Elisa Breton

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Élisa Breton, nata Bindorff (Viña del Mar, 25 aprile 1906Kremlin-Bicêtre, 5 aprile 2000) è stata un'artista francese di origine cilena, pittrice e scrittrice, ultima moglie di André Breton.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie biografiche disponibili sono riferite a quando, già adulta, Élisa Bindorff si fece notare quale pianista e poliglotta, in grado di tradurre anche dal norvegese al francese.[1]

Dopo il divorzio dal primo marito, dal quale aveva avuto la figlia Ximena Claro, si trasferì negli Stati Uniti. A New York nel 1943 conobbe André Breton, che descrisse il loro primo incontro nel manoscritto Arcano 17,[2] in cui si legge anche il resoconto del viaggio fatto insieme nel 1944 nella penisola Gaspé, in Canada. Unitasi in matrimonio nel 1945, la coppia intraprese un lungo viaggio nelle riserve indiane statunitensi[3] per poi trasferirsi a Parigi nel 1946.

A Parigi Élisa fu molto attiva, scrivendo su riviste surrealiste (quali 'Médium e Le Surréalisme même) e partecipando a diverse esposizioni, ma sempre un po' oscurata dall'ombra del celeberrimo marito[4]. Da dicembre 1959 a gennaio 1960 partecipò alla Exposition internationale du surréalisme presso la galleria Daniel Cordier e nel 1965 a quella dedicata ai collage, disegni e incisioni presso la galleria Le Ranelagh.[5]

Molte delle sue opere sono scatole surrealiste realizzate sull'esempio della Scatola in una valigia di Marcel Duchamp.

Si spense a Le Kremlin-Bicêtre presso Parigi mercoledì 5 aprile 2000[3],all'età di 94 anni.

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

Scatole surrealiste[modifica | modifica wikitesto]

  • La Loi du vison, 1959
  • Oiseau de plastique, ressort de réveil, dé à jouer, 1970
  • Lucy, faire, 1971
  • Ne quittez pas, 1972
  • Oiseau-lire, 1973
  • Méduse, scultura, 1959

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Prefazione al catalogo della mostra del pittore Jean-Paul Riopelle, 1949
  • Traduzione di Alpha et omega di Edvard Munch, ed. Le Nyctalope, 1980
  • André Breton, album di dieci fotografie originali firmate da Elisa, ed. Au fil de l'encre, Parigi, 1993

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Notice d'autorité personne, Bibliothèque nationale de France.
  2. ^
    (FR)
    « Quand le sort t'a portée à ma rencontre, la plus grande ombre était en moi et je puis dire que c'est en moi que cette fenêtre s'est ouverte »
    (IT)
    « Quando il destino ti ha portata a conoscermi, la più grande ombra era in me, e posso dire che è in me che questa finestra si è aperta »
    (André Breton, Arcano 17)
  3. ^ a b (ES) Elisa Breton, esposa del escritor surrealista, El Paìs, 11 aprile 2000. URL consultato il 13 febbraio 2014.
  4. ^ Colvile, pp. 42 e segg.
  5. ^ Georgiana Colvile, Scandaleusement d'elles..., cit., pp. 42 e segg., con un ritratto realizzato dalla fotografa Dora Maar

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Henri Béhar, André Breton, le grand indésirable, Paris, Fayard, 2005, pp. 406 e segg.
  • (FR) Georgiana Colvile, Scandaleusement d'elles: trente-quatre femmes surréalistes, Paris, Jean-Michel Place, 1999, ISBN 2858934967, LCCN 00355478, OCLC 42974962.
  • Mark Polizzoti, André Breton, Paris, Gallimard, 1995, pp. 593 e segg.

citazione tratta da:

  • André Breton, Arcane 17, in Œuvres complètes, tome 3, Paris, Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1999, pp. 35–111.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(ES) Elisa Breton, esposa del escritor surrealista, El Paìs, 11 aprile 2000. URL consultato il 13 febbraio 2014.


Controllo di autorità VIAF: 100302404