Omicidio di Elisa Claps

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L'omicidio di Elisa Claps è un fatto di cronaca nera di cui fu vittima la studentessa italiana Elisa Claps. Questa, nata a Potenza il 21 gennaio 1977 e all'epoca del fatto sedicenne, scomparve nella sua città natale il 12 settembre 1993[1], e per sedici anni se ne persero le tracce finché il suo cadavere fu rinvenuto, nel sottotetto di una chiesa del capoluogo lucano, il 17 marzo 2010[2]. Le indagini successive appurarono che la morte della giovane avvenne lo stesso giorno della sua scomparsa e che il responsabile era Danilo Restivo[3][4] che, nel periodo in cui la sorte di Elisa Claps era ancora sconosciuta, era stato giudicato colpevole anche dell'uccisione, nel 2002, di una donna nel Regno Unito, Heather Barnett[5]; per tale delitto era già stato condannato all'ergastolo in tale Paese[5], con possibilità di libertà vigilata dopo un minimo di 40 anni di pena scontata[5].

Il fatto[modifica | modifica wikitesto]

Elisa Claps, sedicenne al momento della sua scomparsa nel 1993, era studentessa al terzo anno del liceo classico di Potenza, proveniva da una famiglia molto unita ed era la più giovane di tre figli. Era descritta da tutti una ragazza felice e serena, era molto religiosa e cantava nel coro della parrocchia e sognava di lavorare con Medici Senza Frontiere[6].

La mattina del 12 settembre 1993 Elisa esce di casa per recarsi a una funzione religiosa nella vicina chiesa insieme a un'amica, promettendo al fratello maggiore, Gildo (ex campione regionale di nuoto), di rientrare entro le 13 per raggiungere insieme a lui la famiglia nella casa di campagna dei Claps, a Tito e pranzare tutti insieme, dopodiché di lei si perde ogni traccia.

Secondo le testimonianze, la giovane aveva in realtà concordato con l'amica in questione di recarsi presso la Chiesa della Santissima Trinità, sita nel centro di Potenza, per incontrare un amico che doveva consegnarle un regalo per festeggiare la promozione agli esami di riparazione[1]. Fu scoperto in seguito che la persona incontrata da Elisa è Danilo Restivo, che risulterà anche essere l'ultimo ad aver visto la ragazza: il giovane viene sospettato dagli inquirenti di avere un ruolo importante nella scomparsa della ragazza per l'incapacità di ricostruire i suoi spostamenti dopo l'incontro.

Poiché ore dopo la sparizione di Elisa, inoltre, Restivo si presenta, con gli abiti insanguinati, al Pronto Soccorso dell'ospedale cittadino per farsi medicare un taglio alla mano, raccontando ai medici di essersi fatto male in seguito ad una caduta nel cantiere delle scale mobili vicino alla Chiesa della Santissima Trinità. La ferita, tuttavia, sembra essere provocata da una lama. I vestiti che il giovane indossava quella domenica appaiono vistosamente insanguinati, ma non vengono sequestrati immediatamente, e lo stesso si rende irreperibile per i due giorni successivi, con la scusa di dover sostenere un esame universitario a Napoli. Restivo afferma di aver parlato con Elisa per qualche minuto, chiedendole consiglio su come comportarsi con una comune amica della quale s'era innamorato, e che Elisa gli avrebbe confidato di aver paura perché un individuo l'aveva importunata mentre entrava in chiesa, dopodiché - a detta di Restivo - la ragazza si era allontanata mentre lui si sarebbe trattenuto a pregare[7].

Il giovane Restivo è noto per l'abitudine di importunare le ragazze delle quali si invaghisce, alle quali spesso fa telefonate mute seguite dalla colonna sonora del film Profondo Rosso o dalla nota melodia Per Elisa di Ludwig van Beethoven. Un'altra abitudine decisamente insolita di Restivo è quella di tagliare di nascosto ciocche di capelli a giovani donne con un paio di forbici che porta sempre con sé. Alcune amiche di Elisa dichiararono che Restivo aveva tentato di corteggiarla senza successo e che era altresì abitudine del giovane cercare di ottenere appuntamenti dalle ragazze da cui era attratto con la scusa di offrire piccoli doni, diventando poi aggressivo e violento quando le ragazze che gli interessavano rifiutavano i suoi approcci[8].

