Elicona

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Elicona
Ἑλικὼν
Stato Grecia Grecia
Periferia Beozia
Altezza 1748 m s.l.m.
Coordinate 38°20′N 22°50′E / 38.333333°N 22.833333°E38.333333; 22.833333Coordinate: 38°20′N 22°50′E / 38.333333°N 22.833333°E38.333333; 22.833333
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Mappa di localizzazione: Grecia
Elicona
Ἑλικὼν

L'Elicona (in greco Ἑλικών / Helikồn, letteralmente «il (monte) tortuoso», da ἕλιξ / hélix «spirale, zigzag») è un monte situato nella regione di Tespie anticamente in Aonia e oggi in Beozia (Grecia)[1]; con i suoi 1.748 metri è la vetta più alta della regione.

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

L'Elicona è reso celebre dalla mitologia greca per via di due sorgenti sacre alle Muse che vi si trovano: Aganippe e Ippocrene, entrambi toponimi formati sulla radice hippo- "cavallo", giacché la tradizione voleva che fosse stato Pegaso a farle zampillare. I fiumi Olmeios e Permessos che da esse discendevano, erano reputati in grado di fornire l'ispirazione a coloro che vi si fossero dissetati.

Sulle sue pendici si trovava il villaggio di Ascra, che diede i natali al poeta Esiodo (VII secolo a.C.), il quale racconta di avere incontrato le Muse mentre, giovinetto, era intento a pascolare le greggi sui fianchi della montagna, dove Eros e le Muse avevano già allora santuari ed un terreno per le danze vicino alla cima. Furono esse - egli sostiene - ad ispirargli la Teogonia, che si apre perciò con questa invocazione:

« Cominci il canto mio dalle Muse Eliconie, che sopra
l'eccelse d'Elicona santissime vette han soggiorno,
e con i molli pie' d'intorno alla cerula fonte
danzano, intorno all'ara del figlio possente di Crono.
Esse, poiché nel Permesso lavate han le tenere membra,
o d'Ippocrène nell'acque, oppur del santissimo Olmèo,
intreccian d'Elicona sui vertici sommi, carole
agili, grazïose: ch'è grande virtù nei lor piedi »
(Esiodo, Teogonia, 1-8, trad. Ettore Romagnoli)

Le Muse lo avrebbero dunque ispirato, e grazie a loro egli iniziò a cantare le origini degli dei. Fu così che l'Elicona divenne un simbolo dell'ispirazione poetica.

Oltre alle fonti sopra ricordate (e citate dallo stesso Esiodo), la tradizione vuole che si trovasse sull'Elicona anche la fonte in cui Narciso si specchiò rimanendo colpito dalla propria bellezza.

Nell'inno omerico a Posidone, il dio viene apostrofato, in una breve invocazione, come "signore dell'Elicona".

Patrimonio dell'Umanità[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero di Ossios Loukas (XI secolo), che si trova sul fianco occidentale dell'Elicona, è stato dichiarato dall'UNESCO "Sito patrimonio dell'Umanità".

Riferimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono i riferimenti letterari all'Elicona. Un celebre passo è contenuto nel I canto (II stanza) della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso:

O Musa, tu che di caduchi allori
non circondi la fronte in Elicona...

nel prologo della Musica de l'Orfeo di Monteverdi:

Quince a dirvi d´Orfeo desio mi sprona,

d´Orfeo che trasse al suo cantar le fere

e servo fe´l´Inferno a´sue preghiere,

gloria inmortal di Pindo e d´Elicona

Più irriverente l'accenno di Carlo Porta nel suo Sonettin col covon sul romanticismo, in cui, atteggiandosi a "classicista" nella polemica con i romantici, comprova questa sua affermazione con la sua frequentazione dell'Elicona.

(MIL)

« Mì Romantegh? Soo ben che el me cojonna
Mì sont classegh fin dent al môll di oss
Mangi, bevi, foo el porch in Eliconna
E ai Romantegh, per mì, ghe caghi addoss
 »

(IT)

« Io Romantico? So bene che mi cogliona
Io sono classico fin dentro al midollo
Mangio, bevo, faccio i miei porci comodi sull'Elicona
E ai Romantici, da parte mia, gli cago addosso. »

(Carlo Porta, Sonettin col covon)

Riferimenti ne porta anche il Prologo (vv.2-5) del Primo Canto del Paradiso di D. Alighieri, il quale afferma di non potersi rivolgere più solo alle Muse abitanti l'Elicona, ma di dover invocare anche l'aiuto del Dio Apollo, abitante il Cirra:

"..Di questa esperienza ineffabile, il poeta dirà ora, nel Paradiso, quel che è possibile a memoria umana ritenere e a lingua umana narrare; lo soccorra Apollo con le nove Muse: tutta l'arte occorrerà a questo assunto. .."

Altro[modifica | modifica wikitesto]

L'Elicona ispirò le danze che il compositore ungherese Leó Festetics teneva nel suo castello nei pressi di Keszthely. Festetics chiamò anche Biblioteca dell'Elicona la biblioteca che fondò per promuovere la letteratura e la cultura nella sua città natale.

Sempre dall'Elicona prende il nome la Helicon Arts Cooperative, un ente no-profit che opera nell'ambito dell'arte e della produzione di film a Hollywood.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kerenyi, The Gods of the Greeks, 1951 p. 172

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]