In seguito il corpo di suor Elizaveta venne tumulato a Gerusalemme, nella chiesa di Maria Maddalena.
Canonizzazione [modifica]
Fu canonizzata dalla Chiesa Ortodossa fuori dalla Russia nel 1981 e dalla Chiesa ortodossa russa nel 1992 come Nuova Martire Elizaveta: i santuari principali del suo culto sono il Convento di Marfo-Mariinsky, che fondò a Mosca, ed il convento di Santa Maria Maddalena sul Monte degli Olivi, che con il marito contribuì a fondare e dove è sepolta, assieme a suor Varvara.
È una dei dieci moderni martiri del XX secolo, raffigurati da statue sopra il grande portale occidentale della abbazia di Westminster, a Londra.
Una sua statua è stata eretta nel convento del giardino del suo convento dopo la caduta di comunismo in Russia.
Onorificenze [modifica]
| Dama di II Classe dell'Ordine Reale di Vittoria ed Alberto | |
Antenati [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Fonti e collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Vita della santa
- (EN) Agiografia redatta dal metropolita Anastassj
- (EN) Intervista del 1917
- (EN) L'uccisione dei Romanov a Alapaevsk
- (EN) Pellegrinaggi a Alapaevsk
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