Quando apprende che la giovane aveva un appuntamento con Restivo, la madre di Elisa punta immediatamente il dito contro il ragazzo, dichiarando che con ogni probabilità Danilo ha ucciso Elisa e ne ha occultato il corpo; la donna chiede ripetutamente agli inquirenti di indagare a fondo su Restivo ma senza esito, fino a quando - diciassette anni dopo - i resti della giovane vengono ritrovati nel sottotetto della chiesa dove Elisa si era incontrata con Restivo. Chiesa che i familiari di Elisa chiedevano appunto da diciassette anni di perquisire.

Le indagini[modifica | modifica wikitesto]

Del caso, anche negli anni in cui gli inquirenti non facevano progressi (Felicia Genovese, PM di Potenza e titolare dell'indagine, è stata inizialmente indagata dalla Procura di Salerno - competente per i magistrati di Potenza - in quanto sospettata di aver insabbiato il caso, venendo successivamente prosciolta; dalla Procura della Repubblica di Potenza il caso è comunque passato di competenza a quella di Salerno, che lo ha successivamente risolto), si è più volte occupata la trasmissione Rai Chi l'ha visto?, con uno specifico intervento sinottico di Marco Travaglio[9].

Il fratello maggiore di Elisa, Gildo, in accordo con tutta la famiglia, ha avuto l'idea della prima associazione dei familiari delle persone scomparse: l'Associazione Penelope[10]. Don Marcello Cozzi, referente locale di Libera, ha chiesto l'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "per chiedere conto al Csm, da lui presieduto, dell'operato di Felicia Genovese, il PM che coordinò le indagini sulla scomparsa di Elisa".

Il 17 marzo 2010, i resti di Elisa Claps vengono ritrovati occultati in fondo al sottotetto della chiesa potentina della Santissima Trinità (la stessa dove Elisa si era recata il giorno della scomparsa), sembrerebbe scoperti per caso da alcuni operai durante lavori di ristrutturazione per infiltrazioni d'acqua[2]; oltre ai resti umani, vengono trovati anche un orologio, gli occhiali, gli orecchinii, i sandali e quel che resta dei vestiti della giovane. Il reggipetto appare tagliato ed i jeans sono aperti, suggerendo che la ragazza abbia subito un'aggressione a sfondo sessuale prima di essere uccisa[2].

Il ritrovamento verrà giudicato dai familiari una messa in scena, ritenendo loro che fosse avvenuto in precedenza e che fosse stato tenuto nascosto dal parroco della chiesa, don Mimì Sabia: la madre di Elisa ha dichiarato di sospettare del religioso, poi deceduto, perché non le avrebbe mai permesso di «vedere l'interno della chiesa»[11], e il fratello della scomparsa ha chiesto al vescovo di Potenza di «dire finalmente la verità su quanto accaduto»[12].

Particolare scalpore è derivato anche dal fatto che, appurata la circostanza del ritrovamento del cadavere da parte del viceparroco alcuni mesi prima della sua segnalazione, questi abbia affermato di aver taciuto il fatto poiché «quel giorno il nostro Arcivescovo era impegnato in un convegno, riprovai al telefono senza dire di cosa si trattasse ma non riuscii a mettermi in contatto. Decisi così che gli avrei parlato l'indomani. Ma la cosa poi mi scivolò di mente.»[13][14]. Maggiori dettagli su come si sia giunti alla scoperta trapeleranno solo in seguito, quando - a gennaio 2013 - si chiuderanno le indagini della magistratura sulle due donne delle pulizie che avevano avvertito il parroco della scoperta fatta nel sottotetto, e che hanno rilasciato dichiarazioni discordanti[15].

Il 19 maggio 2010, Danilo Restivo, già coinvolto a suo tempo nel caso sulla sparizione di Elisa Claps e successivamente trasferitosi in Inghilterra, a Bournemouth, nel Dorset, viene fermato dalla polizia inglese, con l'accusa di omicidio volontario con riferimento al brutale assassinio del 2002 ai danni dell'allora sua vicina di casa, la sarta Heather Barnett. Da tempo era tenuto sotto controllo e pedinato dalla polizia locale, che lo aveva anche ripreso mentre in una zona boschiva - armato di uno stiletto - pedinava con atteggiamento sospetto donne inglesi[16]. Alla data del 28 maggio 2010 i risultati dell'autopsia sui resti del corpo sono ancora secretati. Gli inquirenti hanno comunque comunicato che Elisa Claps è stata uccisa con 13 colpi di un'arma da taglio e a punta[17].

