Elisabetta, regina d'Inghilterra

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Elisabetta, regina d'Inghilterra
Elizabeth I George Gower.jpg
La protagonista Elisabetta I d'Inghilterra
Lingua originale italiano
Genere dramma per musica
Musica Gioachino Rossini
Libretto Giovanni Schmidt
Atti due
Prima rappr. 4 ottobre 1815
Teatro teatro San Carlo, Napoli
Personaggi
  • Elisabetta (soprano)
  • Leicester (tenore)
  • Matilde (soprano)
  • Enrico (contralto)
  • Norfolk (tenore)
  • Guglielmo (tenore)
  • Cavalieri, dame, nobili scozzesi ostaggi di Elisabetta, ufficiali al seguito di Leicester, paggi, guardie reali, soldati, guastatori, popolo ( coro)

Elisabetta, regina d'Inghilterra è un'opera due atti di Gioachino Rossini su libretto di Giovanni Schmidt, dal dramma Il paggio di Leicester di Carlo Federici. Debuttò al teatro San Carlo di Napoli il 4 ottobre 1815, quando Rossini era appena ventitreenne diretta da Nicola Festa.

L'opera è anche la prima collaborazione con il soprano Isabella Colbran (ovviamente nei panni di Elisabetta), importante interprete di altre opere di Rossini, e in seguito sua moglie.

Rossini vi riciclò melodie tratte da altre opere. La sinfonia dell'Aureliano in Palmira (che poi diventerà quella de Il barbiere di Siviglia), la cabaletta di Elisabetta tratta sempre dell'Aureliano (che diventerà in seguito un'aria di Rosina nel Barbiere).

L'opera tornò sulle scene nel 1953 a Milano, e nomi prestigiosi della lirica affrontarono il ruolo di Elisabetta (Maria Vitale, Montserrat Caballé, Leyla Gencer, Lella Cuberli, Anna Caterina Antonacci) e Matilde (Lina Pagliughi, Daniela Dessì). Come Leicester si sono cimentati José Carreras, Chris Merritt, Gregory Kunde come Norfolk Rockwell Blake, Antonino Siragusa.

Cast della prima assoluta[modifica | modifica wikitesto]

Ruolo Registro vocale Interprete
Elisabetta soprano Isabella Colbran
Leicester tenore Andrea Nozzari
Matilde soprano Girolama Dardanelli
Enrico contralto Maria Manzi
Norfolk tenore Manuel Garcìa
Guglielmo tenore Gaetano Chizzola

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

I cortigiani si rallegrano per il ritorno del conte di Leicester, favorito della regina. Tutti tranne Norfolk, che si rode dall'invidia. Entra Elisabetta, esprimendo la sua gioia per il ritorno dell'amato (Quant'è grato all'alma mia), e lo premia con un titolo cavalleresco. Leicester conduce ad Elisabetta i prigionieri scozzesi: fra essi vi sono la moglie di Leicester, Matilde, figlia di Maria Stuarda, e il cognato Enrico. Rimasti soli, i due coniugi si parlano, ma vengono scoperti da Norfolk, che rivela il matrimonio dei due ad Elisabetta. La regina medita di vendicarsi, offrendo la propria mano e la corona d'Inghilterra a Leicester. Sotto lo sconcerto di tutti, però, Elisabetta svela il matrimonio di Leicester, e lo fa arrestare assieme ad Enrico e a Matilde.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Elisabetta e Matilde s'incontrano e si prendono per i capelli, litigano violentemente. Poi la regina le propone la salvezza di tutti a patto che rinunci a Leicester (perché vuole sposarlo lei). Matilde fa per cedere, ma giunge Leicester, che dichiara che preferisce morire piuttosto che essere barattato. Il coro intanto lamenta il destino crudele riservato a Leicester e a Matilde, mentre Norfolk si rallegra vendicandosi. Leicester nel carcere viene raggiunto proprio da Norfolk, che cerca di convincerlo a fare un'insurrezione popolare. Poco dopo giunge Elisabetta, che propone all'amato l'evasione. Norfolk, al massimo dell'ira, fa per ucciderla, ma viene fermato da Matilde ed Enrico. La regina, condannato il traditore (Fellon, la pena avrai), perdona i prigionieri e benedice le nozze tra Matilde e Leicester.

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

  • Sinfonia

Atto 1[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 Introduzione Più lieta, più bella (Coro, Norfolk)
  • 2 Coro e Cavatina Esulta, Elisa, omai - Quant'è grato all'alma mia (Elisabetta)
  • 3 Coro Vieni, o prode
  • 4 Duetto Incauta, che festi? (Leicester, Matilde)
  • 5 Cavatina Sento un'interna voce (Matilde)
  • 6 Duetto Perché mai, destin crudele (Norfolk, Elisabetta)
  • 7 Finale primo Se mi serbasti il soglio (Elisabetta, Leicester, Matilde, Enrico, Guglielmo, Coro)

Atto 2[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 Terzetto Pensa che sol per poco (Elisabetta, Matilde, Leicester)
  • 9 Coro, scena e Cavatina Qui soffermiamo il piè - Deh troncate i ceppi suoi (Norfolk)
  • 10 Scena e aria Della cieca fortuna (Leicester)
  • 11 Duetto Deh scusa i trasporti (Leicester, Norfolk)
  • 12 Finale secondo Fellon, la pena avrai (Elisabetta, Norfolk, Leicester, Guglielmo, Matilde, Enrico, Coro)

Incisioni discografiche[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Elisabetta, Leicester, Matilde, Norfolk) Direttore
1953 Maria Vitale, Giuseppe Campora, Lina Pagliughi, Antonio Pirino Alfredo Simonetto
1970 Leyla Gencer, Umberto Grilli, Sylvia Geszty, Pietro Bottazzo Nino Sanzogno
1975 Montserrat Caballé, José Carreras, Valerie Masterson, Ugo Benelli Gianfranco Masini
1985 Lella Cuberli, Antonio Savastano, Daniela Dessì, Rockwell Blake Gabriele Ferro
1999 Inga Balabanova, Harald Quadeen, Akie Amou, Mario Zeffiri Herbert Handt
2001 Jennifer Larmore, Bruce Ford, Majella Cullagh, Antonino Siragusa Giuliano Carella
2004 Sonia Ganassi, Bruce Sledge, Mariola Cantarero, Antonino Siragusa Renato Palumbo