Il 29 giugno 2010 alcune foto contenute nella perizia medico legale filtrano alla stampa[18]. Il 6 luglio 2010 Vincenzo Pascali, direttore dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, riferisce ai consulenti delle parti che dalle tracce di sperma trovate sul materasso posto vicino al cadavere sono stati estratti due codici genetici - diversi tra loro - e su uno strofinaccio sequestrato nei locali del centro culturale Newman (che ha sede nella canonica, sotto al sottotetto) si è riusciti ad estrarre un terzo codice genetico sovrapponibile ad uno di quelli estratto dal materasso. Pertanto, sarebbe così possibile risalire a due individui di sesso maschile che hanno utilizzato tale materasso come alcova[19][20].

Il 12 settembre 2010, a Potenza, si tiene una manifestazione a ricordo di Elisa Claps, da parte dell'associazione Libera, con centinaia di cittadini che scendono in piazza per chiedere giustizia. Il fratello Gildo ricorda che nel 1996 nel sottotetto della Chiesa della Trinità - per la durata di circa un anno - si tennero dei lavori durante i quali l'impresa appaltatrice "incernierò dei cassettoni proprio in corrispondenza del cadavere di mia sorella. Ridicolo pensare che nessuno abbia mai visto niente"; e sostiene che nel 2008 qualcuno deve aver rimosso del materiale che copriva il corpo. Pertanto chiede conto di ciò al vescovo ritenendo che o sapesse, oppure non fosse capace di controllare gli uomini della sua Diocesi. Concludendo con l'opinione: "Il ritrovamento è stato solo una messinscena".

Al contempo Don Marcello Cozzi, che è il referente locale di Libera, ha avanzato richiesta di intervento al presidente della Repubblica, al fine di "chiedere conto al Csm, da lui presieduto, dell'operato di Felicia Genovese, il pm che coordinò le indagini sulla scomparsa di Elisa"[21]. L'8 ottobre 2010 il GIP di Salerno, dott. Attilio Franco Orio, in accoglimento della richiesta dei PM titolari dell'inchiesta che domandavano una seconda perizia sui resti di Elisa, dott.ssa Rosa Volpe e dott. Luigi D'Alessio, fissa per il 18 ottobre un secondo incidente probatorio per il conferimento del quesito al CTU, il comandante del RIS di Parma, il tenente colonnello dei Carabinieri Giampietro Lago[22].

Il 25 ottobre 2010 vengono rese note alcune risultanze aggiuntive: i clasti (sassolini) provenienti dal sottotetto e presenti nel solco del tacco di Elisa Claps dimostrano che Elisa arrivò viva, camminando, nel sottotetto e che poi vi fu uccisa; Elisa sarebbe stata colpita con una forbice di medie dimensioni e da una lama tagliente; l'aggressore si accanì tagliando, probabilmente rivoltandone anche il corpo, per un tempo relativamente lungo dopo l'aggressione, con Elisa moribonda o già morta; il bottone rosso trovato vicino al suo cadavere potrebbe essere appartenuto con molta probabilità a un abito cardinalizio; i fori presenti nel tavolato posto sotto le tegole, in corrispondenza del luogo di ritrovamento del cadavere, risultano praticati con un cacciavite spaccato, di piccole dimensioni, e fanno pensare a operazioni condotte senza metodo per creare frettolosamente una feritoia nel sottotetto allo scopo di far disperdere i miasmi. Si attende a giorni il deposito della perizia dattiloscopica effettuata sui dodici reperti prelevati nel sottotetto della chiesa Santissima Trinità, per comparare le impronte digitali trovate sugli oggetti repertati con quelle di Danilo Restivo[23].

Il 9 marzo 2011 il sito di Chi l'ha visto? rivela che sono state rilevate tracce del Dna di Danilo Restivo sulla maglia che Elisa indossava quando fu uccisa[24]. Nel corso della puntata l'avvocato della famiglia Claps precisa che sulla maglia è stato ritrovato sia sangue che saliva di Restivo. Il 2 luglio 2011 viene officiato il funerale di Elisa da don Marcello Cozzi (coordinatore della rete Libera) e da don Luigi Ciotti. Per la giornata viene proclamato il lutto cittadino. Su espresso desiderio dei famigliari della ragazza, le esequie si tengono all'aperto.[25][26].

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Il processo in Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 giugno 2011 Danilo Restivo viene condannato all'ergastolo dalla Crown Court (tribunale) di Winchester per l'assassinio di Heather Barnett, uccisa il 12 novembre 2002 a Charminster, un villaggio del Dorset nei pressi di Bournemouth. Nel pronunciare la sentenza - in cui si afferma che senza ombra di dubbio Restivo ha ucciso anche Elisa Claps - il giudice Michael Bowes ha inoltre detto a Restivo: "Lei non uscirà mai di prigione [...]. Lei è recidivo. È un assassino freddo, depravato e calcolatore [...] che ha ucciso Heather come ha fatto con Elisa [Claps, n.d.r.] [...]. Ha sistemato il corpo di Heather come fece con quello di Elisa. Le ha tagliato i capelli, proprio come Elisa [...]. Merita di stare in prigione per tutta la vita"[27][28][29].

Il processo in Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'8 novembre 2011, presso il Tribunale di Salerno, ha inizio il processo di primo grado a Danilo Restivo, con rito abbreviato. Nel corso della prima udienza i PM, facendo notare che i reati più gravi a carico di Restivo - che avrebbero potuto far scattare l'ergastolo - sono tutti prescritti, avanzano la richiesta di 30 anni di reclusione, ossia il massimo possibile, unitamente all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e tre anni di libertà vigilata al termine dell'espiazione della pena[30]. L'11 novembre 2011 Restivo viene condannato a 30 anni di carcere, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la libertà vigilata per tre anni a fine pena, oltre al versamento di € 700.000 alla famiglia Claps a titolo di risarcimento[31].

Il processo di appello, iniziato a Salerno il 20 marzo 2013 e celebrato in presenza di Restivo (dall'11 marzo 2013 estradato temporaneamente in Italia[32][33]), si conclude il 24 aprile 2013 con la conferma della condanna a trent'anni per Restivo, il quale sconterà la pena all'ergastolo in Inghilterra[3][34][35].

L'inchiesta-bis in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Anche dopo la sentenza di condanna per Restivo a trent'anni, resta ancora aperta l'indagine della Procura di Salerno sulla scomparsa di Elisa Claps, sulle modalità del ritrovamento del cadavere e su eventuali complicità di cui avrebbe beneficiato Restivo. L'11 novembre 2011 l'avvocato della famiglia Claps, prima della lettura della sentenza, ha sottolineato come per l'omicidio di Elisa Danilo Restivo non avrà l'ergastolo "per colpa della Chiesa che, in questi 18 anni, ha permesso che siano stati prescritti i reati concorrenti"[31]. Lo stesso GUP Boccassini in primo grado aveva scritto nella sua sentenza di "condotte di inquinamento probatorio imputabili a famigliari e terzi", di omissioni gravi[3].

A Salerno comincerà a breve il processo per falsa testimonianza di due donne delle pulizie della Curia potentina, in quanto mentirono quando affermarono di aver scoperto i resti di un cadavere nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità solo il 17 marzo del 2010 mentre vi sono evidenze che inducono la Procura a ritenere che da mesi sapessero che là vi era un cadavere[3]. Due giornalisti, Pierangelo Maurizio del Tg5 e Fabio Amendolara della Gazzetta del Mezzogiorno, hanno scoperto che dell'omicidio si era occupato il Sisde, servizio segreto civile, e che sul caso c'era il segreto di Stato. Per queste scoperte Amendolara è anche stato perquisito più volte su disposizione della magistratura di Salerno che era alla ricerca delle sue fonti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sedicenne scompare dopo la Messa. Allarme e mistero a Potenza in la Repubblica, 17 settembre 1993. URL consultato il 2 maggio 2013.
  2. ^ a b c Trovati in chiesa i resti di Elisa Claps. Svolta nel giallo che sconvolse Potenza in la Repubblica, 17 marzo 2010. URL consultato il 2 maggio 2013.
  3. ^ a b c d Conchita Sannino, Caso Claps, condanna confermata: trent'anni a Danilo Restivo in la Repubblica, 24 aprile 2013. URL consultato il 2 maggio 2013.
  4. ^ Caso Claps: confermati 30 anni a Restivo in Corriere del Mezzogiorno, 24 aprile 2013. URL consultato il 2 maggio 2013.
  5. ^ a b c (EN) Danilo Restivo to go to Italy for murder appeal in BBC, 26 febbraio 2013. URL consultato il 2 maggio 2013.
  6. ^ Tobias Jones, Sangue sull'altare. Il caso Elisa Claps: storia di un efferato omicidio e della difficile ricerca della verità. Il Saggiatore, 2012
  7. ^ Tobias Jones, Sangue sull'altare. Il caso Elisa Claps: storia di un efferato omicidio e della difficile ricerca della verità, Il Saggiatore, 2012
  8. ^ Pierangelo Maurizio, L'uomo che amava uccidendo, Koinè Nuove edizioni, 2012
  9. ^ Video da 'Chi l'ha visto': "Le 10 domande di Marco Travaglio sul caso Elisa Claps"
  10. ^ Penelope Italia - Associazione Nazionale delle Famiglie
  11. ^ Elisa Claps: la madre accusa il parroco. URL consultato il 30 maggio 2010.
  12. ^ Claps, "ritrovamento fu messinscena". Fratello Elisa: "Ci sono ombre e dubbi". URL consultato il 30 maggio 2010.
  13. ^ Potenza, c'è un giallo nel giallo scoperto mesi fa il corpo di Elisa. URL consultato il 10 marzo 2011.
  14. ^ Elisa, corpo scoperto da mesi. Il vice parroco sapeva. URL consultato il 10 marzo 2011.
  15. ^ Fonte: La Repubblica, 02.01.2013, "Omicidio Claps, nuovi colpi di scena: nei guai due donne e un medico"
  16. ^ Fonte: Il video della polizia del Dorset
  17. ^ I pm:«Elisa Claps uccisa da Restivo con 13 colpi di arma da taglio» in Corriere della Sera, 28 maggio 2010. URL consultato il 30 maggio 2010.
  18. ^ Fonte: ANSA.it, 29.06.2010, "Le foto della perizia"
  19. ^ "Lo sdegno della famiglia di Elisa: «Quel sottotetto squallida alcova»" in La Repubblica, 07 luglio 2010. URL consultato il 7 luglio 2010.
  20. ^ Claps, trovato Dna di 2 uomini fra i reperti del sottotetto in La Repubblica, 6 luglio 2010. URL consultato il 6 luglio 2010.
  21. ^ "Gildo Claps contro il vescovo: «O ha coperto o è incapace»" in La Repubblica, 12 settembre 2010. URL consultato il 12 settembre 2010.
  22. ^ "Caso Claps, nuova perizia affidata ai Ris di Parma" in La Repubblica, 8 ottobre 2010. URL consultato l'8 ottobre 2010.
  23. ^ Fonte: La Repubblica, 25.10.2010, "Delitto Claps, bottone forse di abito cardinalizio. Perizia: «Elisa aggredita anche dopo la morte»"
  24. ^ Fonte: La Repubblica, 09.03.2011, "Il DNA di Restivo sulla maglia di Elisa. Il fratello della ragazza: «Chiuso il cerchio»"
  25. ^ Fonte: La Repubblica, 02.07.2011, "Elisa Claps, i funerali diciotto anni dopo la scomparsa"
  26. ^ Fonte: La Repubblica, 02.07.2011, "L'ultimo addio a Elisa Claps. Diciotto anni dopo la morte"
  27. ^ Fonte: La Repubblica, 30.06.2011, "Restivo condannato all'ergastolo per l'omicidio di Heather Barnett"
  28. ^ Fonte: Press Association (UK), 30.06.2011
  29. ^ Fonte: Daily Echo, 30.06.2011, "Danilo Restivo given whole life jail sentence for murder of Heather Barnett"
  30. ^ Fonte: La Repubblica, 08.11.2011, "Omicidio Claps, iniziato il processo. I pm chiedono 30 anni per Restivo"
  31. ^ a b Fonte: La Repubblica, 11.11.2011, "Restivo condannato a trent'anni. La madre di Elisa: "Fatta giustizia""
  32. ^ Fonte: La Repubblica, 22.02.2013, Caso Claps, Restivo in Italia, processo a Salerno il 20 marzo
  33. ^ Fonte: La Repubblica, 11.03.2013, "Appello processo Claps: Danilo Restivo è in Italia"
  34. ^ Fonte: Corriere del Mezzogiorno, 24.04.2013, "Caso Claps: attesa la sentenza in serata"
  35. ^ Fonte: Sky TG24, 24.04.2013, "Confermata condanna a trent'anni a Danilo restivo"